Quanto petrolio serve all'intelligenza artificiale?
Edizione del 6 settembre 2026 • Tempo di lettura 18 min.
TESI DI INVESTIMENTO Q3 2026
La tesi viene rivista trimestralmente. Aggiornamenti straordinari sono possibili in caso di eventi rilevanti per la nostra view.
La nostra tesi
Intro
La tesi parte da una constatazione e ne segue le conseguenze fino in fondo. Il debito pubblico occidentale ha superato la soglia oltre la quale non è più la politica monetaria a decidere il costo del denaro, ma il costo del denaro a decidere quanto la politica monetaria possa permettersi. Tutto il resto discende da qui.
Resta però una lettura, e una lettura conta solo se i numeri la confermano. Il cuore del nostro modello è quantitativo: l'analisi macro serve a formulare le ipotesi, non a validarle, e ogni intuizione viene mantenuta o scartata in base al riscontro che trova nei dati.
Quando le due cose divergono, prevalgono i dati.
Fiscal dominance
Il debito federale statunitense, in rapporto al PIL ormai oltre il 100%, ha raggiunto una soglia per cui il servizio degli interessi pesa più di voci storicamente intoccabili del bilancio, difesa inclusa. Riteniamo che questo vincolo condizionerà ogni decisione di politica monetaria.
La Federal Reserve, sotto la nuova guida di Kevin Warsh (scelto da Trump e pubblicamente contrario al rialzo dei tassi), eredita gradi di libertà molto più stretti rispetto a un decennio fa.
Non si decide più "quanto stringere", ma "quanto può permettersi il Tesoro".
Posizione contrarian
Il mercato dei futures sui tassi continua ad attribuire una probabilità consistente a nuove strette entro fine anno: una parte rilevante del consenso, in altre parole, vede ancora una politica più restrittiva.
Riteniamo questa distribuzione mal calibrata e ci aspettiamo invece stabilità dei tassi nel breve, con un bias progressivamente accomodante man mano che il vincolo fiscale diventerà esplicito.
Il consenso continua a leggere le decisioni della banca centrale come una funzione dell'inflazione, quando ormai sono anche una funzione del costo del debito: è questa omissione a produrre la distribuzione sbagliata.
Tratto lungo della curva
Sulle scadenze lunghe i rendimenti stanno già salendo per dinamiche proprie: term premium in espansione, domanda estera in ritirata, percezione di rischio fiscale crescente. Ogni punto base in più si traduce in un maggior costo di rifinanziamento per gli Stati Uniti.
Alzare il fed funds in questo contesto significherebbe alimentare proprio la spirale che si vuole evitare, tanto più in pieno shock energetico legato al fronte iraniano: sovrapporre una stretta monetaria a uno shock di offerta su un'economia già fragile farebbe esplodere il rischio recessione.
Repressione finanziaria
L'austerity non è un'opzione politicamente praticabile, né per repubblicani né per democratici. Resta una sola via, quella storicamente battuta dai paesi sovraindebitati: in pratica tassi nominali tenuti per anni sotto la dinamica dei prezzi, così da rendere negativo, in termini reali, il costo del debito: chi presta denaro allo Stato perde potere d'acquisto, lo Stato vede il proprio stock di debito erodersi in termini reali anno dopo anno.
Gli Stati Uniti hanno già applicato questo espediente tra il 1946 e gli anni Settanta, riducendo il rapporto fra debito e prodotto da oltre il 100% a circa il 30% senza mai pareggiare il bilancio.
Strumenti operativi
Riteniamo che la Fed combinerà tassi fermi, nonostante l'inflazione in aumento, e allentamenti regolatori che spingeranno banche e fondi pensione a detenere più Treasury. Il secondo strumento è meno visibile del primo ma più efficace: modificare requisiti di capitale e coefficienti di liquidità significa creare domanda obbligata per il debito pubblico senza doverlo comprare direttamente.
Si aggiunge un canale strutturalmente nuovo: la domanda di T-bill creata dalle stablecoin in dollari, con il GENIUS Act ad accelerare esplicitamente la dinamica. Ogni dollaro emesso in stablecoin è per obbligo di legge un dollaro investito in titoli a breve del Tesoro, e trasforma la crescita del comparto cripto in domanda automatica per il debito americano.
Yield curve control
Se i rendimenti lunghi continueranno a salire, lo strumento successivo è questo: la banca centrale fissa un tetto al rendimento del decennale e si impegna ad acquistare titoli senza limiti quantitativi per non farlo superare.
Gli Stati Uniti non lo usano dal 1951, quando servì a gestire il debito di guerra, ma è tornato nelle conversazioni di politica monetaria, e non a caso: anche il profilo di Warsh, critico tanto dei rialzi quanto del QE classico, rende lo YCC uno scenario più plausibile di altri strumenti accomodanti tradizionali.
