BRIEFING SETTIMANALE
Edizione del 15 giugno 2026
Periodo di riferimento: 8 giugno — 14 giugno 2026
Space X riaccende il mercato?
TESI DI INVESTIMENTO — Q2 2026
La tesi viene rivista trimestralmente. Aggiornamenti straordinari sono possibili in caso di eventi rilevanti per la nostra view.
La nostra tesi
Il nostro scenario base coincide con una politica monetaria condizionata dalla fiscal dominance. Il debito federale statunitense, in rapporto al PIL ormai oltre il 100%, ha raggiunto una soglia per cui il servizio degli interessi pesa più di voci storicamente intoccabili del bilancio, difesa inclusa. Riteniamo che questo vincolo condizionerà ogni decisione di politica monetaria. La Federal Reserve, sotto la nuova guida di Kevin Warsh (scelto da Trump e pubblicamente contrario al rialzo dei tassi), eredita gradi di libertà molto più stretti rispetto a un decennio fa: non si decide più "quanto stringere", ma "quanto può permettersi il Tesoro".
Da queste premesse prende forma la nostra posizione dichiaratamente contrarian. La curva FedWatch prezza oggi tassi fermi al 50%, un rialzo al 40%, due rialzi al 10% entro fine anno: metà del consenso, in altre parole, vede ancora una politica più restrittiva. Riteniamo questa distribuzione mal calibrata e ci aspettiamo invece stabilità dei tassi nel breve, con un bias progressivamente accomodante man mano che il vincolo fiscale diventerà esplicito.
I rendimenti dei Treasury sulle scadenze lunghe stanno già salendo per dinamiche proprie: term premium in espansione, domanda estera in ritirata, percezione di rischio fiscale crescente. Ogni punto base in più si traduce in un maggior costo di rifinanziamento per gli Stati Uniti. Alzare il fed funds in questo contesto significherebbe alimentare proprio la spirale che si vuole evitare, tanto più in pieno shock energetico legato al fronte iraniano: sovrapporre una stretta monetaria a uno shock di offerta su un'economia già fragile farebbe esplodere il rischio recessione. L'austerity, dal canto suo, non è un'opzione politicamente praticabile né per repubblicani né per democratici.
Resta una sola via, quella storicamente battuta dai paesi sovraindebitati: la repressione finanziaria. In pratica, tassi nominali tenuti per anni sotto la dinamica dei prezzi, così da rendere negativo, in termini reali, il costo del debito: chi presta soldi al governo perde potere d'acquisto, lo Stato vede il proprio stock di debito erodersi in termini reali anno dopo anno. Gli Stati Uniti hanno già applicato questo escamotage finanziario tra il 1946 e gli anni Settanta, riducendo il debito/PIL da oltre il 100% a circa il 30% senza mai pareggiare il bilancio.
In termini operativi riteniamo che la Fed combinerà tassi fermi (nonostante l'inflazione in aumento), allentamenti regolatori che spingeranno banche e fondi pensione a detenere più Treasury, e (canale strutturalmente nuovo) la domanda di T-bill creata dalle stablecoin in dollari (USDC, USDT, con il GENIUS Act ad accelerare esplicitamente la dinamica).
Se i rendimenti lunghi continueranno a salire, lo strumento successivo è lo yield curve control: la banca centrale fissa un tetto al rendimento del decennale e si impegna ad acquistare titoli senza limiti quantitativi per non farlo superare. Strumento non utilizzato dagli Stati Uniti dal 1951 (l'ultima applicazione risale al periodo 1942-1951, ai tempi del debito di guerra), oggi tornato nelle conversazioni di politica monetaria, e non a caso: anche il profilo di Warsh, critico tanto dei rialzi quanto del QE classico, rende lo YCC uno scenario più plausibile di altri strumenti accomodanti tradizionali.
Va riconosciuto un risvolto della medaglia. La repressione finanziaria è efficace ma non gratuita: è una tassa implicita che pagano risparmiatori, pensionati e detentori di obbligazioni a basso rendimento, mentre chi possiede asset reali si arricchisce. È esattamente per questo che il posizionamento che proponiamo non è solo opportunistico, ma rappresenta anche una protezione razionale contro un regime in cui chi non si posiziona viene tassato silenziosamente.
