BRIEFING SETTIMANALE

Edizione del 4 maggio 2026

Periodo di riferimento: 27 aprile — 3 maggio 2026

Cover

IL COMMENTO DELLA SETTIMANA

Azionario

S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso la settimana sui massimi assoluti, con aprile rivelatosi il miglior mese da novembre 2020 per entrambi gli indici. Il sostegno non viene più dalla narrativa di pace ma dai numeri delle aziende: con poco meno di un terzo dello S&P 500 riportato, la crescita degli utili Q1 si è ricalibrata al 27,1%, il valore più alto dal Q4 2021, e oltre l'80% delle società ha battuto le attese. I Big Tech hanno confermato la monetizzazione dell'intelligenza artificiale in modo strutturale, e questo ha sostenuto il ritmo nonostante i dati macro abbiano confermato un quadro di stagflazione.

La novità delle ultime due-tre settimane è come il mercato ha cominciato a leggere i Big Tech. Le reazioni post-trimestrali di mercoledì lo confermano: Alphabet a +7% negli scambi successivi alla chiusura dopo aver alzato le previsioni di investimento in capitale, Meta giù del 7-10% per averle alzate anch'essa, Microsoft penalizzata nonostante un Azure ancora in fortissima accelerazione. Il discriminante non è più la cifra dell'investimento ma la credibilità della monetizzazione: dove Cloud Google ha quasi raddoppiato il portafoglio ordini, Meta deve ancora dimostrare il ritorno dell'AI sulla pubblicità. È un segnale strutturale che attraverserà i prossimi trimestri.

Aprile è stato un mese forte per la Cina: Shanghai e Shenzhen entrambi a doppia cifra, PMI Caixin manifatturiero al massimo da dicembre 2020, e Moody's ha rivisto l'outlook sovrano da "negative" a "stable". Il Giappone lateralizza con il Nikkei sopra 59.500, l'India resta il punto debole strutturale dell'Asia con il Nifty 50 in territorio negativo da inizio anno. È un quadro che valida la lettura selettiva degli emergenti asiatici, con la Cina che continua a offrire segnali coerenti dopo trimestri di dubbi.

Riteniamo che il rally Stati Uniti continui a essere sostenuto dagli utili reali, non dall'espansione dei multipli: il rapporto prezzo/utili prospettico sopra le medie storiche resta caro ma giustificato dai numeri Q1, e l'analogia con la bolla dotcom non regge. La novità più importante delle ultime settimane è la dispersione tra i Mag7: la fase in cui i Big Tech si muovevano come blocco unico è finita, e il mercato ha cominciato a separare chi monetizza l'AI da chi la spende soltanto. È un pattern che sta emergendo da almeno due-tre settimane e che chiede un'allocazione più selettiva nei prossimi trimestri. Sull'Europa restiamo prudenti: il rimbalzo bancario è tattico ma non scalfisce le fragilità strutturali.

Obbligazionario

Lo stesso quadro stagflazione che ha sostenuto il rally azionario è quello che ha fatto salire i rendimenti globalmente. Il Treasury 10Y ha toccato il 4,41% durante la conferenza FOMC prima di chiudere venerdì a 4,38%, in zona 4,4%; il 2Y è risalito sopra il 3,8%. La FED ha mantenuto l'intervallo 3,50-3,75% ma con un voto 8-4: quattro dissensi, il numero più alto dal 1992, di cui tre da membri che avrebbero preferito un comunicato senza apertura ai tagli — ovvero presidenti che vogliono un orientamento più restrittivo. La spinta è venuta dai dati: Core PCE Q1 al 4,3%, l'accelerazione più netta degli ultimi anni, e ISM Prices Paid ai massimi di quattro anni.

Il Bund 10Y ha toccato il 3,1%, livello che non si vedeva dal 2011, prima di chiudere sotto questo dopo l'hold BCE. La decisione è stata unanime nel mantenere il tasso al 2%, ma Lagarde ha esplicitato che un rialzo è stato discusso a lungo e che il consiglio si sta "allontanando dallo scenario di base". Il mercato ha letto questo come un cambio di postura concreto: ora prezza tre rialzi BCE da un quarto di punto entro fine 2026, ipotesi che fino a un mese fa sarebbe sembrata fuori scala. Lo spread BTP-Bund è rimasto stabile in zona 80 bp, segnale che il mercato sovrano italiano resta gestito.

Il Giappone è l'anomalia globale dove la stretta è già in atto: il JGB 10Y staziona in zona 2,50%. La BoJ ha tenuto il tasso a 0,75% ma con tre dissensi a favore di un rialzo, il numero più alto sotto Ueda. La revisione delle proiezioni è stata netta: inflazione raddoppiata, crescita PIL dimezzata. Giovedì USD/JPY ha toccato 160,72 — minimo yen da luglio 2024 — prima dell'intervento di Ministero delle Finanze e Bank of Japan, che hanno comprato yen sul mercato per riportare la coppia a 155,5 in giornata.

