BRIEFING SETTIMANALE

Edizione del 20 aprile 2026

Periodo di riferimento: 13 — 19 aprile 2026

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IL COMMENTO DELLA SETTIMANA

Azionario

L'S&P 500 ha chiuso venerdì a 7.126, un nuovo massimo storico — non il recupero di un livello precedente, ma un territorio mai raggiunto. Il Nasdaq Composite ha inanellato oltre 12 sedute consecutive in positivo, la serie più lunga dal 2009. In poco più di due settimane, il mercato americano ha cancellato tutto ciò che la guerra aveva tolto in sei, con un rally di circa il 12% dal minimo di fine marzo.

Il catalizzatore di venerdì è stato l'annuncio iraniano sull'apertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale — una notizia che ha innescato il più intenso movimento risk-on del 2026. Il petrolio è crollato oltre il 10%, le azioni hanno preso il volo, il VIX è sceso sotto 17,50.

Ma il rally poggia su due pilastri di natura molto diversa. Il primo è geopolitico: la speranza che il conflitto stia per concludersi. Ma Hormuz è aperto per il periodo rimanente del cessate il fuoco — 10 giorni, non a tempo indeterminato — e il transito avviene su una rotta coordinata, non su una riapertura incondizionata. Sono premesse fragili per un rally che ha già portato l'indice a livelli da cui qualsiasi delusione verrebbe punita.

Il secondo pilastro è fondamentale: la earning season del Q1, partita con un beat rate ben al di sopra della norma quinquennale. Goldman Sachs ha registrato un record nel trading azionario, Morgan Stanley ha riportato il miglior trimestre della sua storia, Citigroup ha raggiunto i massimi dal 2008. Ma il campione è ancora limitato — circa il 10% dell'indice ha riportato — e Wells Fargo ha deluso, a ricordare che non tutti i fondamentali puntano nella stessa direzione.

La velocità del recupero è essa stessa un segnale da interpretare. Il Nasdaq è passato da RSI oversold a overbought in 11 sedute — il passaggio più rapido mai registrato da inizio anni '80. Chi ha venduto durante la guerra sta ricomprando a prezzi più alti; chi non ha comprato ha paura di restare fuori. La FOMO è tornata. Ma la FOMO non è un fondamentale, e un P/E forward a 20,9x prezza uno scenario di normalizzazione rapida. Se anche uno solo dei pilastri del rally non regge, il mercato è vulnerabile.

In Europa, il quadro è stato più contrastato. Lo STOXX 600 ha chiuso venerdì in forte rialzo, trascinato dal travel & leisure dopo l'annuncio su Hormuz. Ma la settimana europea è stata segnata dal lusso che ha pagato il prezzo più alto del conflitto, con vendite mediorientali in forte deterioramento, e dall'inflazione eurozona rivista al rialzo al 2,6%, un dato che conferma la pressione energetica sull'economia reale del continente.

Obbligazionario

Se l'azionario racconta una storia di normalizzazione rapida, l'obbligazionario ne racconta una diversa. Ed è qui che questa settimana trova il suo centro analitico. Il rendimento del Treasury 10Y è sceso a 4,244% venerdì, con un calo di oltre 6 punti base nella singola seduta. È stato un rally significativo. Ma il confronto con l'azionario è impietoso: le azioni hanno già superato i massimi pre-guerra, i bond no. Prima del conflitto, il 10Y era sotto il 4,10%. Oggi è a 4,24%. La differenza dice qualcosa di importante.

La spiegazione è nei dati. Il CPI di marzo è salito al 3,3% annuale. Anche se il petrolio scende, l'inflazione è già entrata nel sistema: la trasmissione dello shock energetico ai prezzi core è un processo che richiede mesi, non giorni. L'obbligazionario lo sa e lo prezza.

La Fed è in una posizione scomoda. I tassi sono al 3,50%–3,75%, il FOMC si riunisce il 28-29 aprile con il mercato che prezza una pausa con quasi totale certezza. Non può tagliare con l'inflazione a 3,3%, ma il consumer sentiment è crollato ai minimi storici. Se Hormuz resta aperto e il petrolio scende stabilmente sotto $90, il CPI di aprile potrebbe sorprendere al ribasso — e riaprire nel medio termine un percorso che oggi appare chiuso.

La BCE si trova in una trappola speculare. Il tasso sui depositi è al 2,0%, invariato dalla sesta pausa consecutiva di marzo. L'inflazione eurozona è al 2,6% — sopra target — ma la crescita è stata tagliata allo 0,9% per il 2026. I verbali pubblicati questa settimana hanno confermato la postura attendista della banca centrale, con un approccio meeting-by-meeting e nessun pre-commitment. La riapertura di Hormuz potrebbe alleggerire la pressione inflazionistica — ma è un "potrebbe" che dipende dalla tenuta del cessate il fuoco.

Materie prime

La chiave di volta tra la lettura ottimista dell'azionario e quella scettica dell'obbligazionario è il petrolio. Ed è da lì che venerdì è partita l'onda d'urto. Il Brent è crollato sotto $90 al barile, con un calo superiore al 10% nella singola seduta. Ma "sotto $90" non significa "normalizzato": prima della guerra, il Brent era a circa $65. Siamo ancora il 37% sopra. L'IEA ha tagliato le previsioni di domanda, stimando una contrazione di 80.000 barili/giorno nel 2026, e ha avvertito che il ripristino delle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbe richiedere fino a due anni.

