BRIEFING SETTIMANALE
Edizione del 6 aprile 2026
Periodo di riferimento: 29 marzo — 5 aprile 2026
IL COMMENTO DELLA SETTIMANA
Azionario
L'S&P 500 ha chiuso la migliore settimana dall'inizio della guerra (+3,4%), interrompendo una serie di cinque settimane consecutive in rosso. Il Nasdaq ha fatto ancora meglio (+4,4%), trainato dal rimbalzo dei titoli growth. Il catalizzatore immediato è stata un'indiscrezione sulla disponibilità di Trump a chiudere il conflitto anche senza la riapertura dello Stretto di Hormuz — un potenziale off-ramp che il mercato ha comprato con convinzione nel rally più forte da maggio.
Ma il quadro strutturale non è cambiato. Il discorso di Trump di mercoledì sera ha rivelato quanto il rimbalzo poggi su fondamenta fragili: operazioni militari per altre 2-3 settimane, nessun piano concreto di uscita, e un petrolio tornato oltre i $110. L'S&P è ancora a -9% dai massimi di febbraio e i principali indici oscillano dentro e fuori dal territorio di correzione. Per l'investitore con un orizzonte trimestrale, la domanda non è se il rally regge domani ma cosa succede ai margini aziendali se il petrolio resta a tre cifre per tutto il Q2.
L'ISM Manufacturing Prices Paid a 78,3 — massimo dal giugno 2022 — offre un primo elemento di risposta: i costi di input stanno salendo al ritmo più rapido in quattro anni, mentre i nuovi ordini rallentano (53,5, in calo per il secondo mese). È il profilo classico di una pressione sui margini che la stagione earnings Q1, al via la prossima settimana con Delta Air Lines, metterà alla prova. L'Europa ha seguito il rally con il FTSE MIB in testa (+5,18%), ma l'inflazione eurozona in rialzo e il deterioramento delle stime di crescita tedesche ricordano che il rimbalzo azionario convive con un peggioramento dei fondamentali macro.
Un segnale da monitorare nei prossimi mesi: la correlazione inversa tra equity e petrolio si sta allentando. Giovedì, con il WTI in forte rialzo, l'S&P ha chiuso sostanzialmente piatto — il primo giorno dall'inizio del conflitto in cui i due asset non si sono mossi in direzioni opposte. Se questa tendenza si conferma, significherebbe che il mercato sta iniziando a prezzare la convivenza con il petrolio caro, anziché scommettere sulla sua discesa. Un cambio di regime che avrebbe implicazioni significative per la rotazione settoriale dei prossimi trimestri.
Obbligazionario
Se l'equity compra la pace, il reddito fisso continua a prezzare la guerra. I rendimenti sono scesi a inizio settimana sul relief rally, ma il quadro di fondo resta quello di un regime monetario capovolto rispetto a inizio anno: a gennaio il mercato prezzava 75-100 punti base di tagli Fed e stabilità BCE. Oggi prezza un hold prolungato negli Stati Uniti (con il 30% di probabilità di tassi più alti a fine anno) e fino a tre rialzi BCE entro dicembre — un ulteriore inasprimento rispetto ai due prezzati solo una settimana fa.
Powell, nel suo penultimo impegno pubblico da presidente della Fed, ha di fatto confermato la lettura che avevamo dato la settimana scorsa: uno shock di offerta energetica non si cura con tassi più alti. Ha descritto le aspettative di inflazione come ancorate e la posizione della policy come adeguata, ridimensionando sensibilmente le probabilità di rialzo che il mercato stava prezzando. Il prossimo FOMC (28-29 aprile) sarà il suo ultimo meeting prima del passaggio di consegne a Kevin Warsh — su cui il mercato ha ancora diversi punti interrogativi aperti.