La divergenza tra le tre principali banche centrali è a nostro giudizio la frattura più rilevante dei prossimi 60 giorni: la FED è l'unica che mantiene un orientamento accomodante futuro, mentre BCE e BoJ stanno preparando il terreno per ulteriori rialzi. Sulla FED la nostra view di lungo regge: il vincolo del fiscal dominance — debito Stati Uniti oltre 31 trilioni sopra il PIL, costo interessi che cresce meccanicamente — rende strutturalmente insostenibili rendimenti al 4,4%+ per troppo tempo. Va detto con onestà: la finestra di giugno per il primo taglio si è chiusa, e ci aspettiamo il primo taglio FED tra Q3 e Q4 2026. Su Europa e Giappone, vediamo pressione vendite continuata sui titoli di Stato, perché il mercato non ha ancora pienamente scontato la prospettiva di nuovi rialzi.

Materie prime

La stagflazione misurata dai bond e dagli indici è alimentata in prima istanza dal petrolio. Il Brent ha toccato 126 dollari nelle ore notturne di giovedì — il livello più alto dal 2022 — prima di un ritracciamento a 108-114 dollari nel resto della settimana, dopo che l'Iran ha presentato una nuova proposta tramite il Pakistan, rifiutata da Trump perché non includeva concessioni nucleari. Il WTI ha guadagnato circa l'8% chiudendo sopra i 100 dollari. Il blocco navale Stati Uniti resta totale, con decine di navi cisterna e oltre 60 milioni di barili intrappolati. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha definito il quadro come la più grande interruzione mai registrata sul mercato petrolifero. Venerdì Trump ha cambiato linea, chiedendo aiuto agli alleati per riaprire lo Stretto.

L'oro ha lasciato circa il 2,5% sulla settimana, e ora si trova a circa 15 punti percentuali sotto i picchi di inizio guerra in Iran. La lettura corretta è di ritracciamento dentro un trend, non di inversione: i driver di base restano intatti. Il World Gold Council ha confermato l'aumento degli accumuli ufficiali nel Q1 da parte delle banche centrali, segnale di domanda strutturale persistente. Sul piano del posizionamento, l'oro continua a svolgere la funzione di copertura contro l'erosione del valore della moneta e contro la valutazione tirata dell'azionario.

Sui metalli industriali, settimana negativa per argento, platino e palladio. Sul rame divergenza analitica significativa: Citigroup mantiene un target a 13.000 dollari per tonnellata entro metà 2026 — livello record — mentre Goldman Sachs giudica gli attuali 11.000 dollari "difficili da giustificare" senza una scarsità strutturale evidente. Sul gas, il riferimento europeo continua a quotare 14-15 dollari per MMBtu, con l'Italia particolarmente esposta: gas al 38% del mix energetico, primo importatore europeo di LNG dal Golfo Persico — frattura che spiega il balzo del CPI italiano.

Il petrolio resta la variabile binaria che determina meccanicamente CPI globale e curve nei prossimi 60 giorni: con i talks Stati Uniti-Iran in stallo, lo scenario base è Brent ancora sopra 100 dollari per settimane, e questo è un input diretto nel pricing dell'inflazione e del percorso FED. Sull'oro confermiamo la lettura rialzista nel medio-lungo periodo, sostenuta da banche centrali, copertura sulla valutazione tirata dell'azionario e copertura contro l'erosione della moneta. Il calo del 15% dal picco non scalfisce la tesi strutturale; semmai crea un ingresso più favorevole. La traiettoria di breve dipende da Hormuz, quella di medio-lungo no.

Criptovalute

Il quadro stagflazione e il ritorno dei rendimenti sopra 4,4% hanno pesato anche sul comparto crypto, ma la tenuta è stata buona: Bitcoin ha chiuso area 78 mila dollari (+6% W in USD), recuperando dal dip a 74-75 mila della settimana precedente, ma rimasto bloccato sotto quota 80 mila. Gli ETF Bitcoin hanno avuto una prima settimana di leggera correzione dopo nove giorni consecutivi di afflussi, mentre Strategy (ex-MicroStrategy) ha continuato l'accumulo aggiungendo circa 255 milioni di Bitcoin a un prezzo medio di 77.906 dollari — segnale che la domanda istituzionale non ha capitulato, ma è migrata sui veicoli corporate.

Il catalyst regolatorio della settimana è arrivato in chiusura: venerdì 1 maggio è stato pubblicato il testo di compromesso del Clarity Act sullo yield hurdle, frutto della negoziazione tra i senatori Tillis e Alsobrooks. Il testo proibisce yield "solo in funzione del detenere riserve" stablecoin, ma preserva i programmi di reward "basati su attività bona fide" — soluzione che l'industria può accettare, perché lascia margine ai modelli di incentivo non-deposito. Il markup formale è atteso nella settimana dell'11 maggio; le odds Polymarket sul passaggio entro il 2026 sono risalite verso il 50%. Si è aggiunta la conferma di Warsh in Senate Banking, transizione FED che riteniamo tassello centrale per la liquidità globale.