Hormuz è "aperto", ma le virgolette sono d'obbligo. Il traffico è consentito per il periodo rimanente del cessate il fuoco, su condizioni dettate dall'Iran — non su una riapertura incondizionata. L'apertura è una concessione condizionata, non un ritorno allo status quo. Gli operatori marittimi hanno accolto la notizia con cautela, e il blocco navale degli Stati Uniti resta attivo.

L'oro ha chiuso in area $4.850 per oncia, in rialzo dell'1,6% venerdì e in quarta settimana consecutiva di crescita. Il movimento può apparire contraddittorio — l'oro sale in un contesto risk-on — ma si spiega con la logica dei tassi reali: meno inflazione da energia implica meno pressione sui tassi, e quindi un minor costo-opportunità di detenere un asset non remunerativo. Il supporto strutturale resta intatto: la PBoC ha acquistato 5 tonnellate a marzo per il 17° mese consecutivo, e gli ETF auriferi cinesi hanno registrato un record di $8,5 miliardi di afflussi nel Q1.

L'argento, a circa $82 per oncia, ha chiuso la quarta settimana consecutiva in rialzo, ma resta circa il 15% sotto i livelli pre-conflitto. Il Silver Institute ha segnalato il sesto anno consecutivo di deficit strutturale. Il gas naturale statunitense ($2,74/MMBtu) resta vicino ai minimi da ottobre 2024: produzione near-record, stoccaggi comodi, strutturalmente disconnesso dalla dinamica mediorientale.

Criptovalute

Se l'azionario ha superato i massimi pre-guerra e il petrolio è in forte calo, ci si aspetterebbe che anche le criptovalute — storicamente sensibili al risk appetite — partecipino pienamente al rally. Invece il quadro è più sfumato. Bitcoin è a circa $77.000, in rialzo di quasi il 5% nella seduta di venerdì dopo l'annuncio su Hormuz, ma resta ancora circa il 40% sotto i livelli pre-guerra. La divergenza con l'S&P 500, che ha superato i massimi storici, è la più ampia degli ultimi anni.

Ma questa divergenza non si spiega con una lettura diversa della geopolitica. Le criptovalute stanno ancora metabolizzando problemi strutturali propri. L'onda d'urto delle liquidazioni di massa del 10 ottobre 2025, che hanno cancellato oltre $19 miliardi in una sessione, non è stata riassorbita. L'incertezza normativa persiste: il Clarity Act — il disegno di legge che definirebbe lo status giuridico delle criptovalute come commodity digitale — è in stallo al Senato. E il mercato sconta una scarsità di asset digitali di qualità: al di là di Bitcoin, Ethereum e poche altre eccezioni, il segmento fatica ad attrarre capitali istituzionali stabili.

Ethereum ha sovraperformato BTC a metà settimana (+8,6% martedì), ha registrato il trimestre più attivo della sua storia (200,4 milioni di transazioni nel Q1) e attende l'upgrade Glamsterdam. Ma il fronte ribassista non manca: Culper Research ha aperto una posizione short definendo ETH "impaired" dopo il collasso delle fee revenue post-Fusaka.

Il dato più significativo della settimana arriva dalle stablecoin, che hanno superato i $320 miliardi di market cap — un record assoluto — con i yield-bearing token in forte crescita. Su Solana, l'aftermath dell'exploit Drift ($270 milioni) ha ridisegnato gli equilibri: Tether ha sfruttato il salvataggio per sfidare il dominio di Circle/USDC sull'ecosistema. Ciò che emerge con crescente evidenza è che il valore infrastrutturale delle criptovalute si sta progressivamente separando dalla dinamica speculativa dei singoli token. Chi guarda al settore nel medio termine farà bene a distinguere tra le due cose.

— Il team Gamma

MARKET SNAPSHOT

Dati aggiornati al 17 aprile 2026 (chiusura mercati venerdì)

Tassi di conversione utilizzati: EUR/USD 1,1586 | EUR/GBP 0,8689 | EUR/CHF 0,9186 | EUR/JPY 183,73 | EUR/CNY 7,9824 | EUR/HKD 9,0818 | EUR/INR 108,38 | EUR/KRW 1.741,56 | EUR/BRL 6,0386 | EUR/AUD 1,6466 | EUR/CAD 1,5879

Azionario
AssetValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici USA
S&P 5007.126+4,11%+4,74%+3,74%
Nasdaq 10026.672+5,76%+6,33%+5,27%
Dow Jones 3049.447+2,77%+4,16%+2,52%
Russell 20002.777+5,13%+9,09%+11,50%
Volatilità / Sentiment
VIX17,48-1,75-7,612,53
Indici Europa
Euro Stoxx 506.058+2,22%+5,59%+4,51%
FTSE MIB 4048.869+2,65%+9,23%+7,70%
DAX 4024.702+3,77%+5,11%+0,86%
CAC 408.425+2,00%+5,71%+3,38%
FTSE 10010.668+0,71%+2,76%+7,64%
SMI 2013.427+2,00%+3,57%+2,10%
Indici Asia
Nikkei 22558.476+3,13%+4,21%+14,91%
CSI 3004.729+1,77%-0,37%+4,44%
Hang Seng26.160+0,57%-2,17%+0,98%
Nifty 5024.354+0,99%-0,17%-10,19%
Kospi 200931+5,99%+4,82%+49,22%
Altri indici
Ibovespa196.218+0,62%+11,66%+33,82%
ASX 2008.947+0,98%+2,89%+10,03%
TSX 601.996+2,74%+3,46%+7,24%
Obbligazionario

Variazioni espresse come variazione % dello yield.