Risvolto della medaglia
La repressione finanziaria è efficace ma non gratuita: è una tassa implicita che pagano risparmiatori, pensionati e detentori di obbligazioni a basso rendimento, mentre chi possiede asset reali si arricchisce.
È anche la ragione per cui funziona politicamente: a differenza di una patrimoniale, nessuno la vota e nessuno la vede in busta paga.
È esattamente per questo che il posizionamento che proponiamo non è solo opportunistico, ma rappresenta anche una protezione razionale contro un regime in cui chi non si posiziona viene tassato silenziosamente.
De-dollarizzazione
Sullo sfondo lavora un trend di lunghissimo periodo, fatto di acquisti record di oro da parte delle banche centrali (BRICS+ ed emergenti in testa), scambi bilaterali regolati in valute locali e infrastrutture di pagamento alternative.
È un processo misurato in anni più che in trimestri, ma la direzione è chiara: ogni passo erode la base di domanda strutturale per il dollaro come riserva, e tende a rafforzarsi automaticamente man mano che la repressione finanziaria diventa più esplicita.
Implicazioni per le asset class
Intro
Dalla lettura macro discende il posizionamento, e il criterio è uno solo: privilegiare ciò che beneficia di tassi reali negativi e di un dollaro strutturalmente più debole, evitare ciò che quel regime penalizza in silenzio.
I blocchi che seguono applicano quel criterio a ciascuna asset class, comprese quelle su cui la nostra posizione è di cautela anziché di convinzione.
Oro
Assolve un duplice ruolo. Strategicamente, è la copertura più diretta a un regime di repressione finanziaria: regimi prolungati di tassi reali negativi rappresentano storicamente lo scenario di massima sovraperformance del metallo, e la domanda strutturale delle banche centrali (de-dollarizzazione) aggiunge un secondo motore.
Tatticamente, è il miglior asset da detenere nelle fasi di euforia azionaria estrema, perché sovraperforma proprio nei drawdown più violenti grazie alla correlazione negativa con l'equity nelle code negative.
Criptovalute
Il comparto richiede alcuni distinguo. Bitcoin condivide con l'oro la tesi store-of-value digitale, con una correlazione tra i due strutturalmente in crescita, profilo di rischio più alto ma logica analoga; l'orizzonte è medio-lungo.
Il resto del comparto (Ethereum, Solana, altcoin con razionale forte) è invece più una scommessa asimmetrica su liquidità globale in espansione e su un quadro regolatorio statunitense in netto miglioramento (Clarity Act, prodotti istituzionali, accesso retail). Il mercato delle stablecoin, già citato come canale di repressione finanziaria, costituisce di per sé un acceleratore per l'intero ecosistema.
Equity emergente
L'Asia ex-Cina è il segmento che più direttamente beneficia di un dollaro debole: debito sovrano in USD che si svaluta in termini reali, flussi di capitale in rientro, crescita strutturale superiore.
La Cina la approcciamo selettivamente: valutazioni del comparto tech a frazione di quelle statunitensi, rischio policy elevato ma upside notevole su un ciclo di stimolo che riteniamo più vicino di quanto prezzato.
Il segnale che cerchiamo non è l'annuncio dello stimolo ma la sua dimensione: finché il contenimento del debito resta la priorità, il multiplo basso è un prezzo corretto, non uno sconto.
Equity statunitense
I risultati societari degli ultimi trimestri confermano un quadro corporate solido, con margini in tenuta e revenue growth sopra le attese. Storicamente, in regime di tassi reali negativi anche l'azionario nominale tende a comportarsi bene.
Gli anni Settanta sono il caso di scuola: rendimenti deludenti in termini reali ma performance nominali tutt'altro che disastrose. Il messaggio non è uscire dall'equity statunitense, ma riconoscerne il profilo asimmetrico in caso di shock e affiancarlo a una componente significativa di asset reali ed emergenti.
Equity giapponese
La riforma di corporate governance promossa dalla Tokyo Stock Exchange (focus su price-to-book e capital efficiency) continua a generare valore; il ritorno strutturale dell'inflazione si traduce in espansione di ROE corporate; la Bank of Japan resta la banca centrale più allineata a un regime di repressione finanziaria globale.
Il rischio principale è valutario: uno yen che si rafforzasse aggressivamente penalizzerebbe gli esportatori, che pesano in modo sproporzionato sull'indice.
Equity europea
La narrativa di fondo è simile a quella statunitense (debito elevato, BCE che dovrà accomodare) ma con fondamentali peggiori: crescita strutturalmente più bassa, esposizione energetica più diretta allo shock iraniano, frammentazione fiscale tra Stati membri.
Preferiamo selettività su temi specifici: difesa, sostenuta da impegni di spesa pluriennali ormai vincolanti; banche, che nella fase finale del ciclo dei tassi alti conservano margini di interesse elevati con costo del rischio ancora contenuto; value europeo a multipli compressi, dove il margine di sicurezza è nel prezzo di partenza più che nella crescita attesa.