I due pilastri che dovrebbero sostenere la rivalutazione del comparto crypto — transizione Powell-Warsh e progresso Clarity Act — si stanno entrambi muovendo nella direzione giusta, ma più lentamente di quanto il mercato avesse anticipato a inizio aprile. Il fatto che Bitcoin abbia recuperato terreno ma non sia riuscito a rompere quota 80 mila dollari nonostante lo sblocco di venerdì sera lo leggiamo come un segnale chiaro: il mercato non ha ancora prezzato il catalyst regolatorio. È un'asimmetria positiva sui tempi: il markup dell'11 maggio è il prossimo evento determinante che potrà resettare la narrativa. Sul medio termine restiamo costruttivi; sul breve la pressione macro (rendimenti alti più petrolio sopra 100) resta vincolante.

— Il team Gamma

MARKET SNAPSHOT

Dati aggiornati al 2 maggio 2026 (chiusura mercati venerdì 1 maggio)

Tassi di conversione utilizzati: EUR/USD 1,1586 | EUR/GBP 0,8689 | EUR/CHF 0,9186 | EUR/JPY 183,73 | EUR/CNY 7,9824 | EUR/HKD 9,0818 | EUR/INR 108,38 | EUR/KRW 1.741,56 | EUR/BRL 6,0386 | EUR/AUD 1,6466 | EUR/CAD 1,5879

Azionario
AssetValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici USA
S&P 5007.230+0,71%+7,78%+5,65%
Nasdaq 10027.710+1,29%+13,09%+9,78%
Dow Jones 3049.499+0,35%+4,45%+3,02%
Russell 20002.813+0,73%+9,10%+13,37%
Volatilità / Sentiment
VIX16,99-1,72-6,88+2,04
Indici Europa
Euro Stoxx 505.882-0,03%+3,31%+1,47%
FTSE MIB 4048.246+1,24%+5,54%+6,33%
DAX 4024.292+0,68%+4,85%-0,81%
CAC 408.115-0,53%+1,91%-0,43%
FTSE 10010.364+0,14%+0,36%+5,41%
SMI 2013.136+0,15%+1,76%+0,54%
Indici Asia
Nikkei 22559.513+1,39%+12,20%+18,50%
CSI 3004.807+0,73%+7,09%+6,43%
Hang Seng25.777-0,96%+0,74%-0,05%
Nifty 5023.998-2,54%+1,74%-13,01%
Kospi 200992,15+2,04%+22,78%+55,52%
Altri indici
Ibovespa187.318-1,22%+1,54%+28,88%
ASX 2008.7300,00%+4,46%+8,22%
TSX 601.978+0,65%+3,61%+7,50%
Obbligazionario

Variazioni espresse come variazione % dello yield.

BondYield1W1MYTD
Obbligazionario
US Treasury 2Y3,888%+2,97%+2,24%+11,88%
US Treasury 10Y4,378%+1,58%+1,32%+4,86%
China Gov. 10Y1,753%-0,45%-3,89%-6,61%
Japan Gov. 10Y2,506%+2,83%+8,86%+20,95%
Bund 10Y3,034%+0,91%+1,27%+6,25%
BTP 10Y3,865%+1,63%+0,47%+10,05%
Materie prime
CommodityValore (€)1W (€)1M (€)YTD (€)
Metalli preziosi
Au Oro3.960,01-2,22%-2,61%+7,02%
Ag Argento65,17-0,86%+2,86%+8,29%
Pt Platino1.705,84-1,65%-1,00%-2,10%
Pd Palladio1.311,76+1,70%+0,16%-6,81%
Cu Rame5,10-2,00%+5,17%+5,31%
Energia
B Brent Crude97,15+7,96%+2,55%+87,30%
W WTI Crude87,39+8,37%-9,82%+78,56%
G Gas Naturale2,73+1,71%-4,55%+2,27%
Criptovalute
CryptoValore (€)1W (€)1M (€)YTD (€)
Criptovalute
Bitcoin (BTC)66.872,36+5,74%+14,65%-11,11%
Ethereum (ETH)1.968,30-0,66%+9,69%-22,27%
Binance Coin (BNB)528,29+0,44%+2,47%-27,95%
Ripple (XRP)1,19-2,37%+3,94%-25,69%
Solana (SOL)71,71-2,57%+2,13%-32,66%
TRON (TRX)0,29+5,11%+5,46%+19,71%
Dogecoin (DOGE)0,0924+10,27%+15,64%-12,06%
Cardano (ADA)0,21+4,98%+0,47%-28,16%
Hyperliquid (HYPE)35,07-1,06%+10,68%+58,57%
Monero (XMR)327,94+3,05%+16,07%-12,28%
Valute
CoppiaTasso1W1MYTD
Valute
EUR/USD1,1729+0,19%+1,90%-0,03%
EUR/GBP0,8637-0,29%-1,05%-1,00%
EUR/CHF0,9169-0,41%-0,56%-1,52%
EUR/JPY183,6226-1,71%-0,15%-0,23%
EUR/CNY8,0078+0,07%+1,09%-2,44%
USD/JPY156,5750-1,88%-2,01%-0,19%
USD/CNY6,8283-0,11%-0,79%-2,40%
Note metodologiche
Fonti dati: Google Finance, Yahoo Finance, Trading Economics, CoinGecko. Tutti i valori sono convertiti in EUR al tasso di fine periodo indicato. Variazioni % calcolate su base EUR-adjusted. VIX: variazioni in punti assoluti. Obbligazionario: variazioni % dello yield.