Per l'investitore europeo, il dato strutturale è nei BTP: il rendimento del decennale è salito del 6% in un mese e di quasi il 10% da inizio anno, con lo spread BTP-Bund in allargamento dai minimi di 59 punti base registrati a gennaio. Non si tratta di stress fiscale italiano: è il repricing globale dell'inflazione energetica che colpisce i sovrani più sensibili. Il Giappone racconta una storia simile, con il JGB decennale in rialzo del 14,6% da inizio anno e aspettative crescenti di un rialzo della BoJ ad aprile — un contesto in cui i differenziali di rendimento tra aree geografiche si stanno comprimendo, con implicazioni rilevanti per chi gestisce portafogli obbligazionari diversificati.
Materie prime
Il petrolio ha vissuto una settimana di oscillazioni estreme, guidata dai segnali contraddittori sul conflitto. Il WTI è brevemente sceso sotto i $100 sulle speranze di cessate il fuoco, per poi esplodere oltre i $111 dopo il discorso di Trump — una volatilità intra-settimanale di oltre il 15% che rende qualsiasi posizionamento tattico estremamente rischioso. Per l'investitore con un orizzonte più lungo, il rischio da seguire è quello di un esaurimento delle misure tampone (riserve strategiche, esenzioni) entro metà aprile, che potrebbe raddoppiare la perdita effettiva di offerta e modificare radicalmente lo scenario per il Q2.
Un fenomeno tecnico merita attenzione per le sue implicazioni strutturali: il WTI ha superato il Brent, invertendo la normale gerarchia dei benchmark petroliferi. In condizioni normali il Brent, essendo un riferimento globale legato ai flussi marittimi, quota a premio. L'inversione segnala che il mercato sta attribuendo un premium al greggio fisicamente raggiungibile senza transitare dallo Stretto — una riconfigurazione dei flussi energetici globali che, se persistente, avrebbe conseguenze sui margini di raffinazione e sulle strategie di approvvigionamento per i trimestri a venire. Nella stessa settimana, gli attacchi iraniani a impianti di alluminio nel Golfo hanno aggiunto una dimensione industriale diretta al conflitto, contribuendo al rally dei metalli.
L'oro conferma la dinamica che avevamo descritto nelle scorse edizioni: il costo-opportunità prevale sul safe haven in un regime di tassi in rialzo. La correzione si è tuttavia attenuata rispetto alla settimana precedente, con un rimbalzo intra-settimanale fino a $4.796 su aspettative di stagflazione, prima di ritracciare sotto i $4.700. Goldman Sachs ha confermato il target a $5.400 per fine anno, e gli acquisti delle banche centrali si stanno allargando geograficamente — con Malesia e Corea del Sud che si aggiungono ai compratori attivi. Il messaggio per l'investitore è che la tesi strutturale sull'oro resta intatta; è il timing a essere complicato dalla guerra dei rendimenti.
Criptovalute
Il Bitcoin consolida nell'area $66.000-$68.000, confermando la stabilità relativa che caratterizza il comparto dall'inizio del conflitto. In un contesto dove equity, oro e petrolio oscillano violentemente a ogni headline, il mercato crypto si distingue per una volatilità contenuta — un dato che, per l'investitore, è più significativo delle variazioni giornaliere. Il Fear & Greed Index è sceso a 9 (paura estrema nel sentiment retail), ma i prezzi non la riflettono: una divergenza che storicamente precede movimenti direzionali, senza indicarne la direzione.
Ethereum ha mostrato un accenno di decorrelazione positiva, guadagnando il 3,45% nella settimana e riconquistando brevemente la soglia dei $2.100, con il ratio ETH/BTC in lieve recupero. I volumi su Layer 2 (Arbitrum, Optimism) restano robusti a $2,8 miliardi — un segnale che l'attività on-chain non si è fermata nonostante il sentiment negativo. Sul fronte operativo, l'hack di Drift su Solana (oltre $270 milioni drenati sfruttando una feature legittima del protocollo) ricorda che il rischio infrastrutturale resta concreto anche in fasi di bassa volatilità.
