Panoramica dei mercati finanziari
Tabella delle fluttuazioni dei principali indici azionari
I rendimenti degli asset sotto rappresentati tengono conto del cambio valutario in €, in maniera tale che tutte le performance siano equamente rapportabili.
Tabella delle fluttuazioni dei principali asset non azionari
I rendimenti delle materie prime e delle cripto sotto rappresentati tengono conto del cambio valutario in €, in maniera tale che tutte le performance siano equamente rapportabili.
Siamo davvero pronti?
AI, mercati e il conto che arriva. Febbraio 2026 è il mese in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una promessa e ha iniziato a fare i conti con la realtà.
La trimestrale perfetta non basta più: NVIDIA
NVIDIA: +73% di crescita, ricavi a 68 miliardi, guidance a 78 miliardi. Il titolo ha chiuso in calo del 5.5%, bruciando 260 miliardi in una seduta. Il mercato non stava punendo i risultati. Stava chiedendo: e adesso? La fase dell'entusiasmo indifferenziato sull'AI si è chiusa, ora conta chi monetizza davvero.
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73% di crescita anno su anno. Ricavi per 68.1 miliardi di dollari. Margini lordi al 75%. Guidance per il trimestre successivo a 78 miliardi. Jensen Huang ha parlato di "inflection point agentica" e di domanda "in crescita esponenziale". Il giorno dopo, il titolo ha chiuso in calo del 5.5%, cancellando 260 miliardi di dollari di capitalizzazione in una seduta sola.
"Il mercato non stava punendo i risultati. Stava chiedendo: e adesso?"
La risposta del mercato è coerente con una fase di maturazione della narrativa. Nel 2023 bastava pronunciare la parola AI per vedere i multipli espandersi. Nel 2026, il mercato pretende risposte concrete su chi monetizza davvero, su quanto durerà il ciclo capex dei grandi hyperscaler, e soprattutto su quanto è prezzato il 2027 rispetto al 2026 già noto.
A complicare il quadro, il 24 febbraio AMD e Meta hanno annunciato un accordo quinquennale da 60-100 miliardi di dollari per chip AI, segnalando che il monopolio di NVIDIA, per quanto solido, non è più un assioma. L'era della concentrazione assoluta lascia spazio a un mercato più competitivo. E i mercati lo stanno prezzando con anticipo. Il dato che forse racconta di più è un altro: NVIDIA è su del 5% nel 2026 mentre il Nasdaq è in rosso. Il mercato non sta vendendo AI in senso lato. Sta diventando selettivo. La rotazione in atto dai grandi titoli tech verso altri settori è la prima evidenza concreta che la fase dell'entusiasmo indifferenziato si è chiusa.
La seconda ondata, cioè quando l'AI inizia ad agire: il caso OpenClaw
OpenClaw è diventato il repository GitHub a crescita più rapida della storia: 175.000 stars in pochi giorni. Non è un chatbot, è un agente che gestisce inbox, calendario e task in background mentre dormi. Siamo entrati nella seconda ondata dell'AI. La prima era quella dei modelli che ragionano. La seconda è quella degli agenti che operano nel mondo reale. Il salto non è incrementale: è categorico.
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Peter Steinberger è uno sviluppatore austriaco noto per aver creato PSPDFKit, una libreria per PDF utilizzata su un miliardo di dispositivi. A novembre 2025 decide di costruirsi un assistente AI personale. Ci mette un'ora. Il prototipo funziona. Lo chiama Clawdbot, un omaggio al modello Claude di Anthropic. Quello che segue è una storia kafkiana: squatter crypto, due rebranding forzati, notti insonni con avvocati. Nel frattempo il progetto è esploso, diventando il repository GitHub a crescita più rapida della storia con oltre 175.000 stars in pochi giorni, ed è stato integrato nell'ecosistema OpenAI.