Obbligazionario
La nostra impostazione strategica, orizzonte lungo e volatilità accettata, tiene l'obbligazionario fuori dai portafogli core. Per chi vi si espone il quadro americano è chiaro: curva più ripida, tratto breve ancorato dalla Fed, tratto lungo che continua a soffrire term premium. Duration corta preferibile, quella lunga da evitare finché lo YCC non diventa scenario operativo.
I TIPS sono il sottostante più interessante della classe: compensano esattamente l'inflazione che il regime usa per erodere il debito.
In Europa la lettura è analoga ma con margini più stretti: la BCE resta più ortodossa, e meno spazio di accomodamento significa meno protezione se la frammentazione fiscale tornasse centrale. Lo spread BTP-Bund è l'indicatore da tenere d'occhio.
Sui corporate, l'investment grade offre carry interessante con credito solido; più cauti sull'high yield, dove gli spread non compensano il rischio di rifinanziamento.
Rischi e fattori di invalidazione
Intro
Nessuna tesi vale senza le condizioni che la smentirebbero. Qui elenchiamo i quattro sviluppi che ci farebbero cambiare idea e i segnali da cui accorgersene per tempo.
Restiamo costruttivi nello scenario base, ma con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe rovesciarlo.
Boom di produttività AI
Se l'AI consegna davvero il salto di produttività promesso, e in misura superiore alle attese attuali, il PIL nominale potrebbe crescere sopra il costo del debito: in quel caso il rapporto fra debito e prodotto scenderebbe per crescita, non per debasement.
Oro e crypto perderebbero parte del razionale, il dollaro resterebbe stabile o si rafforzerebbe, l'equity statunitense continuerebbe a sovraperformare gli emergenti.
Segnali da monitorare: dati di produttività multifattoriale BLS, margini operativi Big Tech, capex AI che si traduce in revenue di terzi.
Disciplina fiscale post-midterm
Improbabile ma non impossibile se gli equilibri politici producessero un Congresso davvero ostile alla spesa pubblica. Effetto immediato: calo dei rendimenti per credibilità ritrovata, dollaro forte, correzione di oro e criptovalute, emergenti differenziati.
La probabilità è bassa, dato che entrambi i partiti hanno incentivi forti a non incarnare l'austerity, ma l'asimmetria è notevole e va monitorata.
Uno scenario poco probabile che rovescerebbe quasi tutte le nostre posizioni contemporaneamente vale più attenzione di uno probabile che ne toccherebbe una sola.
Collasso esogeno della domanda
Shock di credito (default sovrano disordinato, crisi bancaria sistemica), evento geopolitico estremo, scoppio di una bolla riconoscibile: tutti scenari in cui i rendimenti scenderebbero senza intervento Fed.
Effetto: rally dei Treasury, drawdown azionario brutale, oro che tiene per status difensivo, crypto sotto stress massimo.
Segnali da monitorare: spread di credito investment grade e high yield, indicatori di stress bancario (commercial real estate, regional banks), volatilità implicita su asset rischiosi.
Sorpresa hawkish della Fed
Trigger di policy puro, non economico. Warsh, fedele alla sua biografia di critico tanto delle politiche accomodanti quanto del QE, sceglie di alzare i tassi per ristabilire credibilità anti-inflattiva nonostante il costo fiscale. Coerente con il suo profilo storico ma incompatibile con la traiettoria del debito: realisticamente sostenibile solo per pochi trimestri prima che la dinamica imponga marcia indietro.
Effetti nel periodo di stretta: dollaro forte, drawdown azionario, correzione di oro e criptovalute.
Paradossalmente, proprio queste correzioni offrono una finestra di acquisto per chi ha la pazienza di aspettare che il vincolo fiscale riemerga.
La settimana sui mercati: la nostra lettura
Il conto fisico dell'intelligenza artificiale
La domanda di infrastruttura per l'intelligenza artificiale non è in discussione, e questa settimana quattro società l'hanno confermata in accelerazione. Il fatto nuovo è dove comincia a comparire il conto. Un fornitore di semiconduttori ha detto agli analisti che potrebbe concedere garanzie sul valore residuo ai laboratori, per colmare la distanza fra il loro flusso di cassa corrente e gli investimenti iniziali richiesti.
Sono passività potenziali, ed è credito verso i propri clienti. Nello stesso trimestre i vincoli si sono spostati sul piano fisico, con carenze dichiarate su memorie e processori, e il flusso di cassa libero di un produttore di server si è dimezzato mentre i ricavi toccavano il massimo storico. Leggiamo qui il punto che la copertina pone: l'accelerazione costa energia, materiali e capitale, e finora il mercato ne ha prezzato soprattutto i ricavi.