Per l'investitore, il mercato crypto resta in modalità macro: ogni movimento è dettato dal petrolio, dalle aspettative Fed e dal risk appetite globale, non da driver endogeni. La promessa di decorrelazione non si materializza in questo regime, ma la tenuta dei prezzi in un contesto di stress estremo su altre asset class merita di essere osservata — non come segnale di forza, ma come indicazione che il grosso del repricing potrebbe essere alle spalle. I FOMC Minutes di mercoledì e il CPI di venerdì saranno i prossimi catalizzatori rilevanti anche per il comparto.
— Il team Gamma
MARKET SNAPSHOT
Dati aggiornati al 4 aprile 2026 (chiusura 2 aprile per mercati chiusi Venerdì Santo)
Tassi di conversione utilizzati: EUR/USD 1,1586 | EUR/GBP 0,8689 | EUR/CHF 0,9186 | EUR/JPY 183,73 | EUR/CNY 7,9824 | EUR/HKD 9,0818 | EUR/INR 108,38 | EUR/KRW 1.741,56 | EUR/BRL 6,0386 | EUR/AUD 1,6466 | EUR/CAD 1,5879
Azionario
| Asset | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici USA | ||||
| 6.583 | +3,55% | -1,52% | -2,07% | |
| 24.046 | +4,14% | -1,62% | -3,02% | |
| 46.505 | +3,15% | -1,29% | -1,47% | |
| 2.530 | +3,47% | +1,02% | +3,81% | |
| Volatilità / Sentiment | ||||
| 23,87 | -7,18 pts | -5,62 pts | +8,92 pts | |
| Indici Europa | ||||
| 5.693 | +3,40% | -0,47% | -1,78% | |
| 45.625 | +5,18% | +3,34% | +0,55% | |
| 23.168 | +3,89% | -1,79% | -5,40% | |
| 7.962 | +3,38% | -0,39% | -2,30% | |
| 10.436 | +4,47% | +0,74% | +5,02% | |
| 12.982 | +3,42% | -3,10% | -1,22% | |
| Indici Asia | ||||
| 53.123 | -0,33% | -4,74% | +5,65% | |
| 4.441 | -0,75% | -3,68% | -0,71% | |
| 25.117 | +0,69% | -1,81% | -0,91% | |
| 22.713 | +1,35% | -7,23% | -14,55% | |
| 798 | -0,85% | -3,68% | +27,90% | |
| Altri indici | ||||
| 187.651 | +4,79% | +6,51% | +26,48% | |
| 8.580 | +1,04% | -4,24% | +3,61% | |
| 1.924 | +2,83% | -1,57% | +3,67% | |
Obbligazionario
Variazioni espresse come variazione % dello yield.
| Bond | Yield | 1W | 1M | YTD |
|---|---|---|---|---|
| Obbligazionario | ||||
| 3,846% | -1,79% | +8,16% | +10,87% | |
| 4,345% | -2,14% | +5,15% | +4,62% | |
| 1,820% | 0,00% | +1,28% | -2,26% | |
| 2,382% | +0,29% | +10,07% | +14,57% | |
| 3,003% | -3,08% | +4,84% | +4,92% | |
| 3,857% | -5,07% | +6,05% | +9,82% | |
Metalli & Energia
| Commodity | Valore (€) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Metalli preziosi | ||||
| Au Oro | 4.062,06 | +3,63% | -8,53% | +9,78% |
| Ag Argento | 63,30 | +4,66% | -12,79% | +5,18% |
| Pt Platino | 1.721,45 | +5,29% | -6,63% | -1,20% |
| Pd Palladio | 1.308,45 | +7,40% | -8,57% | -7,04% |
| Cu Rame | 4,84 | +1,83% | -3,16% | +0,04% |
| Energia | ||||
| B Brent Crude | 94,64 | +3,72% | +26,07% | +82,47% |
| W WTI Crude | 96,82 | +12,15% | +23,72% | +97,82% |
| G Gas Naturale | 2,86 | -6,62% | -11,54% | +7,04% |
Criptovalute
| Crypto | Valore (€) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Criptovalute | ||||
| 58.133,03 | +1,38% | -0,79% | -22,72% | |
| 1.780,98 | +3,45% | +4,76% | -29,55% | |
| 512,18 | -3,22% | -5,12% | -30,14% | |
| 1,14 | -0,67% | -2,69% | -28,25% | |
| 69,57 | -3,25% | -4,52% | -34,66% | |
| 0,28 | +2,57% | +12,68% | +13,29% | |
| 0,0795 | +1,78% | +1,66% | -25,71% | |
| 0,21 | +0,45% | -4,27% | -29,00% | |
Hyperliquid (HYPE) | 30,89 | -7,77% | +13,52% | +37,15% |