NEWS PRINCIPALI

27 aprile — 3 maggio 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati

Globale

Stagflazione misurata trasversalmente, primo quadro globale univoco del 2026

La settimana ha visto i dati major delle quattro principali economie confermare simultaneamente il quadro stagflazione. Stati Uniti: GDP Q1 sotto attese ma Core PCE in accelerazione al 4,3%, l'aumento più severo degli ultimi anni. Eurozona: CPI flash a 3,0% (massimo da settembre 2023), con crescita Q1 sostanzialmente ferma. Regno Unito sopra il 3%. Giappone: la BoJ ha raddoppiato la stima inflazione e dimezzato la crescita attesa per l'anno fiscale in corso. Quattro economie, stesso pattern.

Brent picco $126 overnight giovedì, blocco navale Hormuz in stallo conclamato

Il Brent ha toccato 126 dollari overnight giovedì — massimo dal 2022 — prima di un ritracciamento a 108-114 dollari nel corso della settimana. Il blocco navale Stati Uniti continua, con CENTCOM che riporta decine di navi cisterna intrappolate. L'Iran ha presentato una proposta tramite il Pakistan, rifiutata da Trump perché non includeva concessioni nucleari. Venerdì Trump ha cambiato linea chiedendo aiuto agli alleati per riaprire lo Stretto.

Tariff Stati Uniti su auto e camion europei portate dal 15% al 25%

Venerdì 1 maggio Trump ha annunciato l'aumento delle tariff Stati Uniti su auto e camion europei dal 15% al 25%. La decisione arriva in un momento in cui il settore auto europeo già fronteggia il rallentamento Cina e la transizione BEV. Volkswagen aveva quantificato in 4 miliardi di euro l'anno l'impatto della precedente tariff al 15%. Reazione su EUR/USD attenuata dal posizionamento dollaro debole.

Stati Uniti

FOMC: hold ma 4 dissensi (max dal 1992), Powell ultima conferenza come chair

Mercoledì 29 aprile la FED ha mantenuto i tassi nell'intervallo 3,50-3,75% con voto 8-4: il numero di dissensi più alto dal 1992. Tre dissensi venivano da membri contrari all'apertura ai tagli (orientamento più restrittivo), uno invece dal lato accomodante. Per Powell è stata l'ultima conferenza stampa come chair: dal 15 maggio Kevin Warsh assume la presidenza. Hammack e Kashkari hanno definito la dichiarazione "troppo dovish". La probabilità implicita di un rialzo a dicembre è passata da quasi zero a circa 9%.

Core PCE Q1 +4,3%, ISM Prices Paid massimi 4 anni — quadro stagflazione conclamato

I dati macro Stati Uniti hanno consolidato il quadro: GDP advance Q1 sotto attese, ma PCE marzo a +0,7% mese su mese (il dato più caldo da giugno 2022) e Core PCE Q1 al 4,3%. ISM Manufacturing in espansione moderata, ma il sotto-indice Prices Paid è balzato sui massimi degli ultimi quattro anni. Il quadro inchioda la FED nello stato di hold restrittivo.

Clarity Act: testo compromesso pubblicato venerdì sera, markup atteso settimana 11 maggio

Venerdì 1 maggio sera è stato pubblicato il testo del compromesso Clarity Act sullo yield hurdle, frutto della negoziazione Tillis-Alsobrooks. Il testo proibisce yield stablecoin "solo in funzione del detenere riserve" ma preserva i programmi di reward "basati su attività bona fide". Markup formale atteso nella settimana dell'11 maggio. La senatrice Cynthia Lummis ha confermato il timing al Bitcoin Conference 2026. Polymarket odds sul passaggio entro il 2026 risalgono in zona 50%.

Europa

BCE hold a 2% unanime, Lagarde: "rialzo discusso a lungo" — mercato prezza tre rialzi

Giovedì 30 aprile la BCE ha mantenuto unanime il tasso sui depositi al 2%. Lagarde ha esplicitato che "un rialzo è stato discusso a lungo" e che il consiglio si sta "allontanando dallo scenario di base". Il pricing post-meeting include circa 75 punti base di tightening cumulativo entro fine 2026 (tre rialzi). Il driver dietro il cambio di postura: Eurozone CPI flash aprile sui massimi dal settembre 2023 e GDP Q1 sostanzialmente fermo.