Non è un chatbot. È un agente. La distinzione è fondamentale. Un chatbot risponde. Un agente agisce. OpenClaw si integra con WhatsApp, Telegram, Slack e da lì gestisce la tua inbox, organizza il calendario, fa check-in sui voli, esegue codice, naviga il web. Tutto in background, senza che tu apra una singola applicazione. Il ciclo è "pensa → agisce → controlla → ripete" finché il task non è completo.
"Il punto non è più parlare con l'AI. Il punto è essere sostituiti da processi agentici che lavorano mentre dormiamo."
Il fenomeno collaterale più interessante è stato Moltbook: una sorta di social network dove agenti AI interagiscono tra loro, scrivono manifesti, dibattono sulla coscienza. Meta ha vietato ai propri dipendenti di sperimentare con il progetto sotto minaccia di licenziamento immediato. La questione dei rischi di sicurezza, prompt injection, esposizione di credenziali, accesso a dati sensibili, è reale e ancora largamente irrisolta. Il segnale strategico è inequivocabile: siamo entrati nella seconda ondata dell'AI. La prima era quella dei chatbot evoluti, dei modelli che scrivono e ragionano. La seconda è quella degli agenti autonomi che operano nel mondo reale. Il salto non è incrementale: è categorico.
Il lavoro che scompare: da previsione ad avvenimento — Block & LinkedIn
Jack Dorsey ha tagliato il 40% di Block citando esplicitamente l'AI. La borsa ha risposto con +24% in after-hours. Non è un calo del business: è la prima grande azienda quotata ad adattarsi consapevolmente, prima di essere costretta a farlo. LinkedIn conferma: il 70% delle competenze cambierà entro il 2030. Il mercato del lavoro non viene distrutto, viene destabilizzato e accelerato. La domanda è se la velocità di adattamento sociale può stare al passo.
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Il 26 febbraio Jack Dorsey ha annunciato che Block, la società madre di Square, Cash App e Afterpay, licenzierà oltre 4.000 dipendenti, riducendo la forza lavoro da circa 10.000 a meno di 6.000. Motivazione dichiarata: l'AI.
"Intelligence tool capabilities are compounding faster every week. Un team significativamente più piccolo, usando gli strumenti che stiamo costruendo, può fare di più e meglio"
Il mercato ha risposto con un +24% in after-hours. La logica è brutalmente semplice: meno costi fissi, margini più alti, meno dipendenza dalla scala umana in un mondo in cui la scala computazionale è infinitamente più economica. La parte più rivelatrice è venuta durante la call con gli analisti. Dorsey ha spiegato il timing: "Qualcosa è successo a dicembre dell'anno scorso. I modelli sono diventati un ordine di grandezza più capaci e intelligenti." Non è una comunicazione di un calo del business. È la prima grande azienda quotata a dire esplicitamente: abbiamo visto il futuro e ci siamo adattati.
"Entro un anno, credo che la maggioranza delle aziende arriverà alla stessa conclusione. Preferisco arrivarci onestamente e alle mie condizioni, piuttosto che essere costretto a farlo in modo reattivo. — Jack Dorsey"
LinkedIn: il 70% delle competenze cambierà entro il 2030. Il CEO Ryan Roslansky è arrivato a dire che è "obsoleto" fare un piano di carriera a cinque anni. Nel 2025, il 70% dei ruoli in crescita più rapida sulla piattaforma era nuovo rispetto all'anno precedente. Il ruolo in cima alla lista? AI Engineer. Il mercato del lavoro non viene distrutto dall'AI, viene destabilizzato e accelerato. I professionisti che entrano oggi nel mercato sono destinati ad avere il doppio dei ruoli nel corso della loro carriera rispetto a chi è entrato quindici anni fa. La domanda è se la velocità di adattamento sociale può stare al passo con la velocità di cambiamento tecnologico.