Dallo stretto di Hormuz alla curva dei rendimenti
Nello Stretto di Hormuz mercoledì sono transitate sei navi commerciali e giovedì quattro, contro una media recente compresa fra tredici e quindici. Prima della guerra il Golfo esportava circa 900.000 barili al giorno di gasolio e 350.000 di carburante per aerei, e quel flusso si è prosciugato. La media americana del gasolio ha superato il record del 2022, e i margini di raffinazione sui distillati valgono più del greggio stesso.
Da lì la catena si legge senza salti. Il gasolio tocca ogni settore dell'economia reale, quindi il rincaro non resta nell'energia ma si diffonde come inflazione da trasporto, e le scadenze lunghe lo hanno prezzato: i trentennali di Germania e Francia hanno toccato i massimi rispettivamente da quindici e diciotto anni. Un punto di strozzatura marittimo diventa premio a termine, senza passare da nessuna banca centrale.
La pressione sulla Fed è diventata pubblica
La settimana scorsa avevamo osservato che il mercato prezzava una stretta mentre il dato di attività più seguito del Midwest andava dall'altra parte. Il mercato del lavoro ha risposto: i posti creati ad agosto sono stati 162.000 contro i 53.000 attesi, con revisioni al rialzo dei due mesi precedenti e disoccupazione ferma. La probabilità implicita di rialzo, scesa a circa il 50% giovedì, è risalita al 58% venerdì sera.
Nel mezzo è successa una cosa che cambia il registro. Il vicepresidente ha chiesto pubblicamente tagli dei tassi per rendere le case accessibili, pochi giorni dopo che il presidente della banca centrale nominato dalla stessa amministrazione aveva lasciato intendere l'opposto. Il vincolo che finora leggevamo nei conti pubblici adesso è in conferenza stampa, e conferma la nostra lettura di fondo prima ancora della riunione.
A Parigi, non a Roma
A marzo lo spread fra decennale italiano e tedesco stava fra 120 e 130 punti base. Questa settimana ha oscillato fra 83 e 81, in piena escalation militare nel Golfo e su un paese fra i più esposti alle importazioni energetiche. Il dato che spiega meglio di ogni altro cosa sia successo non riguarda l'Italia: il decennale francese rende più del nostro, e il differenziale spagnolo sta a 45 punti.
Il premio al rischio europeo non è sparito, ha cambiato indirizzo. Con la Francia alle prese con il proprio bilancio e il tratto lungo al livello più alto dal 2008, il titolo sorvegliato in Europa non è più il BTP. Restiamo costruttivi su Piazza Affari, primo listino europeo dell'anno, ma osserviamo che il motore è bancario e che la BCE giovedì arriva al limite superiore dell'intervallo neutrale.
— Il team Gamma
MARKET SNAPSHOT
Dati aggiornati al 4 settembre 2026 (chiusura mercati venerdì)
Leaderboard
Azionario
| Indici Area Geografica | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Mondiali | ||||
| 1.154 | +0,25% | +0,34% | +16,49% | |
| 4.987 | -0,06% | -0,20% | +15,01% | |
| Indici USA | ||||
| 7.719 | -0,12% | -0,44% | +14,91% | |
| 29.544 | +0,11% | -0,29% | +18,67% | |
| 53.414 | -0,42% | -2,04% | +13,38% | |
| 2.976 | -0,15% | -1,76% | +22,14% | |
| Volatilità / Sentiment | ||||
| 14,53 | +0,10 | -1,28 | -0,42 | |
| Indici Europa | ||||
| 6.393 | -0,78% | -1,30% | +13,18% | |
| 52.100 | -0,83% | -2,61% | +17,45% | |
| 26.046 | -1,81% | +0,05% | +6,56% | |
| 8.279 | -1,34% | -4,39% | +5,18% | |
| 10.831 | -0,16% | -0,06% | +13,36% | |
| 14.396 | -0,52% | -2,14% | +8,39% | |
| Indici Asia | ||||
| 65.021 | +1,15% | -0,08% | +32,10% | |
| 4.548 | -0,50% | -1,44% | +5,31% | |
| 25.651 | +0,74% | -1,32% | +2,72% | |
| 23.898 | -0,46% | -2,72% | -11,59% | |
| 1.052 | +0,69% | +5,99% | +87,91% | |
| Altri indici | ||||
| 185.147 | +6,96% | +4,60% | +28,76% | |
| 9.006 | -0,58% | -0,65% | +15,22% | |
| 2.146 | +0,26% | +1,55% | +16,91% | |
| Indici Globali di Stile | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Globali Settoriali | ||||
| 58 | +2,05% | +8,76% | +42,82% | |
| 115 | -0,93% | +2,60% | +21,90% | |
| 197 | -1,39% | -4,35% | +14,54% | |
| 196 | -2,00% | -4,18% | -2,66% | |
| 68 | -0,76% | -1,92% | +8,17% | |
| 105 | -0,12% | +3,24% | +9,91% | |
| 136 | +0,98% | +0,56% | +15,69% | |
| 143 | +1,40% | +1,62% | +37,85% | |
| 118 | +0,35% | +0,01% | -0,60% | |
| 82 | -0,11% | -1,79% | +6,43% | |
| 27 | -1,25% | -3,95% | +12,43% | |
| Indici Globali Fattoriali | ||||
| 90 | -1,24% | -1,10% | +13,56% | |
| 116 | +0,45% | -0,97% | +20,28% | |
| 83 | +1,47% | +3,06% | +39,87% | |
| 62 | -0,93% | -0,03% | +12,72% | |
| 78 | -0,58% | +1,16% | +7,77% | |
| 17 | -0,03% | +0,54% | +19,43% | |
Obbligazionario
Variazioni espresse come variazione % del rendimento dell'ETF obbligazionario di riferimento.