Sullo sfondo lavora un trend di lunghissimo periodo: la de-dollarizzazione. Acquisti record di oro da parte delle banche centrali (BRICS+ ed emergenti in testa), scambi bilaterali in valute locali, infrastrutture di pagamento alternative. È un processo misurato in anni più che in trimestri, ma la direzione è chiara: ogni passo erode la base di domanda strutturale per il dollaro come riserva, e tende a rafforzarsi automaticamente man mano che la repressione finanziaria diventa più esplicita.
Implicazioni per le asset class
Da questa lettura discende il posizionamento. Restiamo costruttivi sugli asset che beneficiano direttamente dei vettori chiave della tesi: oro come copertura naturale ai tassi reali negativi, equity emergente (Asia e Cina in chiave selettiva) come scommessa su dollaro debole e multipli bassi, Bitcoin come ipotesi di copertura digitale dal debasement strutturale ed Ethereum come asset risk-on legato alla crescita dell'ecosistema DeFi. Il quadro è però più articolato: anche obbligazionario e azionario sviluppato hanno letture distinte da esplicitare.
Oro. Assolve un duplice ruolo. Strategicamente, è la copertura più diretta a un regime di repressione finanziaria: regimi prolungati di tassi reali negativi rappresentano storicamente lo scenario di massima sovraperformance del metallo, e la domanda strutturale delle banche centrali (de-dollarizzazione) aggiunge un secondo motore. Tatticamente, è il miglior asset da detenere nelle fasi di euforia azionaria estrema, perché sovraperforma proprio nei drawdown più violenti grazie alla correlazione negativa con l'equity nelle code negative.
Criptovalute. Il comparto richiede alcuni distinguo. Bitcoin condivide con l'oro la tesi store-of-value digitale, con una correlazione tra i due strutturalmente in crescita, profilo di rischio più alto ma logica analoga; l'orizzonte è medio-lungo. Il resto del comparto (Ethereum, Solana, altcoin con razionale forte) è invece più una scommessa asimmetrica su liquidità globale in espansione e su un quadro regolatorio statunitense in netto miglioramento (Clarity Act, prodotti istituzionali, accesso retail). Il mercato delle stablecoin, già citato come canale di repressione finanziaria, costituisce di per sé un acceleratore per l'intero ecosistema.
Equity emergente. L'Asia ex-Cina è il segmento che più direttamente beneficia di un dollaro debole: debito sovrano in USD che si svaluta in termini reali, flussi di capitale in rientro, crescita strutturale superiore. La Cina la approcciamo selettivamente: valutazioni del comparto tech a frazione di quelle statunitensi, rischio policy elevato ma upside notevole su un ciclo di stimolo che riteniamo più vicino di quanto prezzato.
Equity statunitense. I risultati del primo trimestre 2026 confermano un quadro corporate solido, con margini in tenuta e revenue growth sopra le attese. Storicamente, in regime di tassi reali negativi anche l'azionario nominale tende a comportarsi bene. Gli anni Settanta sono il caso di scuola: rendimenti deludenti in termini reali ma performance nominali tutt'altro che disastrose. Il messaggio non è uscire dall'equity statunitense, ma riconoscerne il profilo asimmetrico in caso di shock e affiancarlo a una componente significativa di asset reali ed emergenti.
Equity giapponese. La riforma di corporate governance promossa dalla Tokyo Stock Exchange (focus su price-to-book e capital efficiency) continua a generare valore; il ritorno strutturale dell'inflazione si traduce in espansione di ROE corporate; la Bank of Japan resta la banca centrale più allineata a un regime di repressione finanziaria globale. Il rischio principale è valutario: uno yen che si rafforzasse aggressivamente penalizzerebbe gli esportatori.
Equity europea. La narrativa di fondo è simile a quella statunitense (debito elevato, BCE che dovrà accomodare) ma con fondamentali peggiori: crescita strutturalmente più bassa, esposizione energetica più diretta allo shock iraniano, frammentazione fiscale tra Stati membri. Preferiamo selettività su temi specifici: difesa, banche in fase finale del ciclo dei tassi alti, value europeo a multipli compressi.