Banche europee con risultati Q1 record: UBS, Deutsche Bank, Santander

Mercoledì 29 aprile la prima ondata di risultati bancari europei ha sorpreso al rialzo. UBS ha riportato +80% utile netto e annunciato un buyback da 3 miliardi. Deutsche Bank record a €2,2 miliardi, Santander a €5,5 miliardi (+60%). Barclays ha invece scontato esposizione private credit con €228 milioni di hit. Il rally bancario continentale si è esteso al FTSE MIB nei giorni successivi.

Cina

Cina: PMI Caixin manifatturiero al massimo da dicembre 2020, Moody's outlook a "stable"

Aprile è stato un mese forte per la Cina sulle dinamiche industriali: Caixin PMI manifatturiero a 52,2, il livello più alto da dicembre 2020. Il PMI ufficiale è restato in espansione moderata. Moody's ha rivisto l'outlook sovrano da "negative" a "stable", citando stabilizzazione e supporto governativo. Sul piano azionario, Shanghai e Shenzhen entrambi a doppia cifra. I mercati cinesi sono chiusi 1-5 maggio per festività primaverile.

Giappone

BoJ: hold con 3 dissensi pro-rialzo, Governo interviene sul cambio dopo USD/JPY a 160,72

Lunedì 28 aprile la BoJ ha mantenuto il tasso a 0,75% ma con tre dissensi a favore di un rialzo (Takata, Nakagawa, Tamura), il numero più alto sotto Ueda. La Banca ha raddoppiato la stima inflazione e dimezzato la crescita PIL attesa per l'anno fiscale in corso. Giovedì 30 aprile USD/JPY ha toccato 160,72 — minimo yen dal luglio 2024 — prima dell'intervento di Ministero delle Finanze e Bank of Japan, che hanno comprato yen sul mercato. La coppia è risalita a 155,5 in giornata (rally del 3%). FM Katayama: "azione decisiva imminente"; il top diplomatico Mimura: "ultimo avviso ai mercati".

Italia

CPI Italia balzo da 1,6% a 2,9% — il jump più severo del continente

L'Istat ha riportato CPI aprile a +2,9% YoY (preliminare), in netto balzo da 1,6% di marzo. Il driver è il gas naturale, che pesa per il 38% del mix energetico italiano e di cui l'Italia è il primo importatore europeo di LNG dal Golfo Persico — frattura strutturale aggravata dalla crisi Hormuz. Nonostante il quadro inflazione, il FTSE MIB ha chiuso la settimana a +1,24%, miglior maggiore europeo, trainato dalle banche italiane sull'onda del rally bancario continentale.

Resto del mondo

RBA verso il terzo rialzo, controtendenza tra le banche centrali asiatiche

La Reserve Bank of Australia è attesa al rialzo di 25 punti base martedì 5 maggio, portando il tasso a 4,35% nel terzo aumento consecutivo. È un'altra anomalia rispetto al ciclo G3: mentre la FED resta in pausa, l'Australia spinge ancora più in territorio restrittivo. Sul fronte azionario asiatico ex-Cina, performance settimanale divergente tra Kospi 200 e ASX 200 in lateralizzazione tecnica. India in negativo strutturale: il Nifty 50 è in territorio doppio negativo da inizio anno, zavorrato da tariff Stati Uniti sugli esportatori IT e flussi internazionali in deflusso.

EARNINGS PIÙ RILEVANTI

Coca-Cola (KO)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$0,81$0,86$12,3B$12,5B

Volumi e prezzi crescono insieme: il consumer staples regge la stagflazione

Coca-Cola ha aperto la stagione delle trimestrali con un beat su entrambe le linee, sostenuto da una crescita organica a doppia cifra. Il dato più rilevante per il quadro consumer è la combinazione prezzo più volume: il pricing è cresciuto senza erosione di volumi, segnale che il consumer staples regge il quadro stagflazione meglio di altri comparti. L'operating margin si è espanso, il free cash flow trimestrale ha superato 1,8 miliardi.

Termometro del consumer globale: la domanda non capitula

Il dato Coca-Cola è particolarmente leggibile come termometro macro: con vendite distribuite su tutte le geografie e segmenti, l'azienda è uno degli indicatori più puliti dello stato del consumer globale. La capacità di trasferire prezzo senza perdere volumi conferma che la domanda di base non sta capitulando, anche dove i CPI sono in accelerazione (Eurozona, Italia). È una lettura coerente con il dato Mastercard sul cross-border volume: il consumer regge, almeno per ora.