| 275,78 | -2,44% | -8,58% | -26,47% | |
Valute
| Coppia | Tasso | 1W | 1M | YTD |
|---|---|---|---|---|
| Valute | ||||
| 1,1521 | -0,19% | -0,82% | -1,80% | |
| 0,8730 | +0,22% | +0,73% | +0,06% | |
| 0,9222 | -0,14% | +2,30% | -0,95% | |
| 183,8422 | -0,14% | +0,26% | -0,12% | |
| 7,9293 | -0,63% | -1,07% | -3,40% | |
| 159,5750 | -0,44% | +1,14% | +1,72% | |
| 6,8826 | -0,42% | -0,20% | -1,62% | |
Fonti dati: Google Finance, Yahoo Finance, Trading Economics, CoinGecko. Tutti i valori sono convertiti in EUR al tasso di fine periodo indicato. Variazioni % calcolate su base EUR-adjusted. VIX: variazioni in punti assoluti. Obbligazionario: variazioni % dello yield.
NEWS PRINCIPALI
29 marzo — 5 aprile 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati
Globale
GlobaleLa guerra in Iran entra nella sesta settimana: tra false partenze e deadline
La settimana si è aperta con un forte ottimismo dopo un report del Wall Street Journal secondo cui Trump sarebbe disposto a chiudere il conflitto anche senza la riapertura completa dello Stretto di Hormuz. Martedì, il presidente ha dichiarato che l'Iran avrebbe chiesto un cessate il fuoco — notizia prontamente smentita da Teheran come "falsa e priva di fondamento". Mercoledì, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti sarebbero usciti dall'Iran "in due o tre settimane", ma il discorso serale alla nazione non ha offerto alcun piano di de-escalation concreto, promettendo invece attacchi "extremely hard" su infrastrutture iraniane, inclusi ponti e centrali elettriche.
Il petrolio ha riflesso ogni oscillazione: il WTI è sceso brevemente sotto i $100 martedì per poi esplodere oltre i $111 — il livello più alto dal 2022. Un report dalla stampa iraniana secondo cui Teheran e l'Oman starebbero lavorando a un protocollo per monitorare il transito nello Stretto ha riportato parziale calma. Nel frattempo, Cina e Pakistan hanno proposto un piano diplomatico alternativo, ma senza trazione visibile.
La deadline del 6 aprile — fissata da Trump la settimana precedente per la riapertura dello Stretto — coincide con la pubblicazione di questo briefing. L'OPEC+ si è riunita in sessione d'emergenza domenica 5 aprile per discutere un eventuale aumento della produzione. Per gli investitori, il rischio concreto è quello che BCA Research ha definito un "oil cliff" a metà aprile: le riserve strategiche rilasciate dall'IEA e le esenzioni sulle sanzioni si stanno esaurendo, e senza riapertura la perdita effettiva di offerta — attualmente stimata a 4,5-5 milioni di barili al giorno — potrebbe raddoppiare nelle prossime due settimane.
Stati Uniti
Jobs report: 178.000 posti, ma la forza è in gran parte tecnica
L'economia americana ha creato 178.000 posti di lavoro a marzo — il dato più alto da dicembre 2024 e quasi tre volte le attese di consenso (60.000). Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3%. Ma il dettaglio racconta una storia diversa: 76.000 dei nuovi posti provengono dal solo settore sanitario, in larga parte per il ritorno degli scioperanti Kaiser Permanente. Le costruzioni hanno aggiunto 26.000 unità dopo cali invernali, e il governo federale ha continuato a contrarsi (-18.000, effetto DOGE). I salari sono cresciuti dello 0,2% mensile e del 3,5% annuo — il ritmo più lento da maggio 2021.