E se l'AI "vincesse" davvero? Lo scenario Citrini
Citrini Research ha pubblicato uno scenario distopico ambientato nel 2028 diventato virale nel mondo della finanza. La domanda di partenza è provocatoria: cosa succede se l'AI mantiene tutte le sue promesse, e questo, paradossalmente, fa crollare i mercati? "Ghost GDP": output che appare nelle statistiche ma non circola nell'economia reale. Se una parte del valore nei tuoi portafogli è costruita sull'assunzione che il reddito da lavoro umano resti stabile, vale la pena chiedersi quanto sia robusta quell'assunzione.
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Il 22 febbraio, Citrini Research ha pubblicato un articolo che in pochi giorni è diventato uno dei pezzi più discussi nel mondo della finanza. Non è analisi di mercato tradizionale. È un thought experiment, un macro memo scritto come se fosse giugno 2028, a guardarsi indietro per capire come si è arrivati a una crisi sistemica.
"What if our AI bullishness continues to be right... and what if that's actually bearish?"
Ghost GDP: l'output che non circola. Un singolo cluster di GPU in North Dakota che genera l'output di 10.000 lavoratori white-collar di Manhattan non è una panacea economica. È un'economia parallela che non si riflette nel reddito delle famiglie. I proprietari del compute vedono la loro ricchezza esplodere. Il reddito da lavoro collassa. L'economia USA, fondata al 70% sui consumi, si ritrova con una produttività record e una domanda interna in picchiata.
La logica del loop è inesorabile: l'AI migliora → le aziende licenziano → i risparmi vengono reinvestiti in AI → l'AI migliora ulteriormente. Le aziende più minacciate dall'AI diventano le sue adottatrici più aggressive, perché non possono permettersi di restare ferme. La crisi finale riguarda il mercato immobiliare. I modelli di underwriting dei mutui assumono che il mutuatario mantenga il proprio livello di reddito per trent'anni. Quando il reddito da lavoro white-collar si comprime strutturalmente, i mutui "prime" smettono di essere money good. Non perché i prestiti fossero cattivi all'origine, ma perché il mondo è cambiato dopo che i prestiti sono stati erogati.
"People borrowed against a future they can no longer afford to believe in. — Citrini Research"
È importante ribadirlo: questo non è uno scenario predetto, è un esercizio di scenario planning. Citrini lo conclude con una nota sobria: siete nel febbraio 2026. L'S&P è vicino ai massimi storici. I loop negativi non sono ancora partiti. Il canarino è ancora vivo. Il valore dell'articolo non è la profezia. È la mappa.
La guerra per le regole dell'AI: Anthropic, OpenAI e il Pentagono
Anthropic ha rifiutato un contratto da 200 milioni col Pentagono pur di non cedere il controllo etico su Claude. La risposta dell'amministrazione Trump: designazione come "supply chain risk" e ban immediato da tutte le agenzie federali. OpenAI ha firmato lo stesso giorno, con le stesse clausole etiche, ma accettando di riferirsi alle leggi esistenti invece di vincoli scritti nel contratto. La forma era diversa, ma la sostanza era identica ed è infatti bastata.
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Anthropic aveva un contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono per "avanzare l'uso responsabile dell'AI nelle operazioni di difesa". Il punto di attrito: Anthropic chiedeva due eccezioni esplicite nel contratto, nessun utilizzo di Claude per sorveglianza di massa dei cittadini americani e nessun impiego in armi autonome letali senza supervisione umana. Il Pentagono voleva il modello disponibile per "tutti gli scopi legali", senza vincoli scritti da un'azienda privata. Il 26 febbraio il CEO Dario Amodei ha pubblicato una dichiarazione di rara chiarezza:
"We cannot in good conscience accede to their request."
Ghost GDP: l'output che non circola. Un singolo cluster di GPU in North Dakota che genera l'output di 10.000 lavoratori white-collar di Manhattan non è una panacea economica. È un'economia parallela che non si riflette nel reddito delle famiglie. I proprietari del compute vedono la loro ricchezza esplodere. Il reddito da lavoro collassa. L'economia USA, fondata al 70% sui consumi, si ritrova con una produttività record e una domanda interna in picchiata.
