Strategia
La nostra strategia
Dai principi al modello
Il nostro modello quantitativo multifattoriale traduce i principi della filosofia di investimento in un processo operativo concreto: costruire portafogli azionari globali a ribilanciamento mensile. Nessuna decisione è discrezionale: ogni operazione è il risultato di un processo basato esclusivamente su dati quantitativi.
L'obiettivo è massimizzare i rendimenti nel lungo periodo sfruttando sistematicamente le inefficienze del mercato e modulando dinamicamente l'esposizione al rischio.
Per farlo, il modello ha analizzato l'intero universo delle aziende quotate al mondo attraverso oltre 500 parametri fondamentali e tecnici, ha selezionato i segnali maggiormente predittivi e statisticamente robusti, e li ha combinati in un composito ottimizzato che ogni mese determina il ranking delle aziende.
L'esposizione azionaria viene bilanciata attraverso un'allocazione tattica in oro calibrata su segnali macroeconomici.
I costi commissionali sono integrati nel modello fin dalla fase di progettazione: il turnover è gestito in modo che ogni operazione di ribilanciamento generi un rendimento atteso netto positivo.
Il database e l'universo investibile
Il modello opera su un database globale, aggiornato mensilmente, che comprende i parametri fondamentali e tecnici di tutte le aziende quotate al mondo dal 2006 a oggi.
Prima di qualsiasi analisi, il database viene filtrato per definire l'universo investibile, ovvero l'insieme delle aziende su cui il modello può effettivamente operare.
Il database include le aziende delistate, società che nel corso degli anni sono uscite dai listini per fallimento, acquisizione o altre ragioni. Escluderle significherebbe analizzare solo le aziende sopravvissute, con il risultato di sovrastimare i rendimenti storici e inquinare la calibrazione del modello. Questo errore è noto in letteratura come survivorship bias.
I dati sono esclusivamente point-in-time: per ogni data di ribilanciamento vengono impiegati solo i dati effettivamente disponibili in quel momento. Nessuna informazione futura entra nel modello, eliminando il look-ahead bias.
L'universo investibile viene definito attraverso una serie di filtri di esclusione oggettivi, applicati mensilmente.
Un'azienda viene esclusa quando la capitalizzazione di mercato è inferiore a 10 milioni di dollari, l'Enterprise Value è negativo o mancante, o i ricavi sono negativi o assenti. Questi filtri identificano aziende non realisticamente investibili o per le quali i parametri del modello non sono interpretabili. Quando la condizione viene meno, l'azienda rientra automaticamente nell'universo. L'applicazione di criteri di esclusione uniformi e predefiniti elimina il selection bias.
Le aziende appena quotate devono aver pubblicato almeno quattro trimestrali prima di entrare nell'universo investibile. La letteratura documenta una sottoperformance sistematica delle IPO nel primo anno di contrattazioni.
La maggior parte dei comparti del settore finanziario è esclusa perché molti parametri del modello — margini, efficienza del capitale circolante, intensità del capex — non sono interpretabili per banche e istituzioni finanziarie. Restano inclusi i comparti dove questi parametri mantengono significato economico.
Ogni parametro attraversa una sequenza di trattamento strutturata: verifica del dato mancante, validità del ratio, calcolo della mediana sul gruppo di riferimento, winsorizzazione (la tecnica che riporta i valori più estremi entro soglie predefinite, impedendo che pochi casi anomali distorcano il confronto), e calcolo dello z-score (una misura statistica standardizzata che esprime quanto un valore si discosta dalla mediana del suo gruppo di riferimento).
Questo processo garantisce che ogni parametro sia comparabile tra aziende di settori, aree geografiche e capitalizzazioni diverse, neutralizzando le distorsioni strutturali che invaliderebbero il confronto diretto.