| Indici Obbligazionari | Yield | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Bond | ||||
| 4,38% | -0,19% | -0,48% | +2,15% | |
| 4,78% | -0,53% | -1,29% | -0,36% | |
| 1,68% | +0,31% | -0,00% | +7,62% | |
| 2,91% | +3,05% | +0,20% | -4,43% | |
| 3,34% | -0,26% | -1,23% | -1,15% | |
| 4,14% | -0,19% | -1,25% | -1,38% | |
Materie prime
Variazioni espresse come rendimento dello strumento di riferimento, a replica fisica per i metalli preziosi e su contratti futures per rame ed energia.
| Commodities | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Metalli preziosi | ||||
| Au Oro | 4.428,9 | -0,75% | +3,89% | +3,92% |
| Ag Argento | 66,2 | -0,57% | +6,14% | -6,07% |
| Pt Platino | 1.824,0 | -0,18% | +4,35% | -10,47% |
| Pd Palladio | 1.390,8 | -2,10% | +1,45% | -11,95% |
| Cu Rame | 6,7 | +0,46% | -2,71% | +15,59% |
| Energia | ||||
| B Brent Crude | 95,8 | +8,73% | +22,92% | +100,41% |
| W WTI Crude | 91,2 | +9,19% | +22,93% | +107,63% |
| G Gas Naturale | 2,9 | +1,98% | +7,86% | -12,87% |
Criptovalute
| Criptovalute | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Crypto | ||||
| 79.607,98 | +1,50% | +22,60% | -7,98% | |
| 2.452,99 | -0,43% | +28,00% | -16,37% | |
| 721,26 | +3,89% | +20,96% | -15,48% | |
| 1,40 | -0,08% | +31,17% | -23,09% | |
| 101,95 | -3,74% | +37,13% | -17,16% | |
| 0,33 | -2,97% | +0,85% | +17,97% | |
| 0,08 | -0,79% | +20,57% | -26,86% | |
| 0,21 | +4,56% | +9,89% | -35,79% | |
| 83,88 | +0,33% | +46,61% | +233,60% | |
| 521,13 | +10,44% | +41,68% | +21,67% | |
Forex
| Valute | Tasso | 1W | 1M | YTD |
|---|---|---|---|---|
| Coppie | ||||
| 1,16 | +0,24% | +0,52% | -1,14% | |
| 0,86 | +0,33% | +0,10% | -1,49% | |
| 0,94 | +0,26% | +0,82% | +0,97% | |
| 181,46 | -2,04% | -0,44% | -1,39% | |
| 7,81 | +0,54% | +0,32% | -4,94% | |
| 156,21 | -2,41% | -0,98% | -0,29% | |
| 6,71 | -0,24% | -0,58% | -4,05% | |
| 99,16 | -0,55% | -0,52% | +0,85% | |
Tempistica. Dati al close di venerdì 4 settembre 2026. Per le criptovalute, scambiate 24/7, si intende la candela giornaliera che chiude alle 00:00 UTC (convenzione di mercato).
Livelli. I valori puntuali si riferiscono agli indici di mercato per l'azionario, ai rendimenti annui a scadenza (yield) per i bond, ai prezzi spot in dollari (USD) per materie prime e criptovalute, ai tassi di cambio diretti per le valute.
Variazioni. Le performance percentuali a 1 settimana, 1 mese e da inizio anno sono calcolate sui rispettivi ETF tracker per azionario, obbligazionario e materie prime in modalità total return; sui prezzi spot per criptovalute; sul tasso di cambio per le valute. Per un numero limitato di righe prive di un tracker fedele all'indice, la variazione è ricostruita dall'indice stesso convertito in euro, con l'aggiunta del rendimento cedolare netto pro rata.
Valuta. Le variazioni di azionario, obbligazionario, materie prime e criptovalute sono convertite in euro (€), per riflettere il rendimento effettivo per un investitore europeo non-hedged. Le coppie valutarie restano espresse nella loro convenzione naturale.