Microsoft (MSFT)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$4,03$4,27$81,5B$82,9B

Azure al +40%, ma il capex 2026 sale a 190 miliardi

Microsoft ha battuto su revenue, EPS e crescita Cloud, con Azure al +40% in valuta costante (sopra la guidance del 37-38%) e il run rate AI annualizzato in forte accelerazione. Le linee Productivity e More Personal Computing tutte sopra le attese. Il free cash flow trimestrale ha però mostrato compressione e il gross margin è scivolato sotto il 68%, livello più basso dal 2022.

Il prezzo dell'infrastruttura morde: titolo -3% nel post-mercato

Il titolo ha lasciato il 3% nel trading after-hours per via del capex 2026 alzato a 190 miliardi, di cui circa 25 attribuibili al rincaro dei componenti memory. Il messaggio per il mercato è chiaro: la monetizzazione AI c'è, ma il prezzo dell'infrastruttura morde. Nella stessa giornata Meta ha mostrato lo stesso pattern, e il segnale strutturale del trimestre è la dispersione tra chi monetizza e chi spende soltanto.

Meta Platforms (META)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$6,79$7,31$55,5B$56,3B

Quarto trimestre consecutivo di crescita revenue oltre il 30%

Meta ha consegnato il quarto trimestre consecutivo con crescita revenue oltre il 30%, e un beat netto su EPS adjusted. Il segmento advertising — che rappresenta la quasi totalità del fatturato — è cresciuto a doppia cifra. Family DAP in leggero calo trimestrale, attribuito a interruzioni internet in Iran e restrizioni Russia.

Capex alzato di 10 miliardi: per Meta il problema è la credibilità della monetizzazione

Il mercato ha penalizzato il titolo nettamente nel trading after-hours per via dell'aumento del capex 2026 a 125-145 miliardi (dai 115-135 precedenti). La motivazione data — "rincaro componenti più costi data center" — è la stessa di Microsoft, ma per Meta il problema è la credibilità della monetizzazione: a differenza di Cloud Google, il segmento advertising non ha ancora dimostrato un ROI dell'AI proporzionato all'investimento. È la lettura più severa del dilemma capex AI.

Alphabet (GOOG)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$2,62$5,11$106,8B$109,9B

Cloud al +63%, backlog quasi raddoppiato in un trimestre

Alphabet ha avuto la migliore reazione di mercato della settimana tra i Mag7: +7% nel trading after-hours, nonostante anche lei abbia alzato il capex 2026 sopra i 180 miliardi. Il dato più importante è l'accelerazione di Google Cloud al +63% (dal 48% del Q4 precedente), con backlog quasi raddoppiato sequenzialmente. Search ha riportato crescita a doppia cifra e queries ai massimi storici. L'EPS è stato gonfiato dal gain non realizzato sull'investimento Anthropic, ma il quadro operativo regge anche depurato da quel singolo elemento.

Capex applaudito: la differenza è la credibilità della monetizzazione

La differenza rispetto a Meta e Microsoft — colpiti nello stesso giorno per gli stessi alzi di capex — sta tutta nella credibilità della monetizzazione: Google Cloud sta convertendo l'AI in revenue effettivo a un ritmo che giustifica l'investimento. CFO Ashkenazi ha anticipato che il capex 2027 "aumenterà significativamente" rispetto al 2026, e il mercato ha accolto il messaggio invece di punirlo. È il segnale più chiaro che il discriminante intra-Mag7 ora non è quanto si spende, ma quanto si converte.

Amazon (AMZN)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,64$2,78$177,3B$181,5B

AWS al +28%: la crescita più forte degli ultimi 15 trimestri

Amazon ha superato le attese su tutta la linea, con il dato chiave nell'accelerazione di AWS al +28% — la crescita più forte degli ultimi 15 trimestri. Operating income sopra l'estremo alto della guidance (+30% YoY). L'EPS include un gain non realizzato significativo sull'investimento Anthropic. Le altre divisioni — North America, International, Advertising — tutte in crescita.

Capex confermato a 200 miliardi: titolo -3% nel quadro Big Tech

Il piano capex 2026 resta confermato a circa 200 miliardi annui. Annunciato un commitment OpenAI per 2 GW di Trainium dal 2027 e fino a 5 GW per Anthropic — Amazon si posiziona come partner infrastrutturale chiave dei due principali player AI. Reazione titolo -3% after-hours, in linea con il quadro Big Tech che penalizza l'intensità capex anche in presenza di numeri operativi solidi. La diagnosi del mercato è chiara: i numeri AWS giustificano la spesa, ma in un trimestre in cui ogni Mag7 ha alzato il capex, anche i beat vengono assorbiti come cautela.

Apple (AAPL)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,95$2,01$109,7B$111,2B

Best March quarter ever: iPhone 17 "il più popolare della storia"

Apple ha consegnato il miglior trimestre di marzo della storia, con crescita double-digit in ogni area geografica. iPhone con record March quarter trainato dal lineup iPhone 17 — Cook lo ha definito "il più popolare della nostra storia". Mac, iPad e Wearables tutti sopra le attese; Services all-time record. La differenza rispetto al resto dei Mag7 è strutturale: Apple non ha alzato il capex AI in modo significativo, e la sua tesi resta sui margini hardware più Services.