Obbligazionario. Per impostazione strategica di Gamma (orizzonte di lungo periodo, obiettivo di massimizzazione del rendimento senza ricerca di mitigazione della volatilità) l'obbligazionario non rientra nei nostri portafogli core. Per chi necessita di esposizione il quadro è comunque chiaro: curva statunitense più ripida (steepening), con il tratto breve ancorato dalla Fed e il tratto lungo che continua a soffrire term premium ed emissione massiccia. La duration corta (T-bill, 2 anni) resta dunque preferibile, mentre la duration lunga è da evitare finché lo YCC non diventa scenario operativo. I TIPS sono il sottostante più interessante della classe: il loro inflation-linker compensa esattamente l'inflazione che il regime sta usando per erodere il debito. In Europa la lettura è analoga, con la BCE più ortodossa sulla curva di Lagarde; attenzione allo spread BTP-Bund se la frammentazione fiscale tornasse al centro dell'attenzione. Sui corporate, l'investment grade europeo offre carry interessante con credito ancora solido; più cauti sull'high yield.
Rischi e fattori di invalidazione
Come si invalida la nostra tesi? Quattro trigger da monitorare.
Boom di produttività AI. Se l'AI consegna davvero il salto di produttività promesso, e in misura superiore alle attese attuali, il PIL nominale potrebbe crescere sopra il costo del debito: in quel caso debito/PIL scenderebbe per crescita, non per debasement. Oro e crypto perderebbero parte del razionale, il dollaro resterebbe stabile o si rafforzerebbe, l'equity statunitense continuerebbe a sovraperformare gli emergenti. Segnali da monitorare: dati di produttività multifattoriale BLS, margini operativi Big Tech, capex AI che si traduce in revenue di terzi.
Disciplina fiscale post-midterm. Improbabile ma non impossibile se gli equilibri politici producessero un Congresso davvero ostile alla spesa pubblica. Effetto immediato: calo dei rendimenti per credibilità ritrovata, dollaro forte, correzione di oro e criptovalute, emergenti differenziati. La probabilità è bassa, dato che entrambi i partiti hanno incentivi forti a non incarnare l'austerity, ma l'asimmetria è notevole e va monitorata.
Collasso esogeno della domanda. Shock di credito (default sovrano disordinato, crisi bancaria sistemica), evento geopolitico estremo, scoppio di una bolla riconoscibile: tutti scenari in cui i rendimenti scenderebbero senza intervento Fed. Effetto: rally dei Treasury, drawdown azionario brutale, oro che tiene per status difensivo, crypto sotto stress massimo. Segnali da monitorare: spread di credito IG e HY, indicatori di stress bancario (commercial real estate, regional banks), volatilità implicita su asset rischiosi.
Sorpresa hawkish della Fed. Trigger di policy puro, non economico. Warsh, fedele alla sua biografia di critico tanto delle politiche accomodanti quanto del QE, sceglie di alzare i tassi per ristabilire credibilità anti-inflattiva nonostante il costo fiscale. Coerente con il suo profilo storico ma incompatibile con la traiettoria del debito: realisticamente sostenibile solo per pochi trimestri prima che la dinamica imponga marcia indietro. Effetti nel periodo di stretta: dollaro forte, drawdown azionario, correzione di oro e criptovalute. Paradossalmente, proprio queste correzioni offrono una finestra di acquisto per chi ha la pazienza di aspettare che il vincolo fiscale riemerga.
Restiamo costruttivi nel nostro scenario base, ma con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe smentirlo.
La settimana sui mercati: la nostra lettura
La settimana si decide in un giorno solo. Per quasi tutta la sua durata i mercati hanno convissuto con la tensione: il fronte iraniano ancora aperto, un'inflazione americana che nella componente principale ha continuato a correre sotto la spinta dell'energia, un cedimento dei titoli legati all'intelligenza artificiale a metà settimana e una BCE che ha alzato i tassi per la prima volta in oltre due anni. Poi, venerdì, l'annuncio di una de-escalation sul fronte iraniano ha ribaltato il quadro: con il greggio in ritirata e la volatilità schiacciata, è ripartita la propensione al rischio.