Come restringiamo l’universo investibile
I nostri filtri di esclusione
La selezione e l'ottimizzazione dei parametri
Il modello ha analizzato oltre 500 parametri fondamentali e tecnici — questi ultimi subordinati ai fondamentali nella gerarchia del composito — suddivisi in cinque categorie: Value, Quality, Growth, Financial Health e Momentum.
Ogni parametro è stato prima testato individualmente per verificare la presenza di un segnale predittivo affidabile, poi i parametri sopravvissuti alla selezione sono stati combinati in un composito ottimizzato che ogni mese determina il ranking finale delle aziende.
Le cinque categorie catturano dimensioni complementari del valore di un'azienda.
I parametri Value misurano quanto si paga per unità di valore fondamentale.
Quality valuta la composizione della redditività, l'efficienza operativa e l'affidabilità degli utili.
Growth cattura la dinamica di crescita di ricavi e redditività.
Financial Health misura la solidità patrimoniale e il rischio di distress finanziario.
Momentum incorpora segnali tecnici e di prezzo che catturano la persistenza dei trend.
I parametri fondamentali costituiscono la struttura portante del composito. I parametri tecnici e di momentum sono subordinati: vengono integrati solo dopo che il composito fondamentale è stato validato, e la loro inclusione è condizionata alla dimostrazione di un contributo marginale significativo che non destabilizza i pesi dei parametri fondamentali.
Lo screening individuale ha valutato ogni parametro su migliaia di configurazioni diverse, misurando la correlazione tra ranking e rendimenti futuri e la significatività statistica del segnale, nonché la sua stabilità nel tempo e la monotonicità della relazione tra punteggio e rendimento.
Un parametro è stato incluso solo se il suo segnale è risultato statisticamente significativo, stabile e monotono, ovvero se le aziende con punteggi migliori hanno generato effettivamente rendimenti superiori in modo consistente.
I parametri selezionati dallo screening sono stati combinati in un composito multifattoriale attraverso un'ottimizzazione sistematica che ha testato tutte le combinazioni possibili di parametri e pesi, individuando quella che massimizza la sovraperformance rispetto al benchmark (MSCI ACWI IMI, l'indice che copre oltre il 99% del mercato azionario globale investibile).
Il processo non ha scelto discrezionalmente i parametri migliori né ha escluso a posteriori quelli che non confermavano una tesi predefinita, eliminando il cherry-picking bias.
La combinazione vincente deve sovraperformare il benchmark sia nel rendimento cumulato sull'intero periodo che in almeno 15 dei 20 anni del backtest, al netto dei costi di transazione.
Per garantire che i risultati non siano frutto di adattamento al passato senza capacità predittiva sul futuro, la combinazione vincente è stata sottoposta a una doppia validazione. Un test di stabilità su sottoinsiemi temporali indipendenti ha verificato che gli stessi parametri emergessero come dominanti in periodi diversi. Un permutation test con soglia al 99° percentile ha poi confermato la robustezza: i rendimenti sono stati mescolati casualmente mille volte, e la performance del modello reale ha superato il 99% delle performance casuali.
L'insieme di queste protezioni è progettato per neutralizzare l'overfitting: la tendenza di un modello a memorizzare le peculiarità dei dati storici anziché catturare pattern replicabili nel futuro, producendo risultati eccellenti sulla carta che non si replicano nell'operatività reale.
La struttura del composito
Selezione degli indicatori e peso dei fattori
La costruzione del portafoglio
Con il composito validato e il ranking delle aziende definito, il modello costruisce il portafoglio.
Il portafoglio è concentrato, composto da un minimo di 10 a un massimo di 20 posizioni a seconda delle condizioni di mercato. Vincoli settoriali e geografici vengono applicati per ridurre la correlazione tra le posizioni e ottenere una reale diversificazione.
La concentrazione è una scelta deliberata: un numero contenuto di posizioni permette al modello di concentrare l'esposizione sulle opportunità a punteggio più alto, anziché diluire il segnale su centinaia di titoli.