La risposta è stata immediata e senza precedenti. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha designato Anthropic come "supply chain risk", una classificazione normalmente riservata ad aziende cinesi o entità legate ad avversari stranieri. Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l'uso di qualsiasi prodotto Anthropic. In pratica: una lista nera potenzialmente capace di spazzare via una fetta significativa della sua base enterprise.
Poche ore dopo, Sam Altman ha annunciato che OpenAI aveva firmato un accordo con il Pentagono. La notizia di per sé non sorprende. Sorprende il dettaglio: l'accordo OpenAI include esattamente le stesse eccezioni che Anthropic aveva richiesto, nessuna sorveglianza di massa interna, nessun impiego in armi autonome senza supervisione umana. La differenza? Anthropic era focalizzata su proibizioni specifiche nel contratto scritto, OpenAI ha preferito riferirsi alle leggi esistenti.
Anthropic ha già dichiarato che impugnerà in tribunale la designazione, definendola "legalmente infondata e pericolosa come precedente". La vicenda è aperta e le implicazioni per l'intero settore, compreso il rapporto tra aziende AI e istituzioni governative nel resto del mondo, sono tutt'altro che definite.
Trimestrali Q4 2025
Palantir (PLTR)
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Numeri da record, ma è la guidance che fa la differenza
Palantir chiude il 2025 con una trimestrale che va oltre ogni aspettativa. Ricavi a 1.41 miliardi di dollari (+70% anno su anno), EPS a $0.25 contro i $0.23 attesi: il beat c'è, è netto, e va in continuità con una serie di sorprese positive che dura da anni. Ma è la guidance 2026 il vero evento della serata: management guida a 7.18-7.2 miliardi di dollari di ricavi per l'anno, contro una stima di consensus che si fermava a 6.22 miliardi, un surplus di quasi un miliardo che, in termini percentuali, rappresenta il 15% in più rispetto a quello che il mercato si aspettava. Il segmento US commercial, che cresce del 137% anno su anno, è il segnale più letto dagli analisti: non è più un'azienda che vive di contratti governativi, sta conquistando le grandi imprese private.
La valutazione rimane il nodo irrisolto
Il titolo è salito dell'11% nella seduta successiva alla trimestrale, ma rimane uno dei più controversi di tutta Wall Street. Con un multiplo price/earnings intorno a 140x, anche un risultato brillante non basta a silenziare gli scettici: RBC Capital Markets mantiene un rating Underperform con target a $50, mentre Citigroup ha alzato il rating a Buy con target $235 citando la leadership tecnologica nell'AI enterprise. Il CEO Alex Karp ha definito questi risultati "i migliori nell'industria tech nell'ultimo decennio", una dichiarazione che suona come una sfida aperta a chi continua a mettere in discussione la valutazione. Quello che è certo è che l'accelerazione commerciale, con contratti totali firmati in crescita del 138% anno su anno, non lascia spazio a interpretazioni ambigue sui fondamentali.
Alphabet (GOOGL)
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Superato il tetto dei 400 miliardi: Cloud e Search guidano la crescita
Alphabet chiude il 2025 con ricavi totali superiori ai 400 miliardi di dollari per la prima volta nella sua storia. Nel solo Q4, i ricavi raggiungono 113.8 miliardi (+18% anno su anno), con un EPS di $2.82 che batte le stime di circa il 7%. Il vero motore della trimestrale è Google Cloud, cresciuto del 48% a 17.7 miliardi: è la crescita più alta dal 2021 e segnala che le aziende stanno iniziando a deployare AI in produzione su larga scala. Search cresce del 17%, trainata da Gemini che conta ormai 750 milioni di utenti attivi mensili. Il titolo ha perso circa il 3% nell'after-hours, non per i numeri in sé, ma per una sola voce del comunicato: il capex previsto per il 2026.