Il rimbalzo riparte dove la corsa era già più affollata. A guidare sono stati i comparti più esposti, dalla tecnologia agli emergenti dei semiconduttori, mentre i nostri asset di riferimento cedevano: oro e metalli preziosi in arretramento e una settimana ancora negativa, sul mese, per le criptovalute. Restiamo però convinti che il modo conti più del segno. L'oro non ha ripiegato per una fuga verso la sicurezza con rendimenti in calo, ma per un riposizionamento sul rischio con i tassi reali ancora elevati: un drawdown fisiologico, non una rottura della tesi. La domanda strutturale, dagli acquisti delle banche centrali al sostegno degli ETF, resta intatta.
Non è scetticismo sull'intelligenza artificiale, ma su chi costruisce i modelli. Come nelle telecomunicazioni: chi posò l'infrastruttura fu schiacciato dalla commoditizzazione, il valore migrò a chi imparò a sfruttare quella rete. Lo stesso accade sul layer dei modelli, e preferiamo i monetizzatori: chi saprà tradurre in margine un'infrastruttura cognitiva sempre più economica. Un segnale arriva dai contratti cloud per l'addestramento: il portafoglio ordini di chi fornisce capacità è concentrato su pochi committenti, con OpenAI nettamente prevalente secondo Bank of America. La capacità è ostaggio della spesa di pochi, e il rischio è il ritorno su un capex a debito.
Il vero esame è la settimana che si apre. Per la prima volta la Federal Reserve si riunisce sotto la guida di Kevin Warsh, e il mercato cercherà nelle nuove proiezioni e nelle sue parole quanto la Fed intenda davvero restare ferma. Una sorpresa restrittiva è tra i fattori che monitoriamo come potenziale smentita della nostra view; la riteniamo però difficilmente sostenibile, perché incompatibile con la traiettoria del debito. Per questo continuiamo a leggere le correzioni come finestre di accumulo. Restiamo costruttivi, con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe contraddirlo.
— Il team Gamma
MARKET SNAPSHOT
Dati aggiornati al 12 giugno 2026 (chiusura mercati venerdì)
Leaderboard
Azionario
| Indici Area Geografica | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Mondiali | ||||
| 1.112,31 | +0,96% | +1,65% | +12,33% | |
| 4.788,22 | +0,58% | +1,61% | +10,62% | |
| Indici USA | ||||
| 7.431,46 | +0,19% | +1,18% | +10,80% | |
| 29.635,95 | +1,92% | +2,20% | +19,42% | |
| 51.202,26 | +0,28% | +4,56% | +8,96% | |
| 2.943,99 | +3,62% | +4,95% | +21,10% | |
| Volatilità / Sentiment | ||||
| 17,68 | -3,83 | -0,19 | +2,73 | |
| Indici Europa | ||||
| 6.187,63 | +3,01% | +5,28% | +10,81% | |
| 51.497,21 | +4,13% | +4,29% | +13,43% | |
| 24.635,30 | +0,09% | +1,62% | +1,12% | |
| 8.350,87 | +2,39% | +4,58% | +5,25% | |
| 10.471,72 | +1,29% | +1,82% | +8,92% | |
| 13.708,02 | +2,41% | +2,84% | +6,25% | |
| Indici Asia | ||||
| 66.020,04 | +1,80% | +0,85% | +16,63% | |
| 4.777,32 | +0,33% | -7,14% | -7,29% | |
| 24.718,10 | +0,44% | -9,26% | +5,16% | |
| 23.622,90 | +1,70% | +2,00% | -9,18% | |
| 1.291,32 | +12,28% | +6,00% | +106,29% | |
| Altri indici | ||||
| 171.132,66 | +2,81% | -3,36% | +12,22% | |
| 8.804,00 | +3,74% | +1,61% | +13,33% | |
| 2.037,02 | +0,87% | +3,05% | +10,67% | |
| Indici Globali di Stile | Valore | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Indici Globali Settoriali | ||||
| 54,16 | -0,55% | +0,08% | +31,20% | |
| 112,09 | +2,84% | -1,29% | +17,81% | |
| 194,53 | +0,50% | +0,12% | +12,69% | |
| 197,18 | +1,05% | +0,12% | -2,43% | |
| 69,45 | +2,63% | +2,23% | +9,12% | |
| 96,25 | +0,27% | +4,64% | +0,37% | |
| 125,35 | +2,62% | +5,78% | +5,41% | |
| 139,73 | +2,89% | +6,15% | +35,17% | |
| 119,20 | -0,26% | -3,48% | -0,12% | |
| 84,59 | +0,50% | +0,66% | +9,25% | |
| 27,91 | +2,33% | +3,68% | +14,19% | |
| Indici Globali Fattoriali | ||||
| 87,17 | +0,74% | +3,66% | +10,43% | |
| 119,48 | +2,67% | +5,07% | +24,37% | |
| 80,01 | +0,92% | +6,87% | +35,08% | |
| 58,75 | +0,42% | +2,18% | +8,11% | |
| 74,40 | +0,02% | +3,15% | +2,73% | |
| 15,72 | -0,22% | +3,82% | +12,80% | |
Obbligazionario
Variazioni espresse come variazione % del rendimento dell'ETF obbligazionario di riferimento.