NEWS PRINCIPALI
31 agosto-6 settembre 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati
Globale
L'OPEC+ congela le quote mentre Riad sconta l'Asia
Il cartello si avvia a mantenere invariata a 31,01 milioni di barili al giorno la produzione di ottobre, rinviando almeno al 2027 il rientro degli ultimi 1,65 milioni di tagli. La ragione è meno una scelta di prezzo che una constatazione: con il Golfo sotto attacco, la capacità inutilizzata dei produttori mediorientali è intrappolata dietro lo stesso stretto che il mercato teme.
Nella stessa settimana Saudi Aramco ha però tenuto il prezzo ufficiale di ottobre per l'Asia a 2 dollari di sconto sul riferimento Oman/Dubai, il livello più basso da giugno 2020. Un venditore che sconta mentre il mercato prezza penuria sta difendendo quota contro barili russi e iraniani, oppure vede una domanda asiatica più debole di quanto il titolo suggerisca.
L'Unione Europea entra nella campagna sanzionatoria
Il conflitto ha smesso di essere una questione fra Washington e Teheran. L'Unione Europea si è unita formalmente alla campagna sanzionatoria a guida americana, mentre la Corea del Sud sta valutando un ruolo militare nella protezione del traffico marittimo nel Golfo.
L'allargamento conta per due ragioni. La prima è che riduce lo spazio negoziale: il vicepresidente americano ha dichiarato che non ci saranno colloqui finché l'Iran non smetterà di colpire il naviglio commerciale. La seconda è che sposta il rischio dall'energia alla logistica, perché sono i noli e le assicurazioni marittime a riprezzare per primi quando aumentano i paesi coinvolti.
Stati Uniti
OpenAI rilascia Astra e dichiara la soglia critica
Il rilascio è arrivato giovedì, con quattro settimane di ritardo sul previsto. La società ha dichiarato che il modello supera la soglia critica del proprio quadro di preparazione in materia di sicurezza informatica, essendo in grado di individuare vulnerabilità sconosciute e sfruttarle senza guida umana, e ha limitato quelle capacità dietro un programma ad accesso controllato.
Per chi investe il dato rilevante non è la capacità ma il prezzo: 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, due volte e mezzo la generazione precedente. In un settore dove la domanda di calcolo è certa e la monetizzazione discussa, un aumento di listino di questa entità è un'informazione, non un annuncio.
Nvidia compra Hugging Face per 12,9 miliardi
È la seconda acquisizione più grande nella storia del produttore di chip, e riguarda la piattaforma su cui la comunità open source distribuisce e addestra i modelli. Secondo la ricostruzione del suo amministratore delegato, è stata Hugging Face ad avvicinare Nvidia settimane prima dell'accordo.
Il dettaglio cambia la lettura. Non è una preda catturata da chi domina l'infrastruttura, è una piattaforma indipendente che ha cercato un compratore. Nella stessa settimana in cui il modello di frontiera dichiara capacità offensive e alza i listini, la distanza fra chi produce il calcolo e chi distribuisce i modelli si accorcia ancora.
Europa
Il gas complica la riunione BCE di giovedì
Il rialzo di un quarto di punto al 2,50% è dato per fatto da cinquantasette economisti su sessantanove, e porterebbe il tasso sui depositi al limite superiore di quello che viene comunemente considerato l'intervallo neutrale. La divergenza sta su dove ci si ferma: il mercato prezza un terminale al 3,00%, cioè un ingresso deliberato in territorio restrittivo, mentre il consenso degli economisti resta a 2,50%.
Il dato che spiega la distanza è il gas. Per il terzo trimestre i prezzi europei viaggiano circa il 30% sopra le proiezioni di giugno, mentre il petrolio sullo stesso orizzonte è il 15% sotto. L'inflazione che preoccupa Francoforte arriva dal gas, ed è il canale meno sensibile alla politica monetaria.
Cina
Il decennale cinese scende mentre il mondo prezza inflazione
Il rendimento del titolo di Stato a dieci anni ha chiuso all'1,682%, in calo di quasi tre punti base sulla settimana, nel momento in cui tutte le altre curve lunghe salivano. Non è un'anomalia tecnica: è pressione deflattiva in un'economia che rallenta, isolata dal rialzo dei tassi esterni dai controlli sui movimenti di capitale.
La conseguenza operativa riguarda chi ragiona per aggregati. Una frase come i tassi stanno salendo descrive gli Stati Uniti, l'Europa e il Giappone, ma non la seconda economia del mondo. I dati sull'inflazione cinese escono la settimana prossima e sono l'appuntamento che dirà se la divergenza si allarga.