Il numero di posizioni varia sulla base delle condizioni di mercato e della distribuzione dei punteggi nel ranking. Le posizioni sono ponderate in proporzione al punteggio nel ranking composito: le aziende con punteggio più alto ricevono un peso maggiore nel portafoglio.
I limiti settoriali e geografici garantiscono che il portafoglio non sia sovraesposto a un singolo settore o area geografica, riducendo il rischio di concentrazione e mantenendo una diversificazione effettiva anche in un portafoglio concentrato.
Il ribilanciamento avviene mensilmente. A ogni ciclo, il modello ricalcola il ranking composito su tutto l'universo investibile e confronta le posizioni attuali con i nuovi candidati. Tuttavia, non ogni variazione nel ranking giustifica un'operazione: sostituire un titolo in portafoglio con uno leggermente migliore nel ranking potrebbe non compensare i costi di transazione.
Per gestire questo trade-off, il modello utilizza una curva rendimento-rank calibrata sui dati storici, che associa a ogni posizione nel ranking un rendimento atteso. Una sostituzione viene eseguita solo se il rendimento atteso del candidato supera quello del titolo esistente di almeno il doppio del costo di transazione, il doppio perché ogni sostituzione richiede due operazioni: vendita e acquisto. Questo meccanismo riduce il turnover senza sacrificare la qualità del portafoglio, e neutralizza l'overtrading.
I costi di transazione sono differenziati per mercato: più bassi per i mercati sviluppati ad alta liquidità, più alti per i mercati emergenti.
Dove e quanto ci discostiamo dall’indice globale
Pesi settoriali e geografici
L'allocazione tattica in oro
Il meccanismo di protezione del portafoglio è un'allocazione tattica e dinamica in oro tramite ETC, in sostituzione del tradizionale ricorso all'obbligazionario o alla liquidità, e con maggiore efficienza.
Quando i segnali del modello indicano che l'azionario è sopravvalutato o che le condizioni macroeconomiche suggeriscono prudenza, una porzione del portafoglio viene spostata dall'azionario all'oro. L'allocazione è graduale: il peso dell'oro varia in modo continuo in base all'intensità dei segnali.
L'oro è storicamente l'asset con la migliore performance durante i bear market, presenta una correlazione bassa o negativa con l'azionario nelle fasi di stress e offre una copertura naturale contro l'inflazione e la svalutazione monetaria.
A differenza dell'obbligazionario, il cui profilo rischio-rendimento è fortemente condizionato dal livello e dalla direzione dei tassi d'interesse, l'oro ha dimostrato di funzionare come protezione in regimi macroeconomici profondamente diversi tra loro: dall'inflazione degli anni '70 ai tassi zero del post-2008, fino allo shock inflattivo del 2022.
Il backtest conferma questa scelta: nei periodi di stress del mercato azionario, l'allocazione tattica in oro ha offerto una protezione più efficace rispetto al tradizionale ricorso all'obbligazionario.
L'allocazione in oro opera come modulo indipendente rispetto alla selezione dei titoli azionari. I due componenti lavorano in parallelo e si combinano nel portafoglio finale: il modello azionario seleziona i titoli da detenere, il modulo oro determina quale porzione del capitale allocare all'azionario e quale all'oro.
I segnali che il modello utilizza per calibrare l'allocazione in oro sono stati testati su un backtest che parte dal 1986, un orizzonte più ampio rispetto al database azionario, reso possibile dalla disponibilità di dati storici più estesi su oro, indici aggregati e variabili macroeconomiche. Quarant'anni di osservazione attraverso cicli economici, crisi finanziarie e regimi monetari radicalmente diversi.