Il report è uscito venerdì a mercati chiusi per il Venerdì Santo: i trader potranno reagire solo lunedì 6 aprile, lo stesso giorno della deadline iraniana. Il mercato dei futures prezza una probabilità del 77,5% che la Fed resti ferma per tutto il 2026. La media a 4 mesi delle nonfarm payrolls (+47.000/mese) resta ben sotto il trend pre-conflitto di 180.000, confermando un mercato del lavoro che tiene ma non accelera.
Liberation Day +1: tariffe pharma al 100% e ricalibro sui metalli
A un anno esatto dal discorso che sconvolse i mercati globali, Trump ha firmato due nuove azioni commerciali. La prima impone una tariffa del 100% sui farmaci brevettati importati — ma con esenzioni ampie: le aziende che si impegnano a produrre negli Stati Uniti e ad adottare il pricing "Most Favored Nation" possono ottenere un'aliquota dello 0%. I generici sono esclusi. Le grandi aziende hanno 120 giorni per conformarsi, le piccole 180. I paesi con accordi commerciali (UE, Giappone, Corea, Svizzera, UK) beneficiano di aliquote ridotte al 15%.
La seconda azione ha ricalibrato le tariffe su acciaio, alluminio e rame: l'aliquota resta al 50% sui materiali grezzi, ma ora viene applicata al prezzo di mercato statunitense anziché al valore dichiarato dall'importatore — una modifica che, secondo l'amministrazione, corregge una sottovalutazione sistematica. I prodotti derivati con oltre il 15% di contenuto metallico pagheranno il 25% sul valore totale. La Camera di Commercio ha criticato entrambe le misure come "aumento dei costi per famiglie e imprese"; la Steel Manufacturers Association le ha definite "calibrate e mirate".
Powell ad Harvard: l'ultimo atto prima di Warsh
Il presidente della Fed ha tenuto un intervento ad Harvard il 30 marzo — il suo penultimo impegno pubblico prima della scadenza del mandato a metà maggio. Powell ha definito le aspettative di inflazione "well anchored" e i tassi attuali (3,50%-3,75%) "a good place", ridimensionando le probabilità di rialzo che il mercato stava prezzando. Sul private credit — settore da $3.000 miliardi dove i default sono in aumento — ha dichiarato di non essere "dismissive del rischio" ma di non vedere connessioni sistemiche con il settore bancario.
Il FOMC del 28-29 aprile sarà il suo ultimo meeting. Il successore designato, Kevin Warsh, ha storicamente espresso preferenza per tassi più bassi, ma la sua nomina è bloccata nella Commissione Bancaria del Senato a causa dell'indagine dell'Attorney General Pirro sui lavori di ristrutturazione della sede Fed. Il mercato dovrà dunque navigare una doppia transizione — di leadership e potenzialmente di orientamento — in un momento in cui la politica monetaria è già al centro di ogni calcolo di portafoglio.
SpaceX deposita il filing per l'IPO; Tesla delude sulle consegne Q1
SpaceX ha depositato un filing confidenziale per l'IPO presso la SEC, in quello che potrebbe diventare il più grande debutto in borsa della storia. La valutazione target è stimata intorno ai $1.750 miliardi, con un'offerta attesa per metà giugno. L'IPO includerebbe una quota retail insolitamente ampia per sfruttare la base di fan di Musk. Bloomberg ha riportato un target superiore a $2.000 miliardi, che Musk ha definito "BS" su X. Il filing arriva sulla scia della crescita di Starlink e del programma Starship, con il lancio della configurazione v3 atteso per maggio.