BondYield1W1MYTD
Obbligazionario
US Treasury 2Y3,700%-2,66%-1,15%+6,41%
US Treasury 10Y4,244%-1,69%-0,31%+1,31%
China Gov. 10Y1,765%-2,75%-3,08%-5,97%
Japan Gov. 10Y2,416%-0,82%+9,22%+16,60%
Bund 10Y2,965%-2,72%+0,77%+2,28%
BTP 10Y3,682%-4,31%-1,73%+3,14%
Materie prime
CommodityValore (€)1W (€)1M (€)YTD (€)
Metalli preziosi
Au Oro4.119,08+0,88%-3,56%+11,32%
Ag Argento70,02+7,34%+3,44%+16,35%
Pt Platino1.819,16+3,28%+1,40%+4,40%
Pd Palladio1.335,26+1,65%-0,39%-5,14%
Cu Rame5,22+3,82%+6,95%+7,72%
Energia
B Brent Crude76,77-5,45%-14,49%+48,01%
W WTI Crude70,15-8,18%-15,76%+43,33%
G Gas Naturale2,74-0,41%-11,41%+2,84%
Criptovalute
CryptoValore (€)1W (€)1M (€)YTD (€)
Criptovalute
Bitcoin (BTC)65.085,06+4,73%+0,19%-13,48%
Ethereum (ETH)2.039,13+6,90%-0,07%-19,34%
Binance Coin (BNB)541,26+4,63%-7,83%-26,18%
Ripple (XRP)1,19+3,26%-11,35%-25,26%
Solana (SOL)74,44+2,93%-9,88%-30,08%
TRON (TRX)0,28+4,51%+6,07%+16,52%
Dogecoin (DOGE)0,09+5,97%-0,90%-19,42%
Cardano (ADA)0,21-2,25%-16,99%-29,57%
Hyperliquid (HYPE)38,12+5,47%+6,44%+69,07%
Monero (XMR)300,07+3,47%-6,67%-19,99%
Valute
CoppiaTasso1W1MYTD
Valute
EUR/USD1,1773+0,41%+2,70%+0,35%
EUR/GBP0,8706-0,07%+0,74%-0,21%
EUR/CHF0,9228-0,16%+1,56%-0,88%
EUR/JPY186,0666-0,39%+1,58%+1,09%
EUR/CNY8,0265+0,22%+1,88%-2,21%
USD/JPY158,0450-0,76%-1,10%+0,75%
USD/CNY6,8177-0,15%-0,80%-2,55%
Note metodologiche
Fonti dati: Google Finance, Yahoo Finance, Trading Economics, CoinGecko. Tutti i valori sono convertiti in EUR al tasso di fine periodo indicato. Variazioni % calcolate su base EUR-adjusted. VIX: variazioni in punti assoluti. Obbligazionario: variazioni % dello yield.

NEWS PRINCIPALI

13 — 19 aprile 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati

Globale

Iran dichiara Hormuz aperto, ma le condizioni restano fragili

Venerdì 17 aprile il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato lo Stretto di Hormuz "completamente aperto al traffico commerciale", legando la decisione al cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano mediato dagli Stati Uniti. Il transito avviene su una rotta coordinata designata dalle autorità marittime iraniane. Il petrolio è crollato di oltre il 10% nella seduta — il movimento intraday più violento dall'inizio del conflitto.

Trump ha confermato l'apertura via Truth Social, dichiarando che un accordo è "molto vicino" e che "non ci sono punti di frizione." Ma l'Iran ha immediatamente smentito le affermazioni sulla cessione dell'uranio arricchito: il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le scorte "non saranno trasferite da nessuna parte." Il blocco navale degli Stati Uniti sullo Stretto resta attivo, e Hapag-Lloyd ha accolto la notizia con cautela, citando i timori legati alle mine.

In parallelo, Francia e Regno Unito hanno annunciato una forza multinazionale difensiva per garantire la libertà di navigazione a Hormuz una volta raggiunta una pace definitiva. Secondo Reuters, una posizione al ribasso sul petrolio del valore di circa $760 milioni è stata aperta circa 20 minuti prima dell'annuncio iraniano — un timing che ha sollevato interrogativi tra gli operatori.

Stati Uniti

CPI marzo al 3,3%: lo shock energetico entra nei prezzi al consumo

I prezzi al consumo sono saliti dello 0,9% mensile a marzo — il dato più alto da giugno 2022 — portando il tasso annuale al 3,3%, massimo da maggio 2024. Il core CPI è salito al 2,6% dal 2,5% di febbraio, suggerendo che l'impatto dell'oil shock non si è ancora pienamente trasmesso ai prezzi sottostanti. Il dato complica significativamente il percorso della Fed, che nella riunione di marzo aveva già segnalato cautela sull'inflazione energetica.