| Indici Obbligazionari | Yield | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Bond | ||||
| 4,093% | -0,12% | +1,41% | +2,13% | |
| 4,489% | +0,22% | +1,45% | +1,10% | |
| 1,759% | -0,42% | +1,51% | +6,42% | |
| 2,637% | +0,25% | -0,30% | -5,19% | |
| 3,000% | +0,27% | +0,81% | +0,08% | |
| 3,735% | +0,50% | +1,12% | +0,02% | |
Materie prime
| Commodities | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Metalli preziosi | ||||
| Au Oro | 4.215,32 | -2,87% | -9,07% | -0,90% |
| Ag Argento | 68,01 | -0,83% | -21,78% | -3,36% |
| Pt Platino | 1.721,01 | -4,32% | -19,50% | -15,33% |
| Pd Palladio | 1.242,97 | +3,54% | -14,00% | -18,85% |
| Cu Rame | 6,4500 | +3,47% | -0,55% | +14,91% |
| Energia | ||||
| B Brent Crude | 87,33 | -6,96% | -13,30% | +71,51% |
| W WTI Crude | 84,88 | -6,06% | -10,58% | +84,22% |
| G Gas Naturale | 3,120 | -3,11% | +4,67% | -5,97% |
Criptovalute
| Criptovalute | Valore ($) | 1W (€) | 1M (€) | YTD (€) |
|---|---|---|---|---|
| Crypto | ||||
| 63.575,93 | +4,05% | -18,79% | -26,21% | |
| 1.665,79 | +5,78% | -25,28% | -42,97% | |
| 603,51 | +4,65% | -8,98% | -28,99% | |
| 1,1321 | +3,14% | -19,63% | -37,51% | |
| 66,75 | +6,92% | -25,79% | -45,54% | |
| 0,3153 | -3,07% | -8,68% | +12,64% | |
| 0,0860 | +4,62% | -22,77% | -25,56% | |
| 0,1698 | +7,59% | -35,02% | -48,17% | |
Hyperliquid (HYPE) | 59,05 | +3,80% | +53,78% | +135,82% |
| 353,22 | +18,98% | -10,09% | -17,19% | |
Forex
| Valute | Tasso | 1W | 1M | YTD |
|---|---|---|---|---|
| Coppie | ||||
| 1,1565 | +0,38% | -1,25% | -1,55% | |
| 0,8627 | -0,10% | -0,38% | -1,03% | |
| 0,9219 | +0,49% | +0,68% | -0,99% | |
| 185,3650 | -0,22% | +0,27% | +0,73% | |
| 7,8428 | -0,29% | -1,60% | -4,58% | |
| 160,2000 | -0,07% | +1,48% | +2,26% | |
| 6,7626 | -0,05% | -0,42% | -3,30% | |
US Dollar Index | 99,81 | -0,26% | +1,30% | +1,51% |
Tempistica. Dati al close di venerdì 5 giugno 2026. Per le criptovalute, scambiate 24/7, si intende la candela giornaliera che chiude alle 00:00 UTC (convenzione di mercato).
Livelli. I valori puntuali si riferiscono agli indici di mercato per l'azionario, ai rendimenti annui a scadenza (yield) per i bond, ai prezzi spot in dollari (USD) per materie prime e criptovalute, ai tassi di cambio diretti per le valute.
Variazioni. Le performance percentuali a 1 settimana, 1 mese e da inizio anno sono calcolate sui rispettivi ETF tracker per azionario, obbligazionario e materie prime in modalità total return; sui prezzi spot per criptovalute; sul tasso di cambio per le valute. La variazione del VIX è espressa in punti indice, non in percentuale.