Guidance Q3 ben sopra il consensus: la domanda eccede l'offerta

La guidance Q3 è il vero punto: +14-17% YoY contro un consensus poco sopra il 9%, accompagnata dalla locuzione "best view of constrained supply" — che suggerisce che la domanda eccede l'offerta. Annunciato un buyback addizionale da 100 miliardi. Reazione titolo +3% after-hours. Per Cook è stata l'ultima trimestrale come CEO: dal Q4 fiscal passa a Executive Chairman, in una transizione di leadership che il mercato ha già metabolizzato.

Mastercard (MA)
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$4,55$4,60$8,3B$8,4B

Net revenue +16% e cross-border volume +13%

Mastercard ha riportato Q1 con net revenue +16% e crescita a doppia cifra anche in valuta costante. Il dato più importante per il quadro consumer globale è il cross-border volume a +13% in valuta locale: lo spending internazionale resta resiliente nonostante guerra commerciale tariff e stagflazione. Value-added services oltre il +20% YoY.

Termometro consumer: lo spending globale non ha capitolato

Mastercard è — insieme a Coca-Cola — uno dei termometri più puliti dello stato del consumer globale. Il fatto che il cross-border volume cresca a doppia cifra in un trimestre con tariff in escalation e CPI in salita strutturale conferma che lo spending discrezionale non ha ancora capitulato. È un dato che ammorbidisce il quadro recessionistico altrimenti suggerito da PCE e ISM Prices Paid: la stagflazione c'è, ma il consumer sopra la fascia mediana sta ancora spendendo.

ExxonMobil (XOM)
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$1,00$1,16$82,2B$85,1B

Beat sui margini, profitti depressi da timing effects

ExxonMobil ha battuto le attese su EPS adjusted ma il net income è sceso del 46% YoY per timing effects e identified items che hanno pesato per circa 4,5 miliardi. Esclusi questi effetti, l'EPS sarebbe stato sopra il livello del Q4 2025. Production a 4,6 milioni di barili al giorno, con record Guyana sopra i 900.000 bpd. Disruption in Qatar e UAE per il conflitto Iran. Distribuzione agli azionisti complessivi 9,2 miliardi nel trimestre.

I veri benefici dell'oil shock arrivano in Q2

Wall Street prezza profitti più alti nei prossimi due trimestri sulla scia del Brent oltre 100 dollari: il Q1 ha catturato solo parzialmente lo shock energetico iniziato a fine febbraio, mentre il Q2 vedrà il pieno effetto. Per le major energy il quadro stagflazione è asimmetricamente positivo: i prezzi alti del petrolio si traducono direttamente in margini upstream, mentre i costi operativi sono relativamente protetti. È il segmento del mercato che sta scontando con maggiore chiarezza l'evoluzione di Hormuz.

Chevron (CVX)
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$0,95$1,41$52,1B$48,6B

Maggior beat su EPS dal 2020, ma revenue sotto attese

Chevron ha consegnato il maggior beat su EPS dal ottobre 2020 (+48% sopra consensus) ma ha mancato il revenue. Net income a 2,2 miliardi (-37% YoY), zavorrato da charge sui financial hedges. Il dato strutturale rilevante: dopo l'integrazione Hess, la production è cresciuta a doppia cifra a livello globale e di un quarto negli Stati Uniti, con record di crude throughput a marzo nelle raffinerie domestiche.

Sedicesimo trimestre consecutivo sopra i 5 miliardi distribuiti

La distribuzione agli azionisti ha raggiunto 6 miliardi nel trimestre — sedicesimo trimestre consecutivo sopra i 5 miliardi. È un dato che racconta la solidità del modello cash-rich di Chevron e la priorità data ai dividendi/buyback rispetto alla crescita organica. Insieme a Exxon, Chevron rappresenta il segmento del mercato Stati Uniti che beneficia in modo più diretto dello shock petrolifero, con una traiettoria di profitti probabilmente in accelerazione nei prossimi due trimestri.

Berkshire Hathaway (BRK.B)
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$4,82$5,26$89,3B$93,7B

Primo annual meeting senza Buffett come CEO dal 1965

Sabato 2 maggio Berkshire ha tenuto il primo annual meeting senza Warren Buffett come CEO dal 1965 — Greg Abel ha presieduto, Buffett (95 anni) è passato a chairman emeritus. Operating earnings a 11,35 miliardi (+18% YoY) sopra consensus, trainati dall'insurance underwriting; net income più che doppio rispetto al Q1 2025. La transizione alla nuova leadership è avvenuta senza scossoni di mercato.