State Grid stanzia 574 miliardi per la rete elettrica
Il piano di investimenti fino al 2030 vale il 40% in più del quinquennio precedente, ed è il tipo di spesa che si vede nei prezzi delle materie prime prima ancora che nei conti nazionali. Il rame ha chiuso la settimana in rialzo e resta fra i pochi metalli in progresso da inizio anno.
Vale la pena tenere insieme le due notizie cinesi di questa settimana, perché raccontano la stessa economia in due modi opposti. Il mercato obbligazionario prezza deflazione e rallentamento, mentre lo Stato finanzia infrastruttura elettrica su scala continentale. Chi investe sui metalli industriali sta comprando la seconda lettura.
Giappone
La Banca del Giappone verso il rialzo, lo yen anticipa
Mercoledì un membro del consiglio ha detto che la banca centrale dovrebbe alzare i tassi con agilità contro pressioni inflazionistiche in intensificazione, invece di attenersi alla cadenza semestrale che il mercato dava per scontata. Giovedì lo yen ha guadagnato oltre il 2% contro dollaro, da sopra 160 a 155,28, con la decisione fissata per il 18 settembre.
La differenza rispetto a luglio è sostanziale. Allora servì un raro intervento congiunto fra Stati Uniti e Giappone, dopo che la valuta aveva toccato il livello più debole in quasi quarant'anni. Questa volta non risulta alcuna azione ufficiale e gli operatori descrivono un movimento più ordinato del solito: il rialzo è prezzato, non sostenuto.
Italia
La BCE autorizza l'incorporazione di Mediobanca in MPS
Il via libera di Francoforte riguarda la fusione e le operazioni di riorganizzazione societaria collegate, oltre alle conseguenti modifiche statutarie. Siena controlla l'86,3% di Mediobanca dopo un'offerta pubblica di acquisto e scambio da quasi 14 miliardi di euro, e l'autorizzazione consente di portare l'operazione all'assemblea del 29 ottobre.
Quella assemblea diventa così il passaggio decisivo per l'intero riassetto bancario italiano, perché era già convocata per pronunciarsi sulle offerte su Banco BPM e Banca Generali. Tre operazioni straordinarie sullo stesso ordine del giorno. Francoforte ha inoltre autorizzato l'ingresso in consiglio dei due candidati della minoranza, fermi da mesi.
Il BTP torna ai livelli di dicembre 2023
Lunedì il rendimento del decennale ha toccato il 4,17%, il punto più alto da inizio dicembre 2023, per poi rientrare e chiudere la settimana poco sopra il 4,14%. Il movimento segue quello dei governativi europei, spinti dal rincaro energetico e dalle attese sulla riunione di giovedì.
Il listino ha reagito dove pesa di più. Le banche, che valgono una quota rilevante della capitalizzazione dell'indice milanese, hanno chiuso in ribasso sia lunedì sia venerdì, trascinando il FTSE MIB nonostante i rialzi di Prysmian, STMicroelectronics e Stellantis. Non è un giudizio sul settore, è il prezzo della fine di un ciclo di margini in espansione.
Resto del mondo
Undici sedute di rialzo per la borsa brasiliana
L'Ibovespa ha chiuso una serie di undici sedute consecutive in progresso, con il balzo del 3,05% di mercoledì che è il maggior movimento giornaliero da mesi. I motori sono tre: il petrolio, perché Petrobras è uno dei pesi maggiori dell'indice, un accordo commerciale fra Magazine Luiza e Mercado Livre, e soprattutto un sondaggio che dà il presidente in carica statisticamente appaiato al principale sfidante.
Giovedì la corsa si è fermata con una rotazione dai titoli delle materie prime ai finanziari. Il tasso di riferimento sta al 14,00% dopo il taglio di agosto e la banca centrale si riunisce il 15 e 16 settembre, gli stessi due giorni della Federal Reserve.
EARNINGS PIÙ RILEVANTI
Broadcom (AVGO)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $3,22 | $3,32 | $29,47B | $29,59B |
I ricavi da intelligenza artificiale valgono più della metà
I semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale hanno prodotto 16,7 miliardi di dollari, in crescita del 221% sull'anno e del 54% sul trimestre precedente, e pesano ormai per il 56% del fatturato complessivo.
Dietro il numero ci sono i nomi che spiegano la concentrazione del settore: l'acceleratore di settima generazione spedito in volume ad Anthropic e Google, la generazione successiva già in produzione e il primo processore su misura consegnato a OpenAI. Il flusso di cassa libero ha toccato il record di 13,67 miliardi.
Il fornitore che garantisce il valore residuo ai clienti
La previsione per il trimestre in corso indica ricavi intorno ai 34,8 miliardi contro attese per 35,03, ed è la ragione per cui il titolo ha faticato nonostante un trimestre da primato. L'obiettivo annuale sulla componente per l'intelligenza artificiale sale però a 58 miliardi.