Valuta. Le variazioni di azionario, obbligazionario, materie prime e criptovalute sono convertite in euro (€), per riflettere il rendimento effettivo per un investitore europeo non-hedged. Le coppie valutarie restano espresse nella loro convenzione naturale.
NEWS PRINCIPALI
8-14 giugno 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati
Globale
GlobaleUna tregua riaccende il rischio
L'annuncio di una de-escalation sul fronte iraniano, con l'ipotesi di un'intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz, ha riportato gli investitori verso gli asset rischiosi nell'ultima seduta della settimana. Il rientro del premio geopolitico ha fatto arretrare il greggio e compresso la volatilità, innescando una rotazione globale verso cicliche, piccole capitalizzazioni ed emergenti.
Lo stesso giorno il debutto in Borsa di SpaceX, il più grande collocamento azionario della storia, ha rinvigorito l'impulso sulla tecnologia e, a detta di molti operatori, aperto una finestra per gli altri grandi nomi privati ancora fuori dai listini.
Stati Uniti
Inflazione calda, ma è questione di energia
I prezzi al consumo di maggio hanno accelerato al passo più rapido da oltre due anni, ma la spinta è venuta quasi per intero dall'energia, riflesso diretto dello shock iraniano. La componente di fondo, depurata da energia e alimentari, è invece rimasta contenuta.
Il mercato ne ha tratto una lettura rassicurante: se la pressione è soprattutto energetica e il fronte iraniano rientra, il rischio di una stretta aggressiva si allontana.
La rotazione lascia indietro le grandi
Sotto la superficie di un indice ampio sostanzialmente fermo si è mossa una rotazione netta. A metà settimana un nuovo scivolone dei titoli legati all'intelligenza artificiale ha pesato sulle grandi capitalizzazioni tecnologiche, mentre il denaro si spostava verso le minori capitalizzazioni e i settori rimasti indietro.
Il rimbalzo di venerdì ha premiato proprio i comparti più ciclici: la forza della settimana è stata di rotazione, non di traino dei soliti leader.
Il governo ferma i modelli di punta di Anthropic
Nell'ultima sera della settimana il Dipartimento del Commercio ha imposto ad Anthropic, citando la sicurezza nazionale, di sospendere l'accesso ai suoi due modelli più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, per qualunque cittadino straniero. Non potendo distinguere gli utenti in tempo reale, la società li ha disattivati a livello globale per l'intera clientela, lasciando operativi gli altri modelli.
È la prima volta che un grande laboratorio ritira un sistema già distribuito al pubblico per un intervento federale. Anthropic ha ottemperato dichiarandosi in disaccordo, ritenendo la vulnerabilità citata circoscritta e replicabile anche su modelli concorrenti non soggetti a restrizioni.
L'episodio ricorda che l'infrastruttura cognitiva di frontiera è ormai un asset strategico, esposto al controllo statale quanto alla concorrenza.
Europa
La BCE alza, le Borse salgono lo stesso
La BCE ha alzato i tassi per la prima volta da settembre 2023, con un comunicato che ha riconosciuto rischi al rialzo sull'inflazione e al ribasso sulla crescita. Mosse di segno opposto, eppure i listini del continente hanno chiuso in deciso rialzo: complici gli acquisti sui ribassi delle settimane precedenti e, soprattutto, l'ondata di propensione al rischio di venerdì.
La divergenza con una Federal Reserve attesa ferma resta il tema di fondo per il cambio e per i rendimenti dell'area.
Cina
Il fanalino di coda si limita a seguire
La Cina conferma il ritardo accumulato sul resto della regione. I dati commerciali di maggio hanno battuto le attese, con l'export sostenuto dalle voci legate all'intelligenza artificiale a tamponare il freno della guerra iraniana, ma il mercato azionario non ha premiato il dato e resta debole sull'orizzonte mensile.
Anche venerdì Shanghai e Hong Kong hanno partecipato al rimbalzo solo come riflesso del clima globale, senza un catalizzatore interno proprio.
Giappone
Tokyo segue il sollievo sul greggio
L'azionario giapponese ha beneficiato dell'arretramento del petrolio e del ritorno della propensione al rischio, ma la spinta è arrivata soprattutto dall'esterno. Sul fronte interno restano due fragilità: uno yen debole, vicino alla soglia che storicamente riaccende il rischio di intervento, e titoli di Stato sotto pressione tra spinte fiscali domestiche e debolezza globale dei bond.
L'attenzione si sposta ora sulla Bank of Japan, attesa la settimana entrante a un ulteriore rialzo.
Italia
Piazza Affari in area record, traina ancora il credito
Milano è stata tra le piazze più brillanti del continente, sospinta dal solito motore: le banche, beneficiarie della normalizzazione dei tassi e di politiche di remunerazione degli azionisti che continuano ad attrarre capitali esteri.
L'indice si è mosso in prossimità dei massimi storici, con lo spread tra BTP e Bund su livelli contenuti nonostante le recenti oscillazioni del comparto finanziario europeo.
Resto del mondo
Resto del mondoGli emergenti cavalcano il ritorno al rischio
La rotazione verso il rischio ha premiato in modo ampio i mercati emergenti, dall'America Latina all'Australia. In Asia il traino è venuto soprattutto dai semiconduttori, con la Corea ancora in evidenza sulla scia della domanda di hardware per l'intelligenza artificiale.
EARNINGS PIÙ RILEVANTI
Oracle
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $1,96 | $2,11 | $19,1B | $19,2B |
Trimestre da record, ma il titolo arretra
Oracle ha archiviato il miglior trimestre della sua storia, trainata dal cloud infrastrutturale per l'addestramento dell'intelligenza artificiale e da un portafoglio ordini salito a livelli senza precedenti. Eppure il titolo ha reagito in calo: il mercato ha guardato oltre i ricavi, concentrandosi sul costo di quella crescita.
Stime alzate, ma la spesa pesa
La società ha confermato gli obiettivi di ricavo per il prossimo anno fiscale e alzato la guidance sugli utili, ribadendo traguardi ambiziosi nel medio termine. A spaventare gli investitori è l'altra faccia della corsa: investimenti in conto capitale enormi e un flusso di cassa diventato profondamente negativo, che costringono a un ricorso massiccio al debito e al mercato per finanziare la crescita.
Adobe
| EPS Atteso | EPS Attuale | Ricavi Attesi | Ricavi Attuali |
|---|---|---|---|
| $5,81 | $5,96 | $6,45B | $6,62B |
Conti record, titolo comunque giù
Adobe ha superato le attese su ricavi e utili e ha mostrato che i suoi ricavi ricorrenti legati all'intelligenza artificiale stanno accelerando. Nonostante ciò il titolo ha ripiegato: a conferma di quanto le aspettative fossero già alte su un nome bersagliato per mesi dai timori che l'AI ne erodesse il modello di business.
Stime annuali in rialzo, ma il vertice si svuota
La società ha alzato gli obiettivi per l'intero anno, scommettendo su un pivot verso modelli gratuiti e a pagamento per allargare la base utenti, al costo di una crescita più lenta nel breve. A pesare sul mercato è soprattutto il vuoto ai vertici: alle dimissioni annunciate del direttore finanziario si somma la ricerca ancora aperta dell'amministratore delegato, due caselle chiave scoperte nel momento della scommessa più importante.
CALENDARIO PROSSIMI EVENTI
La prossima settimana
16-17 giu [CRITICA] Stati Uniti: riunione FOMC, primo meeting di Kevin Warsh con nuove proiezioni economiche e conferenza stampa; tassi attesi invariati
15-16 giu [ALTA] Giappone: riunione Bank of Japan, atteso un ulteriore rialzo dei tassi e indicazioni sul piano di riduzione degli acquisti di titoli
Il prossimo mese
Prossimi giorni [CRITICA] Intesa Stati Uniti-Iran: possibile firma dell'accordo e tenuta della de-escalation, spartiacque per petrolio, inflazione e propensione al rischio
FONTI
Bloomberg, Reuters, CNBC, Financial Times, LSEG, FactSet, Federal Reserve, BCE, Bank of Japan, FedWatch CME, World Gold Council, CoinGecko, Goldman Sachs, JPMorgan, Bank of America, Morgan Stanley, Trading Economics, Investing.com, Borsa Italiana, MilanoFinanza, Il Sole 24 Ore, Oracle, Adobe, Anthropic.

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