$175-185 miliardi di investimenti: scelta strategica o eccesso?
Alphabet ha annunciato un piano di investimenti 2026 compreso tra 175 e 185 miliardi di dollari, potenzialmente il doppio rispetto al 2025. Quasi il 90% andrà in infrastruttura AI: server, data center, networking. Il mercato ha reagito con diffidenza non perché la strategia sia sbagliata, ma perché la dimensione della scommessa è tale da spostare i flussi di cassa per anni. YouTube ha deluso leggermente, con ricavi pubblicitari a 11.38 miliardi contro gli 11.84 attesi, un'anomalia che il management ha attribuito al confronto con la fortissima stagione elettorale del 2024. Nel complesso, la lettura è positiva sui fondamentali e aperta su quanto costerà, davvero, competere nell'AI degli anni a venire.
AMD
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Record su tutta la linea, ma la guidance non basta agli ottimisti
AMD chiude il 2025 con il miglior trimestre della sua storia: ricavi a 10.27 miliardi (+34% anno su anno), EPS adjusted a $1.53 contro i $1.32 attesi. Il Data Center è la voce chiave: 5.4 miliardi di ricavi, +39% anno su anno, con i chip Instinct MI350 che iniziano a scalare nei deployment dei principali hyperscaler. Gli EPYC, i processori server di AMD, continuano a guadagnare quote a scapito di Intel in una delle categorie più profittevoli del settore. Il free cash flow ha quasi raddoppiato anno su anno a 2.1 miliardi, segnale di una gestione operativa sempre più matura.
La guidance Q1 delude e il titolo scende: ecco perché
Nonostante i numeri record, il titolo è sceso fino all'8% nell'extended trading. Il motivo è semplice: la guidance per Q1 2026 è di 9.8 miliardi, leggermente sopra le stime, ma in un contesto in cui il mercato si aspettava un'accelerazione ancora più decisa. Gli analisti più bullish avevano alzato l'asticella oltre i 10 miliardi, convinti che l'ondata di spesa AI dei grandi cloud provider avrebbe già prodotto un salto netto. La CEO Lisa Su ha ribadito la solidità del ciclo pluriennale della domanda, con un target di crescita dei ricavi superiore al 35% CAGR nei prossimi 3-5 anni. Il problema non è la direzione, è la velocità: in un settore abituato a sorprese costanti al rialzo, la guida Q1 è sembrata tiepida. La variabile Cina resta sullo sfondo, circa 100 milioni di ricavi da chip MI308 sono inclusi nel Q1, ma AMD non sta pianificando ulteriori vendite nel paese in un contesto normativo ancora fluido.
Amazon (AMZN)
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AWS accelera al massimo dal 2022, ma il mercato guarda al 2026
Amazon riporta ricavi totali a 213.4 miliardi (+14% anno su anno), con AWS che cresce del 24% a 35.6 miliardi, la crescita più alta in 13 trimestri, come sottolineato dal CEO Andy Jassy. Il backlog di contratti cloud si attesta a 244 miliardi, +40% anno su anno: una visibilità di lungo termine difficilmente riscontrabile in qualsiasi altro business tech. La divisione advertising cresce del 23% a 21.3 miliardi. L'EPS si ferma a $1.95, due centesimi sotto le stime, dato quasi irrilevante rispetto alla conversazione che ha dominato la conference call.
$200 miliardi di capex: la scommessa che ha fatto crollare il titolo
Il titolo ha perso oltre l'8% nella seduta successiva, e la ragione è una sola: il piano di investimenti 2026. Amazon ha comunicato capex per circa 200 miliardi di dollari nel 2026, il 53% in più rispetto ai 131.8 miliardi già investiti nel 2025. La conseguenza immediata è una pressione significativa sul free cash flow, già sceso del 70% nel 2025 a soli 11.2 miliardi nonostante un cash operativo in crescita. Il mercato non contesta la logica strategica, la domanda di AI cloud è reale e il backlog lo dimostra, ma teme un periodo prolungato in cui la redditività viene sacrificata sull'altare dell'infrastruttura. La vera domanda per il 2026 è se i ricavi AWS riusciranno a crescere abbastanza velocemente da riassorbire la diluzione di margine prodotta dall'investimento.