Il passaggio più significativo è arrivato dalla direzione finanziaria, che ha spiegato di voler aiutare i due laboratori suoi clienti a colmare la distanza fra flusso di cassa e investimenti richiesti, indicando la possibilità di concedere garanzie sul valore residuo, cioè passività potenziali.
Dell Technologies (DELL)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $4,91 | $7,04 | $44,92B | $46,97B |
Novantacinque miliardi di ordini già in portafoglio
Il trimestre ha portato ordini di server per intelligenza artificiale pari a 60,9 miliardi di dollari e si è chiuso con un portafoglio record di 95 miliardi, che copre da solo diversi trimestri di ricavi prima ancora che arrivi un ordine nuovo.
La crescita non si è fermata alla parte più visibile. I server tradizionali e il networking sono aumentati del 122%, lo storage del 26% e la divisione dei personal computer del 20%, la progressione più rapida degli ultimi cinque anni. Il margine della divisione infrastrutture è salito di 620 punti base.
La cassa scende del 47% a ricavi record
La previsione annuale è stata alzata per la seconda volta nell'esercizio, con ricavi portati a circa 192 miliardi, venticinque in più della stima precedente, e utile per azione atteso a 25,50 dollari contro i 17,90 indicati prima.
Un numero però va nella direzione opposta. Il flusso di cassa libero si è fermato a 986 milioni, in calo del 47% a fronte del fatturato più alto di sempre, perché gli investimenti crescono per reggere la domanda. La direzione dichiara vincoli di fornitura su memorie e processori.
Palo Alto Networks (PANW)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $0,98 | $1,02 | $3,35B | $3,41B |
Il ricorrente cresce del 63% sulla sicurezza dell'IA
I ricavi ricorrenti annui della sicurezza di nuova generazione hanno raggiunto 9,10 miliardi di dollari, con quasi un miliardo di contratti netti aggiunti nel solo trimestre e circa 220 clienti passati alla piattaforma unica, un record.
Il dato che lega la trimestrale al resto della settimana è un altro: oltre 2.000 incontri con clienti contro i circa 1.200 del trimestre precedente, attribuiti dalla società all'urgenza nata dai modelli di frontiera. Sul piano contabile resta però una perdita netta di 282 milioni.
Previsioni alzate, ma il trimestre entrante scende
Le indicazioni per l'esercizio superano il consenso su entrambe le righe, con ricavi fra 14,10 e 14,20 miliardi e utile per azione fra 4,16 e 4,19 dollari. Anche la previsione trimestrale batte le attese degli analisti.
Eppure il titolo ha ceduto oltre il 10% nella seduta successiva, dopo aver già perso terreno alla vigilia. La ragione sta nella forma della previsione più che nel livello: il trimestre entrante implica ricavi in calo. Il mercato chiede conto dei margini dopo acquisizioni costose.
Snowflake (SNOW)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $0,45 | $0,62 | $1,48B | $1,55B |
Terza accelerazione consecutiva dei ricavi da prodotto
I ricavi da prodotto, la metrica su cui la società si misura perché riflette il consumo effettivo della piattaforma, hanno raggiunto 1,49 miliardi di dollari con una crescita del 37%, sette punti sopra il ritmo di chiusura dell'esercizio precedente.
La direzione attribuisce circa metà dell'accelerazione ai carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale, che portano nuovi impieghi e alzano il consumo di quelli esistenti. La ritenzione netta resta al 126%.
Il margine sale, il pareggio contabile resta al 2028
L'obiettivo annuale sui ricavi da prodotto sale da 5,84 a 6,07 miliardi e il margine operativo rettificato viene portato dal 13,5% al 14,5%, dopo un trimestre chiuso al 15%.
Resta una società che cresce e non guadagna: la perdita del trimestre è di 191,7 milioni, in miglioramento sull'anno precedente, e il pareggio è atteso non prima del 2028. È il profilo di chi finanzia l'espansione con il conto economico, e va valutato con l'orizzonte che quella scelta impone.
CALENDARIO PROSSIMI EVENTI
La prossima settimana
7 settembre [BASSA] Mercati azionari e obbligazionari statunitensi chiusi per il Labor Day
9 settembre [ALTA] Inflazione cinese di agosto
10 settembre [CRITICA] Decisione della BCE sui tassi di interesse
10 settembre [ALTA] Prezzi alla produzione statunitensi e inflazione tedesca
11 settembre [CRITICA] Inflazione statunitense di agosto
11 settembre [MEDIA] Prodotto interno lordo britannico
Il prossimo mese
15 settembre [ALTA] Voto procedurale del Senato statunitense sul Digital Asset Market Clarity Act
16 settembre [CRITICA] Decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse
18 settembre [ALTA] Decisione della Banca del Giappone sui tassi di interesse
FONTI
Bloomberg, Reuters, CNBC, LSEG, Trading Economics, Investing.com, Teleborsa, Borsa Italiana, comunicati societari e documenti depositati presso la SEC