Sul fronte Tesla, le consegne Q1 si sono fermate a 358.023 veicoli — un incremento del 6,3% anno su anno ma sotto le attese di Wall Street (365.645). Il titolo ha perso il 5,5% nella sessione, portando il calo YTD al 20%. Tesla ha anche riportato un record di deployment nell'energy storage (8,8 GWh), confermando la narrativa di Musk secondo cui il business auto è in fase di maturazione mentre energia, Optimus e AI diventano i veri driver di crescita.
Europa
Inflazione eurozona al 2,5%: l'energia traina, la crescita frena
L'inflazione nell'area euro è salita al 2,5% a marzo — il livello più alto da gennaio 2025 — trainata da un'impennata del 4,9% nei costi energetici, diretta conseguenza della crisi dello Stretto. Al netto dell'energia, la dinamica dei prezzi in servizi e beni industriali ha invece rallentato, suggerendo che l'inflazione sottostante non sta accelerando.
In parallelo, gli istituti economici tedeschi guidati dall'Ifo hanno tagliato la previsione di crescita per la Germania nel 2026 da +1,3% a +0,6%, citando esplicitamente lo shock energetico mediorientale. Il PMI manifatturiero spagnolo è sceso a 48,7 — in contrazione per la prima volta in diversi mesi. Il quadro complessivo è quello di un'eurozona stretta tra inflazione importata e rallentamento della domanda interna — lo scenario che rende ogni decisione della BCE particolarmente delicata nei prossimi mesi.
Cina
PMI in calo e fine dei rimborsi IVA export: doppio segnale di rallentamento
Il PMI composito cinese è sceso a 51,5 a marzo da 55,4 in febbraio — una decelerazione significativa sia nel manifatturiero (50,8 da 52,1) che nei servizi (52,1 da 56,7). L'economia resta in espansione ma il momentum si è visibilmente indebolito, in un contesto dove il target di PIL per il 2026 (4,5%-5%) è già il più basso degli ultimi tre decenni.
Dal 1° aprile è inoltre entrata in vigore la rimozione dei rimborsi IVA sulle esportazioni di componenti solari, batterie e materiali industriali — una misura annunciata a gennaio per affrontare la sovraccapacità e le tensioni commerciali. L'effetto è un aumento dei costi export che potrebbe accelerare il consolidamento nei settori interessati e ridurre la competitività di prezzo dei prodotti cinesi — con conseguenze rilevanti per la bilancia commerciale dei prossimi trimestri e per i concorrenti europei nel settore green.
Giappone
La BoJ si prepara al rialzo: Ueda apre, Mimura avverte sul cambio
Il consenso di mercato per un rialzo dei tassi al meeting di aprile della Bank of Japan è in costante crescita. Il governatore Ueda ha dichiarato di non escludere un intervento, citando i rischi al rialzo sui prezzi legati al petrolio. L'inflazione headline è scesa all'1,3%, ma la componente core-core (esclusi alimentari ed energia) resta al 2,5% — ben sopra il target della BoJ.
Il segnale più forte è arrivato dal diplomatico valutario Atsushi Mimura, che ha dichiarato che potrebbe essere il momento di "prendere misure decisive" contro i movimenti speculativi sullo yen e sul mercato dei futures del greggio. Lo yen si è rafforzato a 159,3 contro il dollaro (da 160,3) — avvicinandosi alla soglia di 160 che storicamente ha innescato interventi diretti del Ministry of Finance. Il JGB decennale è salito a 2,39%, il livello più alto da diversi anni.
Italia
FTSE MIB +5,18%: Eni traina, finanziari sotto pressione a fine settimana
Piazza Affari ha chiuso la settimana corta (mercati chiusi venerdì per Pasqua) con un rialzo del 5,18%, tra le migliori performance in Europa. Eni ha guidato i rialzi (+4,3%) sulla scia del petrolio, seguita da Stellantis (+4,1%) dopo aver comunicato un incremento delle vendite del 10,3% a marzo, e Saipem (+2,9%). L'allargamento dello spread BTP-Bund e il rialzo dei rendimenti hanno tuttavia pesato sul comparto finanziario: UniCredit ha ceduto il 2,6%, MPS il 2,8%, Mediobanca il 2,5%. STMicroelectronics (-2,9%) ha riflesso la debolezza del settore semiconduttori a livello globale.