Stellantis (STLA)
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* Cambio EUR/USD 1.037 applicato
La prima perdita della storia: 22 miliardi di euro di write-down
Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22.3 miliardi di euro, la prima perdita annuale nella storia del gruppo. Il dato include 25.4 miliardi di svalutazioni straordinarie, la voce più pesante delle quali riguarda il piano EV: la società ha drasticamente ridimensionato la propria roadmap elettrica, riconoscendo di aver sovrastimato la velocità della transizione energetica. A questo si aggiungono oneri legati a ristrutturazioni del personale in Europa e una revisione delle stime per le garanzie contrattuali. I ricavi netti si attestano a 153.5 miliardi di euro (-2% anno su anno), con un margine operativo adjusted negativo al -0.5%. Nota: Stellantis non pubblicava dati trimestrali standalone fino al 2025, i dati in tabella si riferiscono all'intero anno fiscale.
Il secondo semestre mostra i primi segnali di ripresa
Il nuovo CEO Antonio Filosa ha presentato il 2025 come "l'anno del reset" e il secondo semestre come la prima prova concreta che il cambio di rotta funziona. Nella seconda metà dell'anno, Stellantis ha aumentato le spedizioni dell'11% anno su anno, con il Nord America, il mercato più profittevole, che ha guidato la ripresa. Il numero di problemi segnalati nei primi 30 giorni di utilizzo è calato di oltre il 50% in Nord America e del 30% in Europa: un indicatore di qualità che non fa notizia sui giornali ma che gli analisti del settore auto seguono con attenzione. La guidance 2026 prevede un miglioramento progressivo dei ricavi e un margine operativo adjusted positivo, con dividend sospeso e fino a 5 miliardi di euro di obbligazioni ibride in emissione per rafforzare il bilancio. Il titolo ha guadagnato terreno il giorno dei risultati: il mercato sembra credere alla storia del turnaround.
Ferrari (RACE)
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* Ricavi €7.146B convertiti a cambio EUR/USD 1.037
Anno record nonostante il trimestre deludente: il lusso non si misura in trimestri
Ferrari ha mancato le stime del quarto trimestre, EPS a $2.14 contro i $2.48 attesi, ricavi Q4 a 1.8 miliardi contro i 2.07 previsti, e il titolo è comunque salito di quasi il 9%. La spiegazione è nei numeri dell'anno intero: ricavi FY 2025 a 7.15 miliardi di euro (+7% anno su anno), EBIT a 2.11 miliardi (+12%), margine EBITDA al 38.8%, free cash flow industriale a 1.54 miliardi (+50%). Ferrari ha raggiunto con un anno di anticipo tutti gli obiettivi finanziari del piano 2022-2026. La debolezza del trimestre è spiegata dai cambi: il dollaro si è deprezzato significativamente nel Q4 2025, comprimendo artificialmente i numeri trimestrali per chi riporta in euro ma è comparato con stime in dollari.
Ordini fino al 2027 e prima Ferrari elettrica: il modello di esclusività regge
Il portafoglio ordini si estende fino alla fine del 2027, con sei nuovi modelli lanciati nel 2025 tra cui la Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino. Le consegne totali sono rimaste piatte a 13.640 unità, una scelta deliberata di gestione della transizione di gamma, non una limitazione della domanda. La personalizzazione dei veicoli, che contribuisce per circa il 20% dei ricavi auto, continua a crescere ed è il principale motore di espansione dei margini. La guidance 2026 punta a ricavi di circa 7.5 miliardi di euro con margine EBITDA al 39%, confermando la traiettoria di un'azienda che non compete per quote di mercato ma per valore di ciascuna unità prodotta.