Cash record a 397 miliardi e ripresa dei buyback dopo due anni

Il dato che ha dominato la conversazione: cash pile record a 397 miliardi, in ulteriore aumento dai 373 di fine 2025. Berkshire ha ripreso i buyback dopo due anni — primi acquisti di azioni proprie dal maggio 2024 — con 234 milioni nel trimestre. La lettura è duplice: la dimensione del cash conferma che il management non vede valutazioni attraenti sul mercato, ma la ripresa dei buyback segnala che le proprie azioni sono giudicate sottovalutate. È un segnale sottile sulla view del nuovo CEO Abel sul livello generale del mercato.

Volkswagen (VOW3)
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€4,61€2,55€75,45B€75,66B

EPS -45% sotto consensus, operating profit -37%

VW ha mancato pesantemente sull'utile (-45% sotto consensus) e sull'operating profit (-37% a 2,5 miliardi), con il revenue invece in lieve crescita rispetto alle stime LSEG. Il gap tra slight beat top-line e miss netto bottom-line spiega il quadro: i ricavi tengono, ma la marginalità si è erosa per special effects da 800 milioni (chiusura ID.4 a Chattanooga, ristrutturazione Traton). Vendite veicoli -4%, con disastri regionali in Stati Uniti e Cina.

Tariff Stati Uniti: 4 miliardi annui di impatto, in peggioramento

Il CFO Antlitz ha quantificato in 4 miliardi annui l'impatto delle tariff Stati Uniti — cifra calcolata sulla precedente al 15%, destinata a peggiorare con l'aumento al 25% annunciato venerdì da Trump. La guidance 2026 è stata confermata a 4-5,5% return on sales, ma con un contesto materialmente peggiorato dalla nuova escalation tariff. Per il settore auto europeo, la combinazione di tariff Stati Uniti, rallentamento Cina e transizione BEV resta la frattura strutturale del 2026.

Stellantis (STLA)
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€0,13€0,21€38,18B€38,13B

Beat netto su EPS adjusted (+62%), revenue in linea con il consensus

Stellantis ha sorpreso al rialzo sull'utile: EPS adjusted del 62% sopra il consensus, revenue praticamente in linea (+6% YoY). Adjusted operating income quasi doppio rispetto al consensus (1 miliardo vs 0,57 attesi). La società è tornata in utile netto dopo il rosso del Q4 2025. Nonostante il beat sull'EPS, il titolo ha lasciato il 7% nel corso della giornata.

Investor Day 21 maggio: il vero discriminante per il rilancio

Il mercato ha letto cautela sulla guidance complessiva, ancora sotto pressione tariff. CEO Filosa ha lanciato un Value Creation Program globale di riduzione costi in Nord America ed Europa. L'evento di riformulazione strategica è l'Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills: per Stellantis è il vero discriminante per il rilancio. Nel frattempo, Stellantis condivide con VW l'esposizione ai 25% tariff Stati Uniti, ma con un mix prodotto e geografie che la rende relativamente meno colpita.

CALENDARIO PROSSIMI EVENTI

Settimana 4 — 10 maggio 2026 | eventi da monitorare

Lun 4 [BASSA] Tokyo (Greenery Day) e Londra (May Bank Holiday) chiuse

Lun 4 sera [MEDIA] Earnings Palantir (PLTR, after-market)

Mar 5 [MEDIA] Decisione tasso RBA Australia (atteso +25 bp a 4,35%)

Mar 5 [ALTA] Stati Uniti: ISM Services PMI aprile (consensus 54,0 vs 53,5 marzo)

Mar 5 sera [ALTA] Earnings AMD, Pfizer, Strategy (ex-MicroStrategy)

Mer 6 sera [ALTA] Earnings Disney, Uber, Novo Nordisk

Gio 7 [ALTA] Earnings McDonald's (pre-market), Coinbase (after-market)

5 — 8 mag [ALTA] Settimana clou trimestrali banche italiane: UniCredit, Intesa, MPS, BPER, Mediobanca, FinecoBank

Ven 8 [CRITICA] Stati Uniti: NFP aprile + tasso disoccupazione + average hourly earnings

Da monitorare

In corso [ALTA] Talks Stati Uniti-Iran via Pakistan e blocco Hormuz: evoluzione diplomatica e impatto su prezzi energetici

Atteso 11 mag [ALTA] Markup formale Clarity Act in Senate Banking: prossimo binary event regolatorio crypto

FONTI

Bloomberg, Reuters, CNBC, Financial Times, FactSet, LSEG, S&P Dow Jones Indices, Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, Citi, Federal Reserve, BCE, Bank of Japan, BoE, RBA, PBoC, CME FedWatch, Polymarket, Trading Economics, FRED, Yahoo Finance, MarketWatch, Investing.com, IEA, World Gold Council, CENTCOM, CoinDesk, The Block, CoinGecko, Glassnode, Farside Investors, SoSoValue, Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Teleborsa, Borsa Italiana, comunicati stampa investor relations.