Resto del mondo
Resto del mondoIndia: la RBI interviene per stabilizzare la rupia
La Reserve Bank of India ha adottato una serie di misure aggressive per contenere la svalutazione della rupia, la più significativa delle quali è la restrizione sulla capacità delle banche di offrire derivati valutari offshore (non-deliverable forwards). L'obiettivo è limitare la pressione speculativa sul cambio in un momento di forte stress: l'India, come importatore netto di energia, è tra le economie più esposte alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Nifty 50 perde il 14,55% da inizio anno — la peggiore performance tra i principali indici globali — e le mosse della RBI segnalano che le banche centrali dei paesi emergenti stanno entrando in una fase di gestione delle emergenze che potrebbe durare diversi mesi.
EARNINGS PIÙ RILEVANTI
Nike (NKE)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $0.29 | $0.35 | $11.1B | $11.3B |
Beat su entrambe le linee, ma la guidance delude
Nike ha riportato ricavi per $11,3 miliardi — piatti su base reported e in calo del 3% a cambi costanti. L'EPS di $0,35 ha battuto il consenso di $0,29, ma l'utile netto è crollato del 35% a $520 milioni. Il wholesale ha mostrato segnali positivi (+1% a cambi costanti), mentre Nike Direct ha continuato a contrarsi (-7%), con il digitale in calo del 12%. Il gross margin è sceso di 130 punti base al 40,2%, compresso dalle tariffe in Nord America.
Il turnaround c'è, ma il mercato vuole prove, non promesse
Il CEO Elliott Hill ha ribadito che la direzione strategica è chiara, ma il mercato ha reagito alla mancanza di una guidance quantitativa credibile, punendo il titolo con un calo del 14,3% — il peggiore in un anno — e portandolo ai minimi a nove anni ($47,85). Nike è ora in calo del 30% nel 2026, al quinto anno consecutivo negativo. Per gli investitori, il messaggio è che il mercato non compra più la narrativa di turnaround senza evidenze misurabili di miglioramento nella redditività e nel canale diretto.
CALENDARIO PROSSIMI EVENTI
Settimana 6 — 12 aprile 2026 — eventi da monitorare
Apr 6 [ALTA] Deadline Trump per riapertura Stretto di Hormuz — potenziale escalation o svolta diplomatica
Apr 8 [ALTA] Earnings Delta Air Lines (DAL) — Q1 2026, prima dell'apertura. Primo airline a riportare durante il conflitto Iran
Apr 8 [ALTA] FOMC Minutes — verbali del meeting 17-18 marzo, primo con discussione esplicita sull'impatto della guerra
Apr 9 [ALTA] USA — PCE Price Index (febbraio) — misura di inflazione preferita dalla Fed
Apr 9 [MEDIA] USA — GDP final Q4 2025 — revisione finale della crescita pre-conflitto
Apr 10 [ALTA] USA — CPI marzo — primo dato di inflazione che incorpora l'impatto del petrolio da guerra
Da monitorare
In corso [ALTA] Conflitto USA/Israele-Iran: evoluzione militare e diplomatica, status Stretto di Hormuz, impatto su prezzi energetici
In corso [MEDIA] Nomina Kevin Warsh alla guida della Fed: iter di conferma al Senato, implicazioni per la politica monetaria
FONTI
CNBC, Bloomberg, Reuters, Financial Times, Wall Street Journal, Bureau of Labor Statistics, ISM, Federal Reserve, BCE, Bank of Japan, RBI, IEA, OPEC, BCA Research, Goldman Sachs, J.P. Morgan, Rystad Energy, T. Rowe Price, Charles Schwab, U.S. Bank, Nike Investor Relations, Tesla Investor Relations, SpaceX, Trading Economics, Yahoo Finance, CoinDesk, Farside Investors, World Bank, Ifo Institute, S&P Global, FactSet, CME FedWatch, White House

Hyperliquid (HYPE)