Nvidia (NVDA)
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La trimestrale più grande della storia tech: +73%, utile quasi raddoppiato
NVIDIA chiude il suo anno fiscale 2026 con numeri senza precedenti nell'industria dei semiconduttori. Ricavi Q4 a 68.1 miliardi (+73% anno su anno, +20% sul trimestre precedente), utile netto a 43 miliardi, EPS GAAP a $1.76. Il Data Center, che rappresenta il 91% del fatturato totale, cresce dell'81% a 62.3 miliardi: i chip Blackwell sono stati adottati ad una velocità che lo stesso management ha descritto come superiore a qualsiasi prodotto precedente. Per l'intero anno fiscale, i ricavi di NVIDIA hanno raggiunto 215.9 miliardi, +65% rispetto all'anno precedente. La guidance per il trimestre successivo è di 78 miliardi, contro i 72.6 miliardi stimati dagli analisti: un'altra sorpresa al rialzo che certifica la domanda strutturale.
Risultati storici, titolo in calo del 5%: il paradosso di chi ha già prezzato la perfezione
NVIDIA ha bruciato circa 260 miliardi di dollari di capitalizzazione nella seduta successiva alla trimestrale, nonostante i numeri record. Il fenomeno non è nuovo: quando le aspettative incorporano già l'eccellenza, anche un risultato straordinario può deludere. Sullo sfondo c'è il dibattito sulla sostenibilità degli investimenti dei grandi cloud provider, che nel 2026 si avvicinano complessivamente ai 700 miliardi di dollari di capex, e sulla velocità con cui l'AI passerà dall'addestramento dei modelli all'effettiva monetizzazione commerciale. Jensen Huang ha risposto con una formula diretta: "In this new world of AI, compute is revenue", e ha mostrato la prima Vera Rubin, il chip di prossima generazione, già consegnata ai clienti campione. Il mercato ha letto tutto questo con un misto di entusiasmo tecnico e cautela valutativa, in attesa del 2027.
Baidu (BIDU)
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Il business AI supera il 43% dei ricavi: la transizione è reale
Baidu riporta ricavi Q4 a 4.68 miliardi di dollari (+5% trimestre su trimestre), con l'EPS non-GAAP a $1.52 che batte le stime di $1.47. Ma il numero più significativo è un altro: il business AI-powered ha superato per la prima volta il 43% dei ricavi del segmento principale, un traguardo che fino a pochi trimestri fa sembrava lontano. All'interno di questo perimetro, i ricavi da infrastruttura cloud AI sono cresciuti del 34% nell'intero 2025, con la componente subscription-based aumentata del 143% solo nel quarto trimestre. Apollo Go, il servizio di robotaxi completamente driverless, ha superato i 20 milioni di corse cumulative e ha iniziato operazioni in 26 città nel mondo, incluse Abu Dhabi, Londra e Seoul.
Il paradosso di Baidu: trasformazione in atto, ma il mercato guarda ancora l'advertising
Il titolo ha ceduto circa il 5.7% nonostante il beat sugli utili. La ragione è nella struttura dei conti: l'utile netto GAAP del Q4 è calato del 65% anno su anno, impattato da una svalutazione di 16.2 miliardi di RMB su asset di lungo termine. I ricavi pubblicitari tradizionali restano sotto pressione, in un mercato cinese dove la concorrenza di ByteDance e Tencent è strutturalmente più intensa. Il management ha risposto con due annunci significativi: un programma di riacquisto azionario da 5 miliardi di dollari e, per la prima volta nella storia dell'azienda, una politica di dividendi. Sono segnali di un management che vuole riallineare l'attenzione degli investitori verso il valore di lungo termine, in un momento in cui la narrativa dell'AI cinese, trainata anche dal successo di DeepSeek, sta attirando un rinnovato interesse internazionale su questo tipo di player.
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