Il PPI è cresciuto dello 0,5% mensile, meno delle attese — un segnale marginalmente positivo che ha contribuito al rally azionario di martedì. Ma la divergenza tra PPI più mite e CPI più forte indica che i margini delle imprese stanno assorbendo parte dello shock, a scapito della redditività futura.

Consumer sentiment ai minimi storici: 47,6 nella rilevazione preliminare di aprile

L'indice dell'Università del Michigan è crollato a 47,6 — il livello più basso mai registrato nella storia dell'indicatore. Il calo dell'11% rispetto a marzo riflette un deterioramento delle valutazioni sulle finanze personali e un aumento delle preoccupazioni legate ai prezzi elevati e alla perdita di valore degli asset.

Le aspettative di inflazione a un anno sono salite bruscamente, alimentate dall'aumento dei costi energetici visibile alla pompa di benzina. Il dato arriva in un momento in cui i mercati azionari festeggiano, creando una disconnessione tra il sentiment dei consumatori — che vivono l'inflazione quotidianamente — e quello degli investitori, che guardano alla de-escalation geopolitica.

Amazon acquisisce Globalstar per $11,5 miliardi: la sfida satellitare a SpaceX

Amazon ha annunciato l'acquisizione di Globalstar per $11,5 miliardi in contanti e azioni, ottenendo le operazioni satellitari esistenti, l'infrastruttura e alcune licenze di spettro con autorizzazioni globali. L'operazione rafforza il programma Leo di Amazon nella competizione diretta con Starlink di SpaceX. I satelliti di Globalstar opereranno in parallelo alla rete proprietaria di Amazon.

L'acquisizione si inserisce in una settimana di M&A intensa: Live Nation è stata dichiarata monopolista illegale nel mercato del ticketing da una giuria federale di New York, un verdetto che potrebbe costringere a una separazione da Ticketmaster. L'azione è scesa di oltre il 3% nella seduta.

Software in recupero dopo lo shock Claude Mythos, Bloom Energy vola

L'iShares Expanded Tech-Software Sector ETF ha guadagnato quasi il 10% nella settimana, recuperando gran parte del crollo del 7% della settimana precedente causato dai timori sull'impatto di Claude Mythos, il nuovo modello AI di Anthropic, sul modello di business del software-as-a-service. Il rimbalzo suggerisce che il mercato sta ricalibrerando l'impatto dell'AI sul settore: una disruption reale, ma non l'estinzione che il sell-off aveva prezzato.

Sul fronte corporate, Bloom Energy è balzata del 23% dopo aver annunciato un accordo con Oracle per il deployment di fino a 2,8 gigawatt di fuel cell per alimentare infrastrutture AI e cloud negli Stati Uniti. JPMorgan ha alzato il target a $231 da $166 con rating overweight. Il dato conferma che la domanda di energia per i data center AI sta creando opportunità concrete anche al di fuori del segmento semiconduttori.

Europa

Il lusso europeo paga il prezzo della guerra: Kering −9%, Hermès −14%

I risultati trimestrali dei colossi del lusso europeo hanno evidenziato l'impatto diretto del conflitto in Medio Oriente su un settore che avrebbe dovuto segnare il turnaround nel 2026. I numeri, illustrati in dettaglio nella sezione earnings, disegnano un quadro omogeneo: la domanda nei centri commerciali del Golfo è crollata — tra il 30% e il 70% a marzo, secondo la CFO di LVMH — e l'impatto si è trasmesso ai ricavi di tutti i principali gruppi.

Le reazioni in borsa sono state violente: Kering ha perso il 9,3% nella seduta dei risultati, Hermès è crollata del 14% e LVMH ha ceduto oltre il 4%. Morgan Stanley ha downgradato Kering a Equal-weight. Il settore, che aveva dato i primi segnali di ripresa grazie al recupero della domanda cinese e al rinnovo creativo di alcuni brand, si trova ora a fare i conti con uno shock esogeno che ne ritarda le prospettive — e che potrebbe non esaurirsi rapidamente, anche in caso di cessate il fuoco.

Inflazione eurozona rivista al rialzo al 2,6%, verbali BCE confermano la cautela

L'inflazione di marzo nell'area euro è stata confermata al 2,6% — rivista al rialzo dalla stima flash di 2,5% — con l'energia come principale driver. Il dato è il più alto dall'inizio del 2025 e rafforza la narrativa di una BCE intrappolata tra inflazione sopra target e crescita anemica: le proiezioni di marzo hanno tagliato il PIL 2026 allo 0,9%.

I verbali della riunione BCE di marzo, pubblicati il 16 aprile, hanno confermato un approccio di "incertezza significativa" e hold con optionality. I policymaker hanno riconosciuto che la guerra ha reso l'outlook "significativamente più incerto", ma hanno aggiunto che l'incertezza "potrebbe risolversi nelle prossime settimane o mesi." Il dato UK GDP di febbraio (+0,5% vs +0,1% atteso) ha sorpreso in positivo, ma l'IMF ha tagliato la previsione di crescita UK 2026 allo 0,8%, il peggior dato del G7 su base pro capite.

STOXX 600 +1,6% venerdì: il travel & leisure guida il rally post-Hormuz

Lo STOXX 600 ha chiuso venerdì in rialzo dell'1,6%, con tutti i principali listini e la maggior parte dei settori in territorio positivo. Il travel & leisure ha guidato l'avanzata con un +4,7%, trainato dalle compagnie aeree: EasyJet +6,1%, Wizz Air +7,6%, IAG +6,2%, Lufthansa +5,6%. Quest'ultima aveva annunciato giovedì la decisione di mettere a terra decine di aerei e tagliare la capacità di volo per l'aumento dei costi del carburante — un segnale che venerdì è stato completamente ribaltato dalla notizia su Hormuz.

DAX e CAC 40 hanno chiuso entrambi in rialzo di circa il 2%. La settimana è stata tuttavia disomogenea: lunedì −0,2% (blockade Hormuz), martedì +1%, mercoledì −0,4% (Kering, LVMH), giovedì piatta, venerdì +1,6%. Il saldo settimanale è positivo, ma il percorso è stato molto meno lineare rispetto a Wall Street.

Cina

PIL Q1 al 5,0%: l'export compensa la domanda interna ancora debole

L'economia cinese ha accelerato nel primo trimestre, con una crescita del 5,0% YoY — in miglioramento dal 4,5% del trimestre precedente e sopra il 4,8% atteso dal consensus. La crescita è stata trainata da un export robusto che ha compensato una domanda interna ancora tiepida. L'utilizzo della capacità produttiva è migliorato al 73,6%.

Il dato ha spinto al rialzo Shanghai e Hang Seng a metà settimana, ma l'effetto è stato attenuato venerdì: i mercati asiatici hanno chiuso prima dell'annuncio su Hormuz (Hang Seng −1%, CSI 300 −0,17%). A livello macro, la crescita cinese resta sostenuta dall'export ma la domanda interna fatica a ripartire, con il settore immobiliare che continua a pesare sulla fiducia dei consumatori.

Giappone

Nikkei ai massimi storici, il Giappone rilascia 80 milioni di barili dalla SPR

Il Nikkei 225 ha toccato nuovi massimi storici durante la settimana, spinto dalle speranze di pace e dal "Takaichi trade" post-elettorale. Giovedì ha chiuso a 58.578, prima di scendere dell'1,8% venerdì — la sessione asiatica si è chiusa prima dell'annuncio su Hormuz, privando Tokyo del rally che ha investito Europa e Stati Uniti.

Sul fronte energetico, il Giappone ha rilasciato 80 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve — il secondo rilascio più grande dopo quello statunitense nell'ambito dell'accordo OECD da 400 milioni di barili. Il Giappone, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche dal Medio Oriente, è tra i Paesi più esposti alla chiusura di Hormuz. Il rilascio equivale a circa 50 giorni di consumo nazionale e rappresenta il 20% del volume totale della SPR giapponese — un'azione senza precedenti rispetto ai 7,5 milioni di barili rilasciati nel 2022.

Italia

FTSE MIB a 48.869: record dal novembre 2000, spread BTP-Bund ai minimi

Il FTSE MIB ha chiuso venerdì a 48.869 (+1,75%), toccando livelli che non si vedevano da novembre 2000. La settimana è stata guidata da Stellantis (+3,5% martedì, nel giorno dell'assemblea in cui il presidente Elkann ha dichiarato di voler fare del 2026 "un anno di grande successo"), UniCredit (+3,2%) e Amplifon (+3,2%, sostenuta da un upgrade di Barclays). In coda i petroliferi: ENI −2,2% e Tenaris −1,9%, in scia al calo del greggio.

Lo spread BTP-Bund è sceso sotto i 75 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 3,68% — il livello più basso da metà marzo. Il rientro dello spread riflette la combinazione di calo dei rendimenti energetici e miglioramento del sentiment sul rischio sovrano italiano. Sul fronte corporate, la cinese Sinochem si è riservata di intraprendere azioni legali dopo il decreto del governo italiano sul golden power relativo alla corporate governance di Pirelli. La prossima settimana inizia l'earning season italiana: Saipem e Moncler riportano il 21 aprile, STMicroelectronics ed ENI il 23.

Resto del mondo

IEA taglia le previsioni di domanda: contrazione di 80.000 barili/giorno nel 2026

L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha rivisto al ribasso le stime di domanda petrolifera globale, prevedendo per la prima volta una contrazione netta di 80.000 barili/giorno nel 2026 come effetto del conflitto in Medio Oriente. L'agenzia ha avvertito che il ripristino delle infrastrutture energetiche danneggiate nel Golfo potrebbe richiedere fino a due anni, anche in uno scenario di pace rapida. I danni agli impianti di produzione sono stimati fino a $58 miliardi.

Sul fronte diplomatico, la Cina ha presentato un piano in quattro punti per la risoluzione della crisi, mentre il Pakistan continua a ospitare i tentativi di mediazione tra le delegazioni degli Stati Uniti e dell'Iran. Il cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano — la condizione che ha permesso l'apertura di Hormuz — scade il 22 aprile.

EARNINGS PIÙ RILEVANTI

Goldman Sachs (GS)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$14,75$17,55$15,1B$17,23B

Record nel trading azionario, FICC delude

Ricavi a $17,23 miliardi, EPS a $17,55 e ROE al 19,8%. Il trading azionario ha raggiunto un record assoluto, beneficiando direttamente della volatilità generata dal conflitto in Medio Oriente. Meta (+4,42%), Amazon (+3,77%) e Nvidia (+3,47%) sono stati tra i titoli più trattati sui desk della banca nella seduta dei risultati. Le revenue da FICC sono invece calate del 10%, mancando le attese — un segnale che la volatilità sui tassi e sulle commodity non si è tradotta in profitti nella stessa misura.

La volatilità come modello di business

Le spese operative sono cresciute del 14% YoY, riflettendo i costi legati all'aumento dei volumi transati. L'efficiency ratio al 60,5% è sostanzialmente in linea con l'anno precedente. Il trimestre conferma Goldman come il principale beneficiario della volatilità bellica: quando i mercati oscillano, i desk di trading prosperano. Il CEO David Solomon ha parlato di "performance molto forte nonostante un contesto di maggiore incertezza per i clienti."

JPMorgan Chase (JPM)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$5,49$5,94$49,2B$50,5B

Beat sugli EPS, ma taglio alla guidance NII

JPMorgan ha riportato EPS sopra le attese, confermando la solidità del franchise nella generazione di ricavi. Ma la banca ha tagliato la guidance sul net interest income, segnalando cautela sulla traiettoria dei margini in un contesto in cui l'inflazione energetica potrebbe costringere la Fed a mantenere i tassi elevati più a lungo del previsto. Nella seduta dei risultati, 18 titoli nell'S&P 500 hanno raggiunto massimi a 52 settimane — un segnale che il mercato ha guardato oltre il taglio alla guidance.

Fondamentali solidi, visibilità limitata

Il KBW Nasdaq Bank Index ha perso il 6% nel Q1, la peggior performance dal 2023, ma JPMorgan resta tra le banche "fondamentalmente più attraenti" per valutazione secondo Michael O'Rourke di JonesTrading. Il messaggio complessivo è ambiguo: i fondamentali attuali sono solidi, ma la visibilità futura è limitata dall'incertezza geopolitica e dall'impatto ancora non quantificabile della guerra sulle condizioni creditizie.

Citigroup (C)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$2,63$3,06$23,53B$24,63B

La sorpresa positiva: ricavi +14%, utile netto +42%

La CEO Jane Fraser ha definito il trimestre "un inizio eccezionalmente forte": ricavi in crescita del 14%, utile netto in aumento del 42%. La divisione Services ha registrato revenue in crescita del 17%, Markets ha superato i $7 miliardi di ricavi — un record — e il Banking ha visto le fee salire del 12%, con il Q1 più forte di sempre nel segmento M&A. Il titolo ha toccato il massimo dal novembre 2008, un livello che sembrava irraggiungibile durante gli anni bui del post-crisi.

Il turnaround produce risultati concreti

Tra le grandi banche, Citigroup è stata la sorpresa positiva della settimana. Il turnaround avviato negli ultimi anni sta producendo risultati concreti, con un efficiency ratio in miglioramento verso il target del 60% per il 2026. A differenza di Wells Fargo, il cui turnaround resta promesso ma non dimostrato, Citi ha trovato nei numeri la conferma che il mercato attendeva — e il titolo l'ha premiata con la miglior performance YTD tra le grandi banche.

Morgan Stanley (MS)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$3,02$3,43$19,7B$20,6B

Trimestre record: ricavi $20,6 miliardi, ROTCE al 27,1%

Morgan Stanley ha riportato il miglior trimestre della sua storia: ricavi a $20,6 miliardi (+16% YoY), EPS a $3,43 — un beat del 13,6% sul consenso di $3,02. Il ROTCE al 27,1% evidenzia la leva operativa del modello integrato. Institutional Securities ha registrato ricavi record a $10,7 miliardi, con forza ampia sia per area geografica che per asset class. Il titolo ha toccato un nuovo massimo a 52 settimane sopra i $194.

Wealth Management come motore di crescita ricorrente

La divisione Wealth Management ha registrato $118 miliardi di nuovi asset netti e $54 miliardi di flussi fee-based — un dato che conferma il momentum della raccolta. Il CEO Ted Pick ha parlato di "un livello operativo più elevato" reso possibile dall'integrazione tra investment banking e gestione patrimoniale. L'efficiency ratio al 65% include $178 milioni di oneri di ristrutturazione, a segnalare che la banca continua a investire nella piattaforma anche in un trimestre record.

BlackRock (BLK)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$11,48$12,53$6,55B$6,7B

Ricavi +27% YoY, ETF iShares ai record con $132 miliardi di afflussi

Ricavi a $6,7 miliardi (+27% YoY), EPS a $12,53 — sopra le attese di $11,48. I flussi netti complessivi hanno raggiunto i $130 miliardi nel trimestre, mentre gli ETF iShares hanno segnato un record assoluto con $132 miliardi di afflussi. Il dato conferma l'accelerazione della migrazione verso i veicoli passivi, un trend strutturale che non si è interrotto neanche durante le fasi più acute della volatilità bellica.

L'effetto volano della scala

La scala di BlackRock continua a generare un effetto volano: più asset in gestione, più commissioni, più capacità di investimento nella piattaforma. Il gap competitivo con i player di seconda fascia si allarga. Sul fronte IBIT (l'ETF Bitcoin di BlackRock), i dati mostrano una crescita che supera i prodotti concorrenti, incluso MSBT di Morgan Stanley — un'indicazione che l'infrastruttura istituzionale per il Bitcoin si sta consolidando attorno a pochi player dominanti.

Wells Fargo (WFC)
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$1,58$1,60$21,79B$21,45B

NII sotto attese, titolo −5%: il laggard del gruppo bancario

La guidance sul net interest income è stata inferiore alle attese, e il titolo ha perso il 5% nella seduta. Wells Fargo è in calo dell'8% da inizio anno, il peggior performer tra le grandi banche. Il mercato aveva iniziato a prezzare la banca come un istituto risanato (1,5-2x il tangible book value a inizio anno), ma i numeri del Q1 hanno costretto a un repricing.

Il turnaround deve ancora dimostrare di funzionare

A differenza di Citigroup, che ha trovato nei numeri la conferma del proprio turnaround, Wells Fargo resta nella fase del "dimostralo". Nessun impegno su una tempistica per raggiungere il target di ROTCE del 17-18% è stato offerto al mercato. In un contesto in cui i competitor battono le attese con margine, la mediocrità viene punita.

Bank of America (BAC)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,01$1,11$29,9B$30,3B

Risultati in linea, solidità senza sorprese

Bank of America ha riportato risultati sostanzialmente in linea con le attese, confermando la solidità del franchise senza offrire spunti di particolare rilievo. Il trimestre riflette la posizione della banca come istituto difensivo: meno esposta alla volatilità di trading rispetto a Goldman e Morgan Stanley, ma anche meno capace di generare upside sorpresa.

Una storia di stabilità più che di crescita

In una settimana dominata da record (Morgan Stanley) e delusioni (Wells Fargo), Bank of America occupa lo spazio intermedio — quello della prevedibilità. Il profilo della banca resta quello di un franchise difensivo con bassa volatilità e limitati catalizzatori di crescita nel breve termine.

TSMC (TSM)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
NT$20,88NT$22,08$35,0B$35,9B

Utile netto record: +58% YoY, guidance alzata a oltre il 30%

TSMC ha riportato un utile netto record di NT$572,5 miliardi (+58% YoY). Ricavi a $35,9 miliardi, margine lordo al 66,2% e margine operativo al 58,1% — tutti sopra la guidance. La guidance per il FY2026 è stata alzata a una crescita superiore al 30% in dollari, rispetto al "circa 30%" precedente. Il Q2 è atteso a $39–40,2 miliardi, con un incremento sequenziale dell'8-10%.

Il nodo 3nm è il 25% dei ricavi: il megatrend AI accelera

Il nodo 3nm — la tecnologia alla base dei chip AI più avanzati — rappresenta ora il 25% dei ricavi totali, in crescita drammatica dal 6% del 2023. Il CEO C.C. Wei ha definito la domanda AI come "un megatrend pluriennale" che sta spingendo i clienti ad accelerare i piani di espansione della capacità. Tutti e sette gli analisti che coprono il titolo hanno rating Buy. Stefan Chang di Aletheia Capital ha alzato il target a $600 da $500.

ASML (ASML)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
€7,77€7,95€8,5B€8,76B

Guidance ricavi FY alzata: la domanda di chip supera l'offerta

ASML ha alzato la guidance ricavi FY a €36–40 miliardi (da €34–39 miliardi). Q1 vendite a €8,76 miliardi, utile a €2,76 miliardi. Il CEO Christophe Fouquet ha dichiarato che "la domanda di chip supera l'offerta" e che i clienti stanno "accelerando i piani di espansione per il 2026 e oltre, supportati da accordi a lungo termine."

Il capex AI non rallenta nonostante la guerra

ASML è il proxy più puro della domanda di capex per AI nel settore semiconduttori: le sue macchine per la litografia sono il collo di bottiglia nella produzione di chip avanzati. Il fatto che la guidance sia stata alzata — e non tagliata — durante un conflitto che ha destabilizzato catene di fornitura e prezzi energetici è un segnale forte: la spesa per AI è strutturale, non ciclica.

Netflix (NFLX)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,25$1,23*$12,17B$12,25B

Ricavi +16% e margine al 32,3%, ma il titolo crolla del 9%

Ricavi a $12,25 miliardi (+16% YoY, beat), margine operativo al 32,3% — sopra la guidance della società. Ma il titolo è sceso del 9% in after-hours. La ragione: la guidance Q2 prevede una crescita dei ricavi del 13%, sotto le aspettative, e Netflix ha avvertito che il costo dei contenuti sarà concentrato nella prima metà dell'anno. L'EPS è stato inoltre gonfiato da una fee di terminazione da $2,8 miliardi legata al mancato accordo con Warner Bros. Discovery, rendendo il confronto con le attese poco significativo.

Reed Hastings lascia, il business operativo resta solido

Reed Hastings ha annunciato che non si ricandiderà al board a giugno — la fine di un'era per il fondatore che ha trasformato un servizio di noleggio DVD nella più grande piattaforma di streaming al mondo. L'outlook FY è stato confermato ($50,7–51,7 miliardi), con ricavi pubblicitari on track per $3 miliardi nel 2026 e la metrica interna di qualità degli abbonati che ha raggiunto un nuovo massimo. Al netto del rumore, il business operativo resta solido — ma il mercato, dopo un rally del 12%, punisce la mancanza di upside.

PepsiCo (PEP)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,55$1,61$18,94B$19,44B

Beat su entrambe le linee, outlook confermato

PepsiCo ha riportato EPS e ricavi sopra le attese, confermando l'outlook FY2026. Il titolo ha chiuso in rialzo del 2%. In un trimestre dominato dalla volatilità geopolitica e da earnings bancari che hanno oscillato tra record e delusioni, PepsiCo rappresenta la quintessenza del titolo difensivo — performance prevedibile in un contesto imprevedibile.

La resilienza dei consumer staples

Il settore dei consumer staples sta beneficiando della rotazione difensiva innescata dall'incertezza sulla durata del conflitto. Anche con il rally risk-on di venerdì, i titoli difensivi mantengono il terreno guadagnato durante le settimane di volatilità — un segnale che il mercato non ha ancora abbandonato del tutto la modalità cautelativa.

LVMH (MC)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
€7,20€6,90€19,4B€19,1B

Crescita organica all'1%, la guerra sottrae un punto percentuale

Ricavi a €19,1 miliardi, in calo del 5,9% su base reported ma in crescita dell'1% su base organica — sotto l'1,5% atteso dagli analisti. Il conflitto in Medio Oriente ha sottratto un punto percentuale alla crescita del gruppo. Fashion & Leather Goods ha registrato un calo del 2%, mentre Watches & Jewellery è cresciuto del 7% e Asia ex-Japan del 7%, confermando il recupero cinese. Sephora ha continuato a guadagnare quota di mercato a livello globale.

I centri commerciali del Golfo perdono tra il 30% e il 70%

La CFO Cécile Cabanis ha descritto un crollo della domanda nei centri commerciali mediorientali tra il 30% e il 70% a marzo, con impatto variabile per business e location. Il Dubai Mall of the Emirates e altri hub del lusso hanno registrato cali di traffico tra il 30% e il 50%, secondo Reuters. La ricchezza sottostante non è scomparsa — "ci sarà un momento in cui la rivedremo, probabilmente altrove" — ma nel breve termine l'impatto è concreto.

Kering (KER)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
€4,10€3,80€3,75B€3,56B

Ricavi −6%, Gucci −8%: il brand principale non dà segnali di ripresa

Ricavi Q1 in calo del 6% a cambi correnti e stabili su base comparabile. Gucci, il brand principale del gruppo, ha registrato un calo delle vendite dell'8% YoY. Il Medio Oriente retail è sceso dell'11% nel trimestre, con il grosso del deterioramento concentrato a marzo dopo un inizio d'anno positivo. Morgan Stanley ha downgradato il titolo a Equal-weight, citando preoccupazioni sulla tempistica del turnaround.

La guerra complica un turnaround già difficile

Kering è il caso più evidente di come il conflitto stia rallentando il turnaround che il mercato attendeva per il 2026. Con Hermès in calo del 14% nello stesso giorno (crescita al 5,6% vs 7,1% atteso, vendite Medio Oriente −6%), e Dubai Mall of the Emirates con traffico ridotto del 40%, l'intero settore del lusso europeo è sotto pressione. Il combined market cap di LVMH e Kering ha perso oltre €100 miliardi dal picco post-pandemia del 2022.

CALENDARIO PROSSIMI EVENTI

Settimana 20 — 25 aprile 2026 — eventi da monitorare

Apr 20 [ALTA] Audizione Kevin Warsh al Senato per nomina a presidente Federal Reserve — indicazioni sulla futura politica monetaria

Apr 21 [MEDIA] US Retail Sales marzo — primo test della resilienza del consumatore americano post-shock energetico

Apr 22 [ALTA] Scadenza del cessate il fuoco Iran/Israele-Libano — se non rinnovato, la premessa del rally della scorsa settimana viene meno

Apr 23 [ALTA] Flash PMI aprile (eurozona, UK, USA) — primo sguardo sull'impatto del conflitto sull'attività economica reale di aprile

Apr 24 [ALTA] UofM Consumer Sentiment revisione finale aprile e aspettative di inflazione — il dato preliminare era 47,6, minimo storico

Da monitorare

Apr 28-29 [ALTA] FOMC — pausa quasi certa (97,9%), ma il comunicato post-Hormuz e il tono di Powell saranno scrutinati

In corso [ALTA] Conflitto USA/Israele-Iran: evoluzione diplomatica, status Stretto di Hormuz, impatto su prezzi energetici e inflazione

FONTI

CNBC, Bloomberg, Reuters, Financial Times, FactSet, S&P Global, PBS, Associated Press, CME FedWatch, Polymarket, Trading Economics, CoinDesk, CryptoSlate, SEC Filings, Federal Reserve, BCE, IEA, World Gold Council, Silver Institute, Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Borsa Italiana, Investing.com, Yahoo Finance