Il modello determina il peso dell'oro analizzando un insieme di metriche macro e relative: il rapporto tra prezzo dell'oro e indice azionario globale (Gold/ACWI ratio), il momentum di entrambi gli asset su diversi orizzonti temporali, il rapporto tra massa monetaria globale e ciascun asset (M2/Gold e M2/ACWI), i rendimenti reali dell'obbligazionario mondiale, il tasso di inflazione e i tassi d'interesse.
Queste variabili influenzano sia l'oro che l'azionario, ma in direzioni spesso opposte e con intensità diverse a seconda del regime economico. Il modello sfrutta queste dinamiche relative per calibrare il peso tra i due asset.
In condizioni normali il portafoglio è interamente investito in azioni; al crescere dei segnali di rischio, una porzione progressivamente maggiore viene allocata in oro. La transizione è fluida, senza passaggi netti, per evitare che un singolo segnale produca movimenti bruschi nell'allocazione.
Il modello Gamma con e senza allocazione in oro
Andamento di 10.000 € e peso dell’oro nel tempo, 2006–2025
Validazione, operatività e monitoraggio
Prima di entrare in produzione, la strategia completa è stata sottoposta a una batteria di test di robustezza progettati per identificare eventuali fragilità. Una volta validata, il modello segue un calendario operativo rigoroso e viene monitorato e rivalidato continuamente.
I test di robustezza hanno verificato la strategia da angolazioni diverse. La robustezza settoriale ha confermato che il modello genera sovraperformance in ciascun settore dell'economia, senza dipendere dalla concentrazione in un singolo settore.
La decomposizione dell'alpha ha separato le fonti della sovraperformance — selezione titoli, esposizione settoriale, dimensionale e geografica — permettendo di verificare il contributo effettivo di ciascuna.
Il test sulla soglia di capitalizzazione ha verificato quanta parte della sovraperformance proviene da ciascuna fascia dimensionale. Il test sul numero di posizioni ha identificato il punto ottimale nella curva concentrazione-diversificazione. Il backtest finale ha confermato che la strategia completa — inclusi costruzione del portafoglio, gestione del turnover e allocazione tattica in oro — sovraperforma il benchmark sia nel rendimento cumulato che in almeno 15 dei 20 anni analizzati, al netto dei costi di transazione.
L'operatività segue un calendario fisso. I dati vengono scaricati il sabato, il calcolo avviene nel weekend con tutte le borse chiuse, e il ribilanciamento viene pubblicato la prima domenica del mese. Il prezzo di riferimento è la chiusura del venerdì.
Tutti i rendimenti sono calcolati in euro: una scelta di trasparenza rivolta esclusivamente a investitori europei, affinché ogni performance riportata rifletta il rendimento reale nella valuta dell'investitore.
Il rischio cambio non viene coperto: è una scelta deliberata, coerente con la letteratura che dimostra come su orizzonti temporali lunghi i costi della copertura valutaria tendano a superare i benefici, riducendo il rendimento netto senza eliminare il rischio in modo significativo.
Il monitoraggio è continuo. Ogni mese, dopo il ribilanciamento, il rendimento realizzato viene confrontato con il rendimento atteso. Divergenze persistenti segnalano la necessità di indagare possibili cause di degradazione del modello. Lo stesso processo di monitoraggio si applica al modulo di allocazione tattica in oro, i cui segnali vengono verificati annualmente sui dati aggiornati.
Ogni anno l'intero processo di screening e ottimizzazione viene rieseguito con il dataset aggiornato per verificare la solidità del modello e integrare eventuali evoluzioni strutturali dei mercati.
L'obiettivo è un modello che si evolve con disciplina: sufficientemente adattivo da incorporare i cambiamenti strutturali dei mercati, sufficientemente stabile da non inseguire il rumore dei dati recenti.
È questo rigoroso processo di validazione che ci consente di proporre i portafogli Gamma ai nostri investitori con la stessa fiducia con cui ci investiamo i nostri capitali.
Performance annuale rispetto al benchmark
Modello Gamma vs MSCI ACWI IMI, 2006–2025