BRIEFING SETTIMANALE

Edizione del 24 agosto 2026

Periodo di riferimento: 17 — 23 agosto 2026

Il Tesoro compra tempo, il mercato compra oro e Bitcoin

Cover

TESI DI INVESTIMENTO Q3 2026

La tesi viene rivista trimestralmente. Aggiornamenti straordinari sono possibili in caso di eventi rilevanti per la nostra view.

La nostra tesi

Intro

La tesi parte da una constatazione e ne segue le conseguenze fino in fondo. Il debito pubblico occidentale ha superato la soglia oltre la quale non è più la politica monetaria a decidere il costo del denaro, ma il costo del denaro a decidere quanto la politica monetaria possa permettersi. Tutto il resto discende da qui.

Resta però una lettura, e una lettura conta solo se i numeri la confermano. Il cuore del nostro modello è quantitativo: l'analisi macro serve a formulare le ipotesi, non a validarle, e ogni intuizione viene mantenuta o scartata in base al riscontro che trova nei dati.
Quando le due cose divergono, prevalgono i dati.

Fiscal dominance

Il debito federale statunitense, in rapporto al PIL ormai oltre il 100%, ha raggiunto una soglia per cui il servizio degli interessi pesa più di voci storicamente intoccabili del bilancio, difesa inclusa. Riteniamo che questo vincolo condizionerà ogni decisione di politica monetaria.

La Federal Reserve, sotto la nuova guida di Kevin Warsh (scelto da Trump e pubblicamente contrario al rialzo dei tassi), eredita gradi di libertà molto più stretti rispetto a un decennio fa.
Non si decide più "quanto stringere", ma "quanto può permettersi il Tesoro".

Posizione contrarian

Il mercato dei futures sui tassi continua ad attribuire una probabilità consistente a nuove strette entro fine anno: una parte rilevante del consenso, in altre parole, vede ancora una politica più restrittiva.

Riteniamo questa distribuzione mal calibrata e ci aspettiamo invece stabilità dei tassi nel breve, con un bias progressivamente accomodante man mano che il vincolo fiscale diventerà esplicito.
Il consenso continua a leggere le decisioni della banca centrale come una funzione dell'inflazione, quando ormai sono anche una funzione del costo del debito: è questa omissione a produrre la distribuzione sbagliata.

Tratto lungo della curva

Sulle scadenze lunghe i rendimenti stanno già salendo per dinamiche proprie: term premium in espansione, domanda estera in ritirata, percezione di rischio fiscale crescente. Ogni punto base in più si traduce in un maggior costo di rifinanziamento per gli Stati Uniti.

Alzare il fed funds in questo contesto significherebbe alimentare proprio la spirale che si vuole evitare, tanto più in pieno shock energetico legato al fronte iraniano: sovrapporre una stretta monetaria a uno shock di offerta su un'economia già fragile farebbe esplodere il rischio recessione.

Repressione finanziaria

L'austerity non è un'opzione politicamente praticabile, né per repubblicani né per democratici. Resta una sola via, quella storicamente battuta dai paesi sovraindebitati: in pratica tassi nominali tenuti per anni sotto la dinamica dei prezzi, così da rendere negativo, in termini reali, il costo del debito: chi presta denaro allo Stato perde potere d'acquisto, lo Stato vede il proprio stock di debito erodersi in termini reali anno dopo anno.

Gli Stati Uniti hanno già applicato questo espediente tra il 1946 e gli anni Settanta, riducendo il rapporto fra debito e prodotto da oltre il 100% a circa il 30% senza mai pareggiare il bilancio.

Strumenti operativi

Riteniamo che la Fed combinerà tassi fermi, nonostante l'inflazione in aumento, e allentamenti regolatori che spingeranno banche e fondi pensione a detenere più Treasury. Il secondo strumento è meno visibile del primo ma più efficace: modificare requisiti di capitale e coefficienti di liquidità significa creare domanda obbligata per il debito pubblico senza doverlo comprare direttamente.

Si aggiunge un canale strutturalmente nuovo: la domanda di T-bill creata dalle stablecoin in dollari, con il GENIUS Act ad accelerare esplicitamente la dinamica. Ogni dollaro emesso in stablecoin è per obbligo di legge un dollaro investito in titoli a breve del Tesoro, e trasforma la crescita del comparto cripto in domanda automatica per il debito americano.

