Filosofia

La nostra filosofia

Perché investiamo come investiamo

La nostra filosofia di investimento si fonda su convinzioni empiriche, libere da bias cognitivi.

Comprendere la natura dei mercati finanziari per sfruttarne le inefficienze richiede un approccio che operi su più dimensioni: dalle dinamiche macroeconomiche ai parametri delle singole aziende, dalla coerenza tra orizzonte temporale e propensione al rischio alla diversificazione settoriale e geografica, fino a un processo integralmente quantitativo.

Questi principi guidano il modo in cui investiamo i nostri capitali e quelli dei nostri investitori.

I nostri principi

Riteniamo che i mercati finanziari siano lo strumento più potente per costruire ricchezza nel lungo periodo ma che la maggior parte degli investitori li utilizzi in modo inefficiente; non per mancanza di volontà, ma per l'assenza di un metodo sistematico e disciplinato.

Gamma esiste per questo: educazione finanziaria avanzata e portafogli modello dinamici.

I nostri capitali sono investiti nei portafogli Gamma.

Offriamo solamente portafogli in cui investiamo noi stessi, è la garanzia più concreta di allineamento tra i nostri interessi e quelli dei nostri investitori.

Co-investimento del gestore

100 fondi azionari: differenza di oltre 3 punti annui

Grafico a dispersione: cento fondi azionari divisi tra chi ha co-investimento del gestore e chi no, con le rispettive medie di rendimento. Su un campione di 100 fondi azionari, quelli in cui il gestore investe anche il proprio capitale hanno reso in media il 12,2% annuo composto, contro l’8,9% dei fondi senza co-investimento: oltre tre punti percentuali di differenza ogni anno. Anche la dispersione dei risultati è più contenuta con il co-investimento, dove il caso peggiore resta intorno al −2% mentre senza co-investimento scende sotto il −7%. Rendimento medio annuo composto (CAGR) in euro su vent’anni; simulazione illustrativa su evidenze Morningstar 2025.

La nostra visione del mercato

Il mercato azionario nel lungo periodo cresce, trainato dalla crescita economica globale e dalla capacità delle imprese di generare valore.

Nel breve periodo, tuttavia, il suo comportamento è dominato dall'emotività: sovrastima le buone notizie, amplifica le cattive, e oscilla tra euforia e panico.

Queste oscillazioni, se analizzate correttamente, sono inefficienze da sfruttare.

I tre grandi crolli del secolo

Caduta e recupero da ogni minimo

Grafico a barre divergenti: per DotCom 2000, crisi finanziaria 2008 e Covid 2020, la caduta dal picco al minimo e il recupero a cinque e dieci anni. Il mercato azionario globale ha perso il 53,1% nella crisi DotCom del 2000, il 49,0% nella crisi finanziaria del 2008 e il 20,7% nel crollo Covid del 2020. Chi ha investito nel punto di minimo ha ottenuto +55,5% a cinque anni e +118,1% a dieci dopo il 2000, +131,1% e +277,6% dopo il 2008, +103,9% a cinque anni dopo il 2020. MSCI ACWI IMI, net total return in euro su chiusure mensili 1996–2025.

L'investitore medio italiano

L'irrazionalità del mercato non è solo un'opportunità ma è anche una trappola per chi investe senza metodo. E i dati mostrano che la maggior parte delle persone investe esattamente così: senza metodo.

L'investitore medio ottiene rendimenti sistematicamente inferiori a quelli del mercato, e alcune delle convinzioni più diffuse nella cultura finanziaria, soprattutto italiana, non reggono il confronto con i numeri.

Rendimenti a confronto 2006–2025

Nominale e reale al netto dell’inflazione

Grafico a barre orizzontali: rendimento annuo composto di sette asset class, con la quota erosa dall’inflazione evidenziata su ciascuna barra. Su vent’anni l’oro ha reso l’11,25% annuo composto e l’S&P 500 l’11,02%, seguiti dall’MSCI ACWI IMI all’8,19%. Il FTSE MIB si ferma al 5,23%, i BTP decennali al 3,93%, i Treasury statunitensi decennali al 3,46% e l’immobiliare italiano allo 0,48%: sotto l’inflazione media del periodo, pari all’1,87%, e quindi in perdita in termini reali. CAGR in euro con dividendi e cedole reinvestiti; l’immobiliare è un indice di soli prezzi e non include i canoni di locazione.

Il peso del tempo

Se i dati dimostrano che la diversificazione globale è superiore all'approccio tradizionale, l'orizzonte temporale è la variabile che trasforma questo vantaggio in certezza.

Più si allunga il periodo di detenzione, più la probabilità di profitto sale e il divario tra rendimento migliore e peggiore si comprime fino a un orizzonte oltre il quale, storicamente, non si registrano perdite.

Il rendimento azionario per durata dell’investimento 1996–2025

Peggiore, mediano e migliore risultato su tutte le finestre mobili mensili

Grafico a barre verticali: per orizzonti da uno a venti anni, l’intervallo tra rendimento peggiore e migliore che si comprime al crescere della durata, con la linea del mediano. Su tutte le finestre mobili mensili tra il 1996 e il 2025, un investimento di un anno nel mercato azionario globale è oscillato tra −39,0% e +56,0% annuo. A tre anni l’intervallo si restringe tra −21,6% e +28,4%, a cinque tra −8,0% e +18,2%, a dieci tra −3,1% e +14,2%. Dai quindici anni in poi il risultato peggiore è positivo, e a venti anni l’intervallo va da +2,7% a +9,3%: nessuna finestra ventennale si è chiusa in perdita. Il rendimento mediano scende gradualmente da circa l’11% a un anno a circa il 6,5% a venti. MSCI ACWI IMI, CAGR net total return in euro su trent’anni.

Oltre il buy-and-hold

I principi descritti finora — orizzonte lungo, diversificazione globale, tolleranza alla volatilità, disciplina — sono i fondamenti di qualsiasi strategia di investimento solida.

Il buy-and-hold li applica nella loro forma più semplice: acquistare un indice globale diversificato e mantenerlo per decenni. È una strategia efficace, a basso costo, e storicamente vincente rispetto alla maggior parte dei gestori attivi.

Ma chi condivide questi principi e vuole applicarli con strumenti professionali progettati per sovraperformare può andare oltre la semplice replica di un indice.

Qui entra in gioco Gamma Investimenti.

I fattori del mercato azionario 2006–2025

Ordinati anno per anno dal migliore al peggiore

Tabella a colori: per ogni anno dal 2006 al 2025, la classifica dei cinque fattori azionari e dell’indice globale dal rendimento migliore al peggiore. In vent’anni l’indice MSCI ACWI IMI non è mai arrivato primo in un singolo anno solare: il suo miglior piazzamento è il secondo posto, ottenuto nel 2009, nel 2013 e nel 2016, mentre nel 2011 è finito ultimo. Il primo posto è andato al Momentum in sette anni su venti, al Minimum Volatility in cinque, a Growth e Value in tre ciascuno e alla Quality in due. Nessun fattore però domina stabilmente: il Momentum, primo nel 2024 con +40,6%, era stato ultimo nel 2008 con −42,8%. Rendimenti di anno solare, net total return in euro.

La nostra strategia: dai principi al modello

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