BRIEFING SETTIMANALE
Edizione del 25 maggio 2026
Periodo di riferimento: 18 maggio — 24 maggio 2026
I mercati credono alla soluzione diplomatica
TESI DI INVESTIMENTO — Q2 2026
La tesi viene rivista trimestralmente. Aggiornamenti straordinari sono possibili in caso di eventi rilevanti per la nostra view.
La nostra tesi
Il nostro scenario base coincide con una politica monetaria condizionata dalla fiscal dominance. Il debito federale statunitense, in rapporto al PIL ormai oltre il 100%, ha raggiunto una soglia per cui il servizio degli interessi pesa più di voci storicamente intoccabili del bilancio, difesa inclusa. Riteniamo che questo vincolo condizionerà ogni decisione di politica monetaria. La Federal Reserve, sotto la nuova guida di Kevin Warsh (scelto da Trump e pubblicamente contrario al rialzo dei tassi), eredita gradi di libertà molto più stretti rispetto a un decennio fa: non si decide più "quanto stringere", ma "quanto può permettersi il Tesoro".
Da queste premesse prende forma la nostra posizione dichiaratamente contrarian. La curva FedWatch prezza oggi tassi fermi al 50%, un rialzo al 40%, due rialzi al 10% entro fine anno: metà del consenso, in altre parole, vede ancora una politica più restrittiva. Riteniamo questa distribuzione mal calibrata e ci aspettiamo invece stabilità dei tassi nel breve, con un bias progressivamente accomodante man mano che il vincolo fiscale diventerà esplicito.
I rendimenti dei Treasury sulle scadenze lunghe stanno già salendo per dinamiche proprie: term premium in espansione, domanda estera in ritirata, percezione di rischio fiscale crescente. Ogni punto base in più si traduce in un maggior costo di rifinanziamento per gli Stati Uniti. Alzare il fed funds in questo contesto significherebbe alimentare proprio la spirale che si vuole evitare, tanto più in pieno shock energetico legato al fronte iraniano: sovrapporre una stretta monetaria a uno shock di offerta su un'economia già fragile farebbe esplodere il rischio recessione. L'austerity, dal canto suo, non è un'opzione politicamente praticabile né per repubblicani né per democratici.
Resta una sola via, quella storicamente battuta dai paesi sovraindebitati: la repressione finanziaria. In pratica, tassi nominali tenuti per anni sotto la dinamica dei prezzi, così da rendere negativo, in termini reali, il costo del debito: chi presta soldi al governo perde potere d'acquisto, lo Stato vede il proprio stock di debito erodersi in termini reali anno dopo anno. Gli Stati Uniti hanno già applicato questo escamotage finanziario tra il 1946 e gli anni Settanta, riducendo il debito/PIL da oltre il 100% a circa il 30% senza mai pareggiare il bilancio.
In termini operativi riteniamo che la Fed combinerà tassi fermi (nonostante l'inflazione in aumento), allentamenti regolatori che spingeranno banche e fondi pensione a detenere più Treasury, e (canale strutturalmente nuovo) la domanda di T-bill creata dalle stablecoin in dollari (USDC, USDT, con il GENIUS Act ad accelerare esplicitamente la dinamica).
Se i rendimenti lunghi continueranno a salire, lo strumento successivo è lo yield curve control: la banca centrale fissa un tetto al rendimento del decennale e si impegna ad acquistare titoli senza limiti quantitativi per non farlo superare. Strumento non utilizzato dagli Stati Uniti dal 1951 (l'ultima applicazione risale al periodo 1942-1951, ai tempi del debito di guerra), oggi tornato nelle conversazioni di politica monetaria, e non a caso: anche il profilo di Warsh, critico tanto dei rialzi quanto del QE classico, rende lo YCC uno scenario più plausibile di altri strumenti accomodanti tradizionali.
Va riconosciuto un risvolto della medaglia. La repressione finanziaria è efficace ma non gratuita: è una tassa implicita che pagano risparmiatori, pensionati e detentori di obbligazioni a basso rendimento, mentre chi possiede asset reali si arricchisce. È esattamente per questo che il posizionamento che proponiamo non è solo opportunistico, ma rappresenta anche una protezione razionale contro un regime in cui chi non si posiziona viene tassato silenziosamente.
Sullo sfondo lavora un trend di lunghissimo periodo: la de-dollarizzazione. Acquisti record di oro da parte delle banche centrali (BRICS+ ed emergenti in testa), scambi bilaterali in valute locali, infrastrutture di pagamento alternative. È un processo misurato in anni più che in trimestri, ma la direzione è chiara: ogni passo erode la base di domanda strutturale per il dollaro come riserva, e tende a rafforzarsi automaticamente man mano che la repressione finanziaria diventa più esplicita.
Implicazioni per le asset class
Da questa lettura discende il posizionamento. Restiamo costruttivi sugli asset che beneficiano direttamente dei vettori chiave della tesi: oro come copertura naturale ai tassi reali negativi, equity emergente (Asia e Cina in chiave selettiva) come scommessa su dollaro debole e multipli bassi, Bitcoin come ipotesi di copertura digitale dal debasement strutturale ed Ethereum come asset risk-on legato alla crescita dell'ecosistema DeFi. Il quadro è però più articolato: anche obbligazionario e azionario sviluppato hanno letture distinte da esplicitare.
Oro. Assolve un duplice ruolo. Strategicamente, è la copertura più diretta a un regime di repressione finanziaria: regimi prolungati di tassi reali negativi rappresentano storicamente lo scenario di massima sovraperformance del metallo, e la domanda strutturale delle banche centrali (de-dollarizzazione) aggiunge un secondo motore. Tatticamente, è il miglior asset da detenere nelle fasi di euforia azionaria estrema, perché sovraperforma proprio nei drawdown più violenti grazie alla correlazione negativa con l'equity nelle code negative.
Criptovalute. Il comparto richiede alcuni distinguo. Bitcoin condivide con l'oro la tesi store-of-value digitale, con una correlazione tra i due strutturalmente in crescita, profilo di rischio più alto ma logica analoga; l'orizzonte è medio-lungo. Il resto del comparto (Ethereum, Solana, altcoin con razionale forte) è invece più una scommessa asimmetrica su liquidità globale in espansione e su un quadro regolatorio statunitense in netto miglioramento (Clarity Act, prodotti istituzionali, accesso retail). Il mercato delle stablecoin, già citato come canale di repressione finanziaria, costituisce di per sé un acceleratore per l'intero ecosistema.
Equity emergente. L'Asia ex-Cina è il segmento che più direttamente beneficia di un dollaro debole: debito sovrano in USD che si svaluta in termini reali, flussi di capitale in rientro, crescita strutturale superiore. La Cina la approcciamo selettivamente: valutazioni del comparto tech a frazione di quelle statunitensi, rischio policy elevato ma upside notevole su un ciclo di stimolo che riteniamo più vicino di quanto prezzato.
Equity statunitense. I risultati del primo trimestre 2026 confermano un quadro corporate solido, con margini in tenuta e revenue growth sopra le attese. Storicamente, in regime di tassi reali negativi anche l'azionario nominale tende a comportarsi bene. Gli anni Settanta sono il caso di scuola: rendimenti deludenti in termini reali ma performance nominali tutt'altro che disastrose. Il messaggio non è uscire dall'equity statunitense, ma riconoscerne il profilo asimmetrico in caso di shock e affiancarlo a una componente significativa di asset reali ed emergenti.
Equity giapponese. La riforma di corporate governance promossa dalla Tokyo Stock Exchange (focus su price-to-book e capital efficiency) continua a generare valore; il ritorno strutturale dell'inflazione si traduce in espansione di ROE corporate; la Bank of Japan resta la banca centrale più allineata a un regime di repressione finanziaria globale. Il rischio principale è valutario: uno yen che si rafforzasse aggressivamente penalizzerebbe gli esportatori.
Equity europea. La narrativa di fondo è simile a quella statunitense (debito elevato, BCE che dovrà accomodare) ma con fondamentali peggiori: crescita strutturalmente più bassa, esposizione energetica più diretta allo shock iraniano, frammentazione fiscale tra Stati membri. Preferiamo selettività su temi specifici: difesa, banche in fase finale del ciclo dei tassi alti, value europeo a multipli compressi.
Obbligazionario. Per impostazione strategica di Gamma (orizzonte di lungo periodo, obiettivo di massimizzazione del rendimento senza ricerca di mitigazione della volatilità) l'obbligazionario non rientra nei nostri portafogli core. Per chi necessita di esposizione il quadro è comunque chiaro: curva statunitense più ripida (steepening), con il tratto breve ancorato dalla Fed e il tratto lungo che continua a soffrire term premium ed emissione massiccia. La duration corta (T-bill, 2 anni) resta dunque preferibile, mentre la duration lunga è da evitare finché lo YCC non diventa scenario operativo. I TIPS sono il sottostante più interessante della classe: il loro inflation-linker compensa esattamente l'inflazione che il regime sta usando per erodere il debito. In Europa la lettura è analoga, con la BCE più ortodossa sulla curva di Lagarde; attenzione allo spread BTP-Bund se la frammentazione fiscale tornasse al centro dell'attenzione. Sui corporate, l'investment grade europeo offre carry interessante con credito ancora solido; più cauti sull'high yield.
Rischi e fattori di invalidazione
Come si invalida la nostra tesi? Quattro trigger da monitorare.
Boom di produttività AI. Se l'AI consegna davvero il salto di produttività promesso, e in misura superiore alle attese attuali, il PIL nominale potrebbe crescere sopra il costo del debito: in quel caso debito/PIL scenderebbe per crescita, non per debasement. Oro e crypto perderebbero parte del razionale, il dollaro resterebbe stabile o si rafforzerebbe, l'equity statunitense continuerebbe a sovraperformare gli emergenti. Segnali da monitorare: dati di produttività multifattoriale BLS, margini operativi Big Tech, capex AI che si traduce in revenue di terzi.
Disciplina fiscale post-midterm. Improbabile ma non impossibile se gli equilibri politici producessero un Congresso davvero ostile alla spesa pubblica. Effetto immediato: calo dei rendimenti per credibilità ritrovata, dollaro forte, correzione di oro e criptovalute, emergenti differenziati. La probabilità è bassa, dato che entrambi i partiti hanno incentivi forti a non incarnare l'austerity, ma l'asimmetria è notevole e va monitorata.
Collasso esogeno della domanda. Shock di credito (default sovrano disordinato, crisi bancaria sistemica), evento geopolitico estremo, scoppio di una bolla riconoscibile: tutti scenari in cui i rendimenti scenderebbero senza intervento Fed. Effetto: rally dei Treasury, drawdown azionario brutale, oro che tiene per status difensivo, crypto sotto stress massimo. Segnali da monitorare: spread di credito IG e HY, indicatori di stress bancario (commercial real estate, regional banks), volatilità implicita su asset rischiosi.
Sorpresa hawkish della Fed. Trigger di policy puro, non economico. Warsh, fedele alla sua biografia di critico tanto delle politiche accomodanti quanto del QE, sceglie di alzare i tassi per ristabilire credibilità anti-inflattiva nonostante il costo fiscale. Coerente con il suo profilo storico ma incompatibile con la traiettoria del debito: realisticamente sostenibile solo per pochi trimestri prima che la dinamica imponga marcia indietro. Effetti nel periodo di stretta: dollaro forte, drawdown azionario, correzione di oro e criptovalute. Paradossalmente, proprio queste correzioni offrono una finestra di acquisto per chi ha la pazienza di aspettare che il vincolo fiscale riemerga.
Restiamo costruttivi nel nostro scenario base, ma con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe smentirlo.
La settimana sui mercati: la nostra lettura
Ennesime prove di tregua tra Iran e USA hanno acceso un rimbalzo ampio: petrolio in ritirata, Europa in recupero, volatilità schiacciata sui minimi. Conviene però leggere la settimana per quello che è, rumore di sette giorni dentro una tesi che si misura in trimestri. Di annunci di pace imminente ne abbiamo contati molti dall'inizio del conflitto, e ogni volta il mercato ha oscillato tra sollievo e ricaduta. Il segnale che davvero conta non è il rimbalzo, ma il fatto che lo shock energetico si sia allentato senza risolversi: il greggio viaggia ancora sopra i cento dollari, lo Stretto di Hormuz e la questione dell'uranio sono ancora nodi aperti, e l'Agenzia internazionale dell'energia avverte che le scorte potrebbero ridursi sensibilmente entro l'estate.
La Fed resta in pausa fino al verdetto di giugno, ed è lì che si gioca la partita, non nei verbali appena pubblicati. Kevin Warsh ha prestato giuramento da presidente proprio mentre uscivano gli atti dell'ultima riunione di Powell, letti dal mercato in chiave restrittiva per via dei quattro dissensi. Eppure, sotto il titolo, il comitato appare sostanzialmente fermo: l'ipotesi di rialzo è condizionata al persistere dell'inflazione, diversi membri contemplano tagli se la crescita rallenta, e gli stessi verbali registrano rendimenti e curva del greggio in salita, ossia la pressione fiscale e di finanziamento che riteniamo decisiva. Manteniamo una lettura contrarian rispetto al consenso, e non pretendiamo che questi atti la validino: una vera svolta restrittiva sarebbe, al contrario, ciò che la metterebbe in discussione.
Sotto il rimbalzo, i soliti motori strutturali. L'azionario ha recuperato su larga base, ma a guidarlo sono stati i vettori di sempre: l'intelligenza artificiale e i titoli value. I conti di Nvidia e Baidu confermano che il ciclo di investimenti AI poggia su basi solide, a sostegno della solidità corporate che leggiamo negli Stati Uniti. L'Europa ha rimbalzato con forza, ma il sollievo è arrivato proprio mentre Bruxelles tagliava le stime di crescita citando lo shock energetico: fondamentali più fragili dietro la corsa dei prezzi. E il consumatore americano, raccontato dai conti della grande distribuzione, mostra margini erosi dal caro carburante e una fascia bassa sotto pressione. Restiamo costruttivi sull'equity, ma con la consapevolezza del suo profilo asimmetrico.
Oro e cripto vanno letti diversamente, senza forzature. L'oro arretra, ma dentro un trend già debole da settimane: quando torna l'appetito al rischio il metallo cede, mentre il caso strutturale, fatto di tassi reali negativi e acquisti delle banche centrali, rimane intatto. Le criptovalute, che leggiamo come asset di rischio e liquidità più che come rifugio, hanno lateralizzato digerendo l'iter del Clarity Act. Spicca però un'eccezione, Hyperliquid: un exchange decentralizzato di derivati perpetui su una blockchain propria, dove la quasi totalità delle commissioni finanzia il riacquisto del token. La sua fiammata nasce da un contratto sintetico pre-IPO su SpaceX, frontiera speculativa che vale una menzione, non una scommessa.
— Il team Gamma
MARKET SNAPSHOT
Dati aggiornati al 22 maggio 2026 (chiusura mercati venerdì)
Leaderboard
Azionario
| Indici Area Geografica | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Mondiali | ||||
| 1.112,55 | +1,44% | +4,72% | +11,62% | |
| 4.801,11 | +1,51% | +4,79% | +10,38% | |
| Indici USA | ||||
| 7.473,47 | +1,10% | +5,51% | +11,03% | |
| 29.481,64 | +1,42% | +9,19% | +18,40% | |
| 50.579,70 | +2,37% | +3,94% | +7,13% | |
| 2.869,23 | +2,91% | +4,12% | +17,47% | |
| Volatilità / Sentiment | ||||
| 16,70 | -9,39% | -10,74% | +11,71% | |
| Indici Europa | ||||
| 6.019,45 | +3,34% | +3,30% | +7,42% | |
| 49.510,97 | +1,81% | +3,46% | +9,18% | |
| 24.888,56 | +3,93% | +2,36% | +2,22% | |
| 8.115,75 | +2,49% | +0,56% | +1,65% | |
| 10.466,26 | +3,54% | +1,24% | +8,40% | |
| 13.503,21 | +2,67% | +2,80% | +5,77% | |
| Indici Asia | ||||
| 63.339,07 | +0,79% | +5,99% | +14,87% | |
| 4.845,10 | -1,75% | -2,94% | -6,39% | |
| 25.606,03 | -2,18% | +1,59% | +11,91% | |
| 23.719,30 | +1,03% | -1,40% | -9,36% | |
| 1.226,03 | +1,97% | +18,97% | +89,56% | |
| Altri indici | ||||
| 176.209,61 | +0,59% | -8,00% | +15,90% | |
| 8.657,00 | +0,41% | -0,33% | +11,25% | |
| 2.014,66 | +2,06% | +2,02% | +9,84% | |
| Indici Globali di Stile | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Globali Settoriali | ||||
| 56,15 | +0,32% | +4,54% | +35,58% | |
| 110,25 | +0,95% | -0,08% | +15,50% | |
| 193,05 | +0,41% | +0,52% | +11,47% | |
| 198,46 | +1,81% | +0,85% | -2,11% | |
| 69,02 | +0,69% | +2,33% | +8,08% | |
| 94,84 | +3,32% | +3,84% | -1,42% | |
| 122,19 | +2,18% | +3,06% | +2,41% | |
| 135,33 | +2,66% | +13,33% | +30,49% | |
| 123,26 | +0,43% | +1,59% | +2,94% | |
| 85,72 | +3,43% | -1,15% | +10,34% | |
| 27,42 | +2,48% | +2,52% | +11,81% | |
| Indici Globali Fattoriali | ||||
| 86,42 | +1,69% | +3,97% | +9,12% | |
| 114,79 | +1,70% | +8,52% | +19,10% | |
| 77,22 | +3,45% | +14,57% | +29,94% | |
| 58,30 | +1,75% | +2,84% | +6,93% | |
| 74,76 | +1,78% | +3,08% | +2,89% | |
| 15,51 | +1,46% | +5,48% | +10,91% | |
Obbligazionario
Variazioni espresse come variazione % del rendimento dell'ETF obbligazionario di riferimento.
| Indici Obbligazionari | Yield | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Bond | ||||
| 4,132% | +0,27% | +0,77% | +1,56% | |
| 4,563% | +0,59% | -0,42% | +0,11% | |
| 1,770% | +0,16% | +1,40% | +5,62% | |
| 2,765% | -0,05% | -1,37% | -6,14% | |
| 3,044% | +0,85% | +0,03% | -0,18% | |
| 3,764% | +0,87% | +0,34% | -0,47% | |
Materie prime
| Commodities | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Metalli preziosi | ||||
| Au Oro | 4.509,38 | -0,62% | -3,46% | +5,78% |
| Ag Argento | 75,53 | -0,79% | +0,39% | +7,43% |
| Pt Platino | 1.926,30 | -2,23% | -3,33% | -5,13% |
| Pd Palladio | 1.352,16 | -4,60% | -9,22% | -14,62% |
| Cu Rame | 6,379 | +2,25% | +6,44% | +12,71% |
| Energia | ||||
| B Brent Crude | 103,54 | -4,47% | +5,66% | +96,62% |
| W WTI Crude | 96,60 | -4,74% | +7,53% | +106,29% |
| G Gas Naturale | 2,907 | -3,25% | +7,20% | -9,66% |
Criptovalute
| Criptovalute | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Crypto | ||||
| 76.773,23 | -0,69% | +0,14% | -11,18% | |
| 2.120,79 | -0,17% | -7,48% | -27,63% | |
| 655,71 | +1,22% | +4,09% | -23,10% | |
| 1,3575 | -2,95% | -4,34% | -25,31% | |
| 85,66 | +0,73% | +0,35% | -30,34% | |
| 0,3625 | +2,14% | +13,15% | +29,09% | |
| 0,1030 | -5,18% | +5,67% | -11,11% | |
| 0,2459 | -2,23% | -0,82% | -25,21% | |
Hyperliquid (HYPE) | 58,65 | +29,30% | +44,02% | +133,47% |
| 386,86 | -0,42% | +6,09% | -9,60% | |
Forex
| Valute | Tasso | 1W | 1M | YTD |
|---|---|---|---|---|
| Coppie | ||||
| 1,1603 | -0,15% | -1,02% | -1,23% | |
| 0,8636 | -0,96% | -0,31% | -0,93% | |
| 0,9104 | -0,40% | -1,03% | -2,22% | |
| 184,7460 | +0,14% | -1,11% | +0,39% | |
| 7,9031 | -0,10% | -0,90% | -3,84% | |
| 159,1900 | +0,31% | -0,09% | +1,61% | |
| 6,7945 | -0,23% | -0,61% | -2,85% | |
US Dollar Index | 99,32 | +0,04% | +0,80% | +1,01% |
Tempistica. Dati al close di venerdì 22 maggio 2026. Per le criptovalute, scambiate 24/7, si intende la candela giornaliera che chiude alle 00:00 UTC (convenzione di mercato).
Livelli. I valori puntuali si riferiscono agli indici di mercato per l'azionario, ai rendimenti annui a scadenza (yield) per i bond, ai prezzi spot in dollari (USD) per materie prime e criptovalute, ai tassi di cambio diretti per le valute.
Variazioni. Le performance percentuali a 1 settimana, 1 mese e da inizio anno sono calcolate sui rispettivi ETF tracker per azionario, obbligazionario e materie prime in modalità total return; sui prezzi spot per criptovalute; sul tasso di cambio per le valute.
Valuta. Le variazioni di azionario, obbligazionario, materie prime e criptovalute sono convertite in euro (€), per riflettere il rendimento effettivo per un investitore europeo non-hedged. Le coppie valutarie restano espresse nella loro convenzione naturale.
NEWS PRINCIPALI
18-24 maggio 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati
Globale
GlobaleTregua possibile, il greggio tira il fiato
Lunedì il presidente Trump ha annullato attacchi ormai imminenti sull'Iran per lasciare spazio ai negoziati, e nei giorni successivi le due parti hanno segnalato progressi verso un'intesa. Restano però sul tavolo due nodi pesanti: le scorte di uranio arricchito di Teheran e i pedaggi sul transito nello Stretto di Hormuz, che Washington considera incompatibili con qualsiasi accordo.
Sui mercati, il greggio ha chiuso la settimana in calo ma su livelli ancora elevati, sopra i cento dollari per il Brent. L'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che le scorte potrebbero entrare in zona rossa entro l'estate con l'aumento della domanda stagionale.
Per l'investitore il punto è il canale di trasmissione: finché l'energia resta cara, la pressione sui prezzi e sulle banche centrali non si allenta, e ogni tregua va letta come tattica, non come soluzione.
Stati Uniti
Warsh giura, le minute Fed suonano restrittive
Venerdì Kevin Warsh ha prestato giuramento come diciassettesimo presidente della Federal Reserve, al termine della conferma del Senato più stretta dell'era moderna. Powell lascia la presidenza ma resta nel consiglio dei governatori.
Tre giorni prima erano usciti i verbali dell'ultima riunione guidata da Powell, segnata da quattro dissensi, il numero più alto dal 1992. Il tono è apparso restrittivo: la maggioranza dei membri ha indicato che un irrigidimento sarebbe appropriato qualora l'inflazione continuasse a correre, e il giudizio prevalente è che la pausa sui tassi durerà più a lungo del previsto.
Il vero appuntamento, però, è la riunione del 16-17 giugno: sarà la prima dell'era Warsh, con il dot plot inaugurale e il debutto del nuovo presidente in conferenza stampa.
Europa
Bruxelles taglia la crescita, pesa l'energia
La Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Eurozona, portando il PIL atteso per il 2026 allo 0,9%, sotto la proiezione precedente e in netto calo rispetto all'anno passato.
Nelle motivazioni, Bruxelles ha citato esplicitamente un grave shock energetico e un contesto geopolitico e commerciale volatile. È la fotografia di un'economia strutturalmente più fragile: esposta al rincaro dell'energia e con minori margini di crescita da cui attingere.
Per noi è la conferma di un quadro europeo più debole di quello americano: stessa direzione di fondo su tassi e debito, ma con fondamenta più deboli. Lo si è visto anche nel rimbalzo settimanale dei listini, vigoroso ma costruito più sul sollievo geopolitico che su basi proprie.
Cina
Dati cinesi deboli, cresce l'attesa di stimolo
I dati di aprile, diffusi lunedì, hanno deluso su tutta la linea: produzione industriale in netto rallentamento, vendite al dettaglio quasi piatte e investimenti fissi addirittura in calo nei primi quattro mesi dell'anno.
Dietro i numeri pesa la combinazione tra i maggiori costi energetici importati dalla guerra in Iran e una domanda interna ancora fiacca. È la conferma che lo slancio di inizio anno si stava già esaurendo.
Per l'investitore il messaggio è duplice: la fragilità giustifica la nostra prudenza selettiva sulla Cina, ma dati così deboli avvicinano un ciclo di stimolo che, a nostro avviso, il mercato non sta ancora prezzando. È proprio su questa attesa che poggia il nostro interesse per il comparto, a valutazioni compresse.
Giappone
Inflazione giapponese a sorpresa più bassa
L'inflazione di fondo giapponese è scesa all'1,4% in aprile, sotto le attese e ai minimi da oltre quattro anni. A frenare i prezzi sono stati soprattutto i sussidi pubblici sui carburanti, che hanno compensato la spinta del petrolio.
Il dato si conferma sotto l'obiettivo del 2% della Bank of Japan per il terzo mese consecutivo, un quadro che lascia alla banca centrale ampio spazio per mantenere una politica accomodante alla riunione del 16 giugno.
È la conferma di un Giappone che, tra le grandi economie, rimane il più allineato a un regime di tassi reali tenuti bassi. Per chi guarda all'azionario nipponico, il rischio principale non è la BoJ ma un eventuale rafforzamento dello yen.
Italia
Piazza Affari recupera oltre l'effetto cedole
La settimana di Piazza Affari è partita con il freno del Dividend Day: lunedì 18 maggio ventidue blue chip del FTSE MIB hanno staccato la cedola, con un impatto tecnico intorno all'1,5% sull'indice. Smaltito quell'effetto, il listino ha recuperato in scia al rimbalzo europeo.
Sotto la superficie continua a muoversi il risiko bancario: l'iter della possibile aggregazione tra MPS e Banco BPM, da un lato, e l'offerta di UniCredit su Commerzbank, dall'altro.
Pesa poi la sensibilità del listino al fronte energetico: i petroliferi come Eni hanno mostrato tenuta nelle sedute più nervose, a ricordare quanto il mix settoriale italiano sia esposto all'evoluzione dello shock in corso.
Resto del mondo
Resto del mondoNulla di rilevante da segnalare
Nessuna notizia di rilievo per i mercati al di fuori delle aree già trattate.
EARNINGS PIÙ RILEVANTI
Nvidia (NVDA)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $1,77 | $1,87 | $78,8B | $81,6B |
Trimestre record trainato dal Data Center
Nvidia ha archiviato un nuovo trimestre da record, con ricavi in crescita dell'85% sull'anno e un Data Center che ormai vale oltre il 90% del fatturato, spinto dalla domanda per l'architettura Blackwell. Il margine lordo si è confermato intorno al 75%.
Il dato di fondo è che il ciclo di investimenti in AI continua ad accelerare anziché normalizzarsi, con una base di clienti che si allarga oltre i grandi hyperscaler. È, questo trimestre, la dimostrazione più concreta che il boom degli investimenti in AI ha basi solide.
Guidance alzata e dividendo moltiplicato
La guidance per il trimestre in corso, fissata sopra le attese, segnala che la domanda non sta rallentando. Ma la novità per l'investitore è un'altra: Nvidia ha moltiplicato per 25 il dividendo trimestrale e varato un nuovo e ingente programma di riacquisto di azioni.
È il segnale di un business AI che entra in una fase più matura, capace di generare cassa in eccesso. Eppure il titolo ha ceduto leggermente nel dopo-mercato: quando le attese sono già altissime, anche numeri eccezionali faticano a sorprendere.
Walmart (WMT)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $0,66 | $0,66 | $176,7B | $177,8B |
Vendite solide, e-commerce in forte crescita
Walmart ha riportato un trimestre di vendite robuste, con ricavi in crescita di oltre il 7% e comparabili statunitensi in accelerazione. L'e-commerce è cresciuto di oltre il 25% e la pubblicità ancora di più, due leve che ormai pesano in modo rilevante sui profitti.
La crescita del traffico nei negozi ha toccato il ritmo più alto degli ultimi sei trimestri: il colosso continua a guadagnare quote attirando clienti di ogni fascia di reddito in cerca di convenienza.
Il caro carburante morde i margini
A raffreddare l'accoglienza è stata la guidance: la stima di utile per l'intero anno è rimasta sotto le attese del mercato. Il nodo è il caro carburante, che ha eroso i margini nella logistica e nella distribuzione, insieme a una fascia di consumatori a basso reddito con i bilanci sotto pressione.
Il titolo ha ceduto sensibilmente nella seduta. Per l'investitore è un promemoria utile: lo shock energetico colpisce due volte, sui costi delle aziende e sulle tasche di chi compra.
Home Depot (HD)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $3,41 | $3,43 | $41,5B | $41,8B |
Ricavi in crescita, ma comparabili al palo
Home Depot ha aumentato i ricavi di quasi il 5%, ma il dato che conta è la debolezza delle vendite comparabili, appena positive. La crescita arriva soprattutto dalle acquisizioni, non da una domanda sottostante in ripresa.
L'utile per azione rettificato è inoltre sceso rispetto a un anno fa: un quadro di marginalità sotto pressione, coerente con un comparto della ristrutturazione domestica che soffre i tassi elevati e il rinvio dei grandi progetti.
Guidance confermata, consumatore in attesa di tassi
La società ha confermato la guidance per l'intero anno, segnalando fiducia nella tenuta della propria attività. Il messaggio implicito è che la ripresa dei grandi progetti di ristrutturazione è rinviata, non cancellata.
Per l'investitore Home Depot è un termometro affidabile del legame tra tassi elevati e spesa discrezionale delle famiglie: finché il costo del denaro non scende, le decisioni di acquisto più impegnative restano in sospeso.
Baidu (BIDU)
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $1,66 | $1,75 | $4,57B | $4,65B |
L'AI Cloud accelera, la pubblicità arretra
Baidu ha battuto le attese sull'utile grazie alla corsa dell'AI Cloud, in crescita di quasi l'80%, con la parte legata alle GPU che è quasi triplicata. L'attività AI ha superato per la prima volta il 50% del fatturato principale.
Il rovescio è la contrazione della pubblicità tradizionale sulla ricerca, che tiene il fatturato complessivo sostanzialmente piatto. È una società nel pieno della transizione da motore di ricerca a piattaforma di intelligenza artificiale.
Margini compressi dalla corsa alle GPU
Il prezzo della transizione è la compressione del margine lordo, sceso sotto il 40% per i costi di potenziamento della capacità GPU. Crescita prima, marginalità poi.
Letto accanto a Nvidia, il trimestre racconta i due lati della stessa transazione AI: chi vende i chip e chi li compra. Per noi conferma la lettura selettiva sulla Cina, dove il tech tratta a valutazioni compresse a fronte di un ciclo di investimenti in AI in piena espansione.
CALENDARIO PROSSIMI EVENTI
La prossima settimana
Lun 25 [BASSA] USA: chiusura mercati, Memorial Day
Mar 26 [MEDIA] USA: fiducia dei consumatori Conference Board (maggio)
Mer 27 [MEDIA] USA Earnings: Salesforce, Marvell, Snowflake, MongoDB
Gio 28 [MEDIA] USA: seconda stima PIL primo trimestre
Ven 29 [ALTA] USA: indice PCE di aprile, misura d'inflazione preferita dalla Fed
Settimana [ALTA] Globale: evoluzione dei colloqui USA-Iran
Il prossimo mese
4 giu [ALTA] BCE: decisione sui tassi, prima conferenza Lagarde post-shock energetico
10 giu [CRITICA] USA: CPI di maggio, catalyst chiave verso il FOMC
16-17 giu [CRITICA] FOMC Warsh: prima riunione, primo dot plot e conferenza stampa della sua era
16 giu [ALTA] BoJ: decisione sui tassi
FONTI
Bloomberg, Reuters, CNBC, Financial Times, LSEG, FactSet, Federal Reserve, BCE, Bank of Japan, FedWatch CME, World Gold Council, CoinDesk, CoinGecko, Glassnode, JPMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Global Research, IEA, Polymarket, Commissione Europea, Eurostat, Office for National Statistics, National Bureau of Statistics of China, Nvidia Investor Relations, Walmart Investor Relations, Home Depot Investor Relations, Baidu Investor Relations, Il Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Teleborsa.

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