Yield curve control

Se i rendimenti lunghi continueranno a salire, lo strumento successivo è questo: la banca centrale fissa un tetto al rendimento del decennale e si impegna ad acquistare titoli senza limiti quantitativi per non farlo superare.

Gli Stati Uniti non lo usano dal 1951, quando servì a gestire il debito di guerra, ma è tornato nelle conversazioni di politica monetaria, e non a caso: anche il profilo di Warsh, critico tanto dei rialzi quanto del QE classico, rende lo YCC uno scenario più plausibile di altri strumenti accomodanti tradizionali.

Risvolto della medaglia

La repressione finanziaria è efficace ma non gratuita: è una tassa implicita che pagano risparmiatori, pensionati e detentori di obbligazioni a basso rendimento, mentre chi possiede asset reali si arricchisce.
È anche la ragione per cui funziona politicamente: a differenza di una patrimoniale, nessuno la vota e nessuno la vede in busta paga.

È esattamente per questo che il posizionamento che proponiamo non è solo opportunistico, ma rappresenta anche una protezione razionale contro un regime in cui chi non si posiziona viene tassato silenziosamente.

De-dollarizzazione

Sullo sfondo lavora un trend di lunghissimo periodo, fatto di acquisti record di oro da parte delle banche centrali (BRICS+ ed emergenti in testa), scambi bilaterali regolati in valute locali e infrastrutture di pagamento alternative.

È un processo misurato in anni più che in trimestri, ma la direzione è chiara: ogni passo erode la base di domanda strutturale per il dollaro come riserva, e tende a rafforzarsi automaticamente man mano che la repressione finanziaria diventa più esplicita.

Implicazioni per le asset class

Intro

Dalla lettura macro discende il posizionamento, e il criterio è uno solo: privilegiare ciò che beneficia di tassi reali negativi e di un dollaro strutturalmente più debole, evitare ciò che quel regime penalizza in silenzio.

I blocchi che seguono applicano quel criterio a ciascuna asset class, comprese quelle su cui la nostra posizione è di cautela anziché di convinzione.

Oro

Assolve un duplice ruolo. Strategicamente, è la copertura più diretta a un regime di repressione finanziaria: regimi prolungati di tassi reali negativi rappresentano storicamente lo scenario di massima sovraperformance del metallo, e la domanda strutturale delle banche centrali (de-dollarizzazione) aggiunge un secondo motore.

Tatticamente, è il miglior asset da detenere nelle fasi di euforia azionaria estrema, perché sovraperforma proprio nei drawdown più violenti grazie alla correlazione negativa con l'equity nelle code negative.

Criptovalute

Il comparto richiede alcuni distinguo. Bitcoin condivide con l'oro la tesi store-of-value digitale, con una correlazione tra i due strutturalmente in crescita, profilo di rischio più alto ma logica analoga; l'orizzonte è medio-lungo.

Il resto del comparto (Ethereum, Solana, altcoin con razionale forte) è invece più una scommessa asimmetrica su liquidità globale in espansione e su un quadro regolatorio statunitense in netto miglioramento (Clarity Act, prodotti istituzionali, accesso retail). Il mercato delle stablecoin, già citato come canale di repressione finanziaria, costituisce di per sé un acceleratore per l'intero ecosistema.

Equity emergente

L'Asia ex-Cina è il segmento che più direttamente beneficia di un dollaro debole: debito sovrano in USD che si svaluta in termini reali, flussi di capitale in rientro, crescita strutturale superiore.

La Cina la approcciamo selettivamente: valutazioni del comparto tech a frazione di quelle statunitensi, rischio policy elevato ma upside notevole su un ciclo di stimolo che riteniamo più vicino di quanto prezzato.
Il segnale che cerchiamo non è l'annuncio dello stimolo ma la sua dimensione: finché il contenimento del debito resta la priorità, il multiplo basso è un prezzo corretto, non uno sconto.

Equity statunitense

I risultati societari degli ultimi trimestri confermano un quadro corporate solido, con margini in tenuta e revenue growth sopra le attese. Storicamente, in regime di tassi reali negativi anche l'azionario nominale tende a comportarsi bene.

Gli anni Settanta sono il caso di scuola: rendimenti deludenti in termini reali ma performance nominali tutt'altro che disastrose. Il messaggio non è uscire dall'equity statunitense, ma riconoscerne il profilo asimmetrico in caso di shock e affiancarlo a una componente significativa di asset reali ed emergenti.

Equity giapponese

La riforma di corporate governance promossa dalla Tokyo Stock Exchange (focus su price-to-book e capital efficiency) continua a generare valore; il ritorno strutturale dell'inflazione si traduce in espansione di ROE corporate; la Bank of Japan resta la banca centrale più allineata a un regime di repressione finanziaria globale.

Il rischio principale è valutario: uno yen che si rafforzasse aggressivamente penalizzerebbe gli esportatori, che pesano in modo sproporzionato sull'indice.

Equity europea

La narrativa di fondo è simile a quella statunitense (debito elevato, BCE che dovrà accomodare) ma con fondamentali peggiori: crescita strutturalmente più bassa, esposizione energetica più diretta allo shock iraniano, frammentazione fiscale tra Stati membri.

Preferiamo selettività su temi specifici: difesa, sostenuta da impegni di spesa pluriennali ormai vincolanti; banche, che nella fase finale del ciclo dei tassi alti conservano margini di interesse elevati con costo del rischio ancora contenuto; value europeo a multipli compressi, dove il margine di sicurezza è nel prezzo di partenza più che nella crescita attesa.

Obbligazionario

La nostra impostazione strategica, orizzonte lungo e volatilità accettata, tiene l'obbligazionario fuori dai portafogli core. Per chi vi si espone il quadro americano è chiaro: curva più ripida, tratto breve ancorato dalla Fed, tratto lungo che continua a soffrire term premium. Duration corta preferibile, quella lunga da evitare finché lo YCC non diventa scenario operativo.
I TIPS sono il sottostante più interessante della classe: compensano esattamente l'inflazione che il regime usa per erodere il debito.

In Europa la lettura è analoga ma con margini più stretti: la BCE resta più ortodossa, e meno spazio di accomodamento significa meno protezione se la frammentazione fiscale tornasse centrale. Lo spread BTP-Bund è l'indicatore da tenere d'occhio.
Sui corporate, l'investment grade offre carry interessante con credito solido; più cauti sull'high yield, dove gli spread non compensano il rischio di rifinanziamento.

Rischi e fattori di invalidazione

Intro

Nessuna tesi vale senza le condizioni che la smentirebbero. Qui elenchiamo i quattro sviluppi che ci farebbero cambiare idea e i segnali da cui accorgersene per tempo.

Restiamo costruttivi nello scenario base, ma con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe rovesciarlo.

Boom di produttività AI

Se l'AI consegna davvero il salto di produttività promesso, e in misura superiore alle attese attuali, il PIL nominale potrebbe crescere sopra il costo del debito: in quel caso il rapporto fra debito e prodotto scenderebbe per crescita, non per debasement.

Oro e crypto perderebbero parte del razionale, il dollaro resterebbe stabile o si rafforzerebbe, l'equity statunitense continuerebbe a sovraperformare gli emergenti.
Segnali da monitorare: dati di produttività multifattoriale BLS, margini operativi Big Tech, capex AI che si traduce in revenue di terzi.

Disciplina fiscale post-midterm

Improbabile ma non impossibile se gli equilibri politici producessero un Congresso davvero ostile alla spesa pubblica. Effetto immediato: calo dei rendimenti per credibilità ritrovata, dollaro forte, correzione di oro e criptovalute, emergenti differenziati.

La probabilità è bassa, dato che entrambi i partiti hanno incentivi forti a non incarnare l'austerity, ma l'asimmetria è notevole e va monitorata.
Uno scenario poco probabile che rovescerebbe quasi tutte le nostre posizioni contemporaneamente vale più attenzione di uno probabile che ne toccherebbe una sola.

Collasso esogeno della domanda

Shock di credito (default sovrano disordinato, crisi bancaria sistemica), evento geopolitico estremo, scoppio di una bolla riconoscibile: tutti scenari in cui i rendimenti scenderebbero senza intervento Fed.

Effetto: rally dei Treasury, drawdown azionario brutale, oro che tiene per status difensivo, crypto sotto stress massimo.
Segnali da monitorare: spread di credito investment grade e high yield, indicatori di stress bancario (commercial real estate, regional banks), volatilità implicita su asset rischiosi.

Sorpresa hawkish della Fed

Trigger di policy puro, non economico. Warsh, fedele alla sua biografia di critico tanto delle politiche accomodanti quanto del QE, sceglie di alzare i tassi per ristabilire credibilità anti-inflattiva nonostante il costo fiscale. Coerente con il suo profilo storico ma incompatibile con la traiettoria del debito: realisticamente sostenibile solo per pochi trimestri prima che la dinamica imponga marcia indietro.

Effetti nel periodo di stretta: dollaro forte, drawdown azionario, correzione di oro e criptovalute.
Paradossalmente, proprio queste correzioni offrono una finestra di acquisto per chi ha la pazienza di aspettare che il vincolo fiscale riemerga.

La settimana sui mercati: la nostra lettura

Il ritorno del debasement trade

In cinque sedute Bitcoin ha guadagnato oltre il 23%, Ethereum quasi un terzo del proprio valore e i metalli preziosi hanno chiuso la terza settimana consecutiva di rialzo. Nello stesso arco di tempo l'azionario ha perso terreno su tutte le piazze principali. Non è la classica fuga verso i beni rifugio, perché in quel caso sarebbero saliti anche i titoli di Stato, che invece sono stati venduti.

Quello che è salito è ciò che nessuno può emettere a piacimento. Restiamo costruttivi su oro e criptovalute proprio per questa ragione, e la settimana appena chiusa ci sembra la versione accelerata di un movimento che leggiamo da mesi. Il mercato ha dato un nome alla causa, e il nome coincide con quello che usiamo per descrivere la nostra posizione.

Quarantamila miliardi e un riacquisto da quattro

Il debito federale americano ha superato i 40.000 miliardi di dollari. Lo strumento messo in campo per calmare il mercato riacquista titoli in tranche da 4 miliardi. La sproporzione fra il problema e la risposta è di quattro ordini di grandezza, ed è la ragione per cui l'effetto dell'annuncio è durato meno di due sedute.

Non era un intervento pensato per cambiare il prezzo, ma per migliorare la liquidità delle scadenze meno scambiate. Il mercato però lo ha letto come un segnale di intenzioni. Quando un Tesoro deve sostenere la propria curva, la notizia non è la misura in sé, è il fatto che qualcuno abbia ritenuto necessario annunciarla.

La differenza fra riacquisto e monetizzazione

Il riacquisto non cancella nulla. Il Tesoro ritira dal mercato titoli poco liquidi e si finanzia emettendone di nuovi, quindi lo stock di debito resta identico e cambia soltanto la sua composizione per scadenza. Non è creazione di moneta, non è quantitative easing, e chi lo definisce monetizzazione sta usando la parola sbagliata.

Eppure il mercato lo ha prezzato come se lo fosse, comprando oro e criptovalute nelle ore successive all'annuncio. La distanza fra la meccanica e la percezione è esattamente il terreno su cui vive la dominanza fiscale: non serve che la banca centrale finanzi il bilancio pubblico, basta che gli investitori sospettino che prima o poi dovrà farlo. Il sospetto si prezza prima del fatto.

Il dollaro scende mentre i rendimenti salgono

Il manuale dice che una valuta si rafforza quando i suoi titoli di Stato pagano di più, perché il capitale insegue il rendimento. Questa settimana è successo il contrario: i rendimenti americani sono saliti su tutte le scadenze e il dollaro si è indebolito contro l'euro, contro le divise emergenti e contro l'oro.

Quando le due cose si muovono insieme nella stessa direzione il mercato non sta più prezzando un differenziale di tasso, sta prezzando la qualità di chi emette. È lo schema che si osserva di solito nei paesi con problemi di bilancio, non nella valuta di riserva mondiale. Leggiamo questo dato come il più importante della settimana, e non riguarda le criptovalute né l'oro: riguarda il denominatore.

Un ribasso senza paura

L'azionario ha perso fra il 2% e il 4% sulle piazze principali, ma l'indice della volatilità attesa è rimasto in area quindici, poco sopra i minimi dell'anno. È una combinazione che sembra contraddittoria e invece è coerente: quando a scendere è il valore attuale, non l'utile, il ribasso è ordinato e nessuno corre a coprirsi.

Lo conferma la rotazione settoriale, con materiali ed energia in forte rialzo e tecnologia e industriali in caduta nella stessa settimana. Il tasso di sconto sale e penalizza chi promette utili lontani nel tempo. Il punto in cui questo movimento smette di essere ordinato è il consumatore, e le trimestrali della grande distribuzione appena pubblicate iniziano a dirci qualcosa.

— Il team Gamma

MARKET SNAPSHOT

Dati aggiornati al 21 agosto 2026 (chiusura mercati venerdì)

Leaderboard
Rendimenti in €
1W1MYTD
Rendimenti in €
1W1MYTD
Azionario
Indici Area GeograficaValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici Mondiali
MSCI ACWI1.150-1,84%+0,60%+15,06%
MSCI World4.970-1,94%+0,59%+13,95%
Indici USA
S&P 5007.674-2,30%+0,11%+13,58%
Nasdaq 10029.309-3,32%-1,17%+17,09%
Dow Jones 3053.277-1,70%-0,19%+12,35%
Russell 20003.018-2,60%-0,23%+23,08%
Volatilità / Sentiment
VIX15,13+0,88-1,51+0,18
Indici Europa
Euro Stoxx 506.462-1,62%+1,50%+14,19%
FTSE MIB 4052.668-1,50%+0,67%+18,76%
DAX 4026.137-0,84%+4,55%+6,70%
CAC 408.484-1,91%+0,89%+7,58%
FTSE 10010.817+0,46%+1,23%+13,53%
SMI 2014.457+0,77%+0,83%+9,87%
Indici Asia
Nikkei 22566.016-3,99%+0,88%+19,22%
CSI 3004.619-2,01%-4,10%+4,36%
Hang Seng 8026.009+3,31%+1,23%+12,31%
Nifty 5024.252-1,21%+0,59%-7,62%
Kospi 2001.096-1,70%+2,25%+84,51%
Altri indici
Ibovespa 85171.032+2,37%-6,45%+12,05%
ASX 2009.059+0,70%+2,05%+17,38%
TSX 602.145-0,73%+2,79%+16,85%
Indici Globali di StileValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici Globali Settoriali
Energy58+2,23%+3,80%+42,16%
Materials117+3,88%+7,13%+22,70%
Industrials201-3,65%+0,48%+16,08%
Cons. Discretionary201-1,90%+1,37%-1,07%
Consumer Staples69-1,39%-1,52%+8,79%
Health Care107+3,36%+6,28%+11,32%
Financials133-2,13%-0,25%+12,70%
Inf. Technology139-3,61%-0,40%+33,75%
Comm. Services116-2,14%-1,24%-2,71%
Utilities82-2,97%-7,71%+5,65%
Real Estate28-1,36%-3,63%+14,32%
Indici Globali Fattoriali
Quality90-1,50%+0,38%+13,43%
Momentum117-2,44%-2,85%+20,09%
Value82-0,99%+1,48%+37,07%
Size62-1,30%+2,35%+13,06%
Minimum Volatility78-0,60%+2,45%+7,30%
Multifactor17-2,24%+0,86%+17,37%
Obbligazionario

Variazioni espresse come variazione % del rendimento dell'ETF obbligazionario di riferimento.

Indici ObbligazionariYield1W (€)1M (€)YTD (€)
Bond
US Treasury 2Y4,24%-0,93%-1,78%+1,66%
US Treasury 10Y4,74%-1,17%-2,25%-0,67%
China Gov. 10Y1,71%-0,97%-1,88%+6,45%
Japan Gov. 10Y2,87%-0,54%-0,41%-6,83%
Bund 10Y3,28%-0,29%-0,14%-0,84%
BTP 10Y4,09%-0,44%-0,10%-1,12%
Materie prime
CommoditiesValore ($)1W (€)1M (€)YTD (€)
Metalli preziosi
Au Oro4.608,1+4,50%+9,16%+7,55%
Ag Argento69,0+6,25%+13,66%-2,07%
Pt Platino1.881,3+6,25%+11,77%-8,17%
Pd Palladio1.353,5+1,22%+1,58%-15,42%
Cu Rame6,6-0,98%-0,44%+15,05%
Energia
B Brent Crude93,9+5,25%+2,24%+91,08%
W WTI Crude86,6+5,36%-0,09%+95,81%
G Gas Naturale2,8-0,23%-7,91%-18,04%
Criptovalute
CriptovaluteValore ($)1W (€)1M (€)YTD (€)
Crypto
Bitcoin (BTC)78.577,41+23,51%+16,16%-9,68%
Ethereum (ETH)2.521,29+32,80%+27,42%-14,53%
Binance (BNB)686,97+12,10%+17,61%-19,96%
Ripple (XRP)1,45+43,82%+24,43%-20,53%
Solana (SOL)93,65+23,26%+17,46%-24,33%
TRON (TRX)0,34+2,79%+2,05%+21,49%
Dogecoin (DOGE)0,09+30,51%+22,73%-21,43%
Cardano (ADA)0,23+28,92%+28,57%-30,73%
Hyperliquid (HYPE)81,05+41,24%+33,40%+220,53%
Monero (XMR)412,13-0,51%+14,31%-4,33%
Forex
ValuteTasso1W1MYTD
Coppie
EUR/USD1,17+0,94%+2,34%-0,58%
EUR/GBP0,86+0,18%+0,36%-1,76%
EUR/CHF0,94-0,57%+0,66%+0,47%
EUR/JPY185,65+0,72%-0,28%+0,89%
EUR/CNY7,82+0,63%+1,42%-4,81%
USD/JPY158,91-0,26%-2,60%+1,44%
USD/CNY6,72-0,31%-0,77%-3,90%
Dollar Index98,84-0,83%-2,26%+0,53%
NOTE METODOLOGICHE

Tempistica. Dati al close di venerdì 21 agosto 2026. Per le criptovalute, scambiate 24/7, si intende la candela giornaliera che chiude alle 00:00 UTC (convenzione di mercato).

Livelli. I valori puntuali si riferiscono agli indici di mercato per l'azionario, ai rendimenti annui a scadenza (yield) per i bond, ai prezzi spot in dollari (USD) per materie prime e criptovalute, ai tassi di cambio diretti per le valute.

Variazioni. Le performance percentuali a 1 settimana, 1 mese e da inizio anno sono calcolate sui rispettivi ETF tracker per azionario, obbligazionario e materie prime in modalità total return; sui prezzi spot per criptovalute; sul tasso di cambio per le valute.

Valuta. Le variazioni di azionario, obbligazionario, materie prime e criptovalute sono convertite in euro (€), per riflettere il rendimento effettivo per un investitore europeo non-hedged. Le coppie valutarie restano espresse nella loro convenzione naturale.

NEWS PRINCIPALI

17-23 agosto 2026 | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati

Globale

La vendita obbligazionaria si estende a tutte le curve

Martedì i titoli di Stato sono finiti sotto pressione simultanea in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Il Bund decennale ha superato il 3,25%, massimo da marzo 2011, il decennale francese ha toccato il 4,10%, livello che non si vedeva da giugno 2009, e il trentennale americano è arrivato al 5,33%, il più alto dal 2007.

La lettura degli operatori è precisa. I mercati non scontano un rallentamento, che farebbe scendere i rendimenti, ma uno shock stagflazionistico che impedisce alle banche centrali di allentare. Le attese di inflazione europee salgono con il blocco del transito nello Stretto di Hormuz.

La trasmissione ai conti pubblici è lenta ma inevitabile, perché ogni titolo in scadenza viene rifinanziato al nuovo prezzo.

Il petrolio sale sullo stallo fra Washington e Teheran

Il Brent ha chiuso la seconda settimana consecutiva di forte rialzo, oltre il 5%, dopo che il presidente americano ha promesso sanzioni severe contro l'Iran per costringerlo a un accordo sul nucleare e sulla riapertura dello stretto.

I dati sul traffico marittimo raccontano una realtà diversa dalle dichiarazioni ufficiali. I transiti restano una frazione del livello prebellico, e giovedì sono passate sette navi, la metà del giorno prima. Teheran sostiene che il passaggio resterà limitato finché Washington non rispetterà l'intesa di giugno.

Il mercato ha smesso di trattare la vicenda come un rischio episodico. Un corridoio controllato non è un flusso normale, ed è questo che il prezzo incorpora ormai stabilmente.

Washington spinge sulle criptovalute e i flussi rispondono

Mercoledì il presidente americano ha ricevuto alla Casa Bianca i vertici del settore delle criptovalute, sollecitando il Senato ad approvare il Clarity Act, la legge sulla struttura del mercato ferma da mesi. Nella stessa giornata il Tesoro ha annunciato il potenziamento dei riacquisti sul tratto lungo.

La combinazione ha innescato il rialzo settimanale più ampio da oltre due anni. Secondo il responsabile della ricerca sui digital asset di VanEck il movimento nasce dalle mosse del Tesoro, che riaccendono i timori di dominanza fiscale.

I flussi dicono che non è solo posizionamento speculativo: gli strumenti quotati su Bitcoin ed Ether hanno raccolto oltre 800 milioni di dollari in una sola seduta. La domanda passa anche da veicoli regolamentati.

Stati Uniti

Il debito supera i quarantamila miliardi di dollari

Il debito federale americano ha oltrepassato i 40.000 miliardi di dollari, cinque mesi dopo aver superato i 39.000. Il disavanzo del solo mese di luglio è stato di 432 miliardi, e nei primi dieci mesi dell'anno fiscale il deficit ha già superato quello dell'intero esercizio precedente.

La risposta è arrivata mercoledì con il raddoppio dei riacquisti sul tratto lungo, da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione, dal 9 settembre al 4 novembre. L'obiettivo dichiarato è sostenere la liquidità delle scadenze fra dieci e trent'anni, non ridurre lo stock.

L'effetto si è esaurito in due sedute. I rendimenti hanno cancellato il guadagno seguito all'annuncio, con il decennale tornato al 4,7%.

I verbali della Fed contro un'economia che accelera

I verbali della riunione di fine luglio, pubblicati mercoledì, hanno mostrato una banca centrale divisa verso l'alto. Diversi partecipanti erano favorevoli a un rialzo e molti lo ritenevano necessario se l'inflazione non fosse scesa, ma la maggioranza ha sostenuto di lasciare i tassi fermi fra 3,50% e 3,75%.

Il mercato resta orientato all'immobilismo, con la probabilità di tassi invariati a settembre intorno al 65%. La distanza fra il comitato e i contratti sui tassi è ampia, e questa settimana nessuna delle due parti ha cambiato idea.

A complicare il quadro sono arrivati i dati. L'attività economica cresce al ritmo più veloce da quattro anni secondo le stime preliminari di agosto: con l'energia in rialzo, l'argomento di chi chiede pazienza si indebolisce.

Europa

La Germania paga il rendimento più alto dal 2011

Il Tesoro tedesco ha collocato quattro miliardi di euro di titoli trentennali tramite sindacato di banche a un rendimento del 3,783%, il più elevato dal 2011. Lo stesso titolo aveva già segnato il massimo di quindici anni il mese precedente.

È il dato che qualifica la settimana europea. Non è rischio periferico, è il tasso privo di rischio che si riprezza, e con esso il valore attuale di qualsiasi flusso futuro in euro. Il trentennale francese ha toccato il livello più alto dal 2008, con le trattative sul bilancio 2027 sullo sfondo.

L'azionario ne ha risentito. Il paniere paneuropeo ha perso oltre un punto, il calo su cinque sedute più marcato da inizio luglio, interrompendo la corsa verso i massimi storici.

Cina

Produzione e consumi frenano insieme a luglio

La produzione industriale è cresciuta del 4,5% annuo a luglio, in rallentamento dal 5,3% di giugno e sotto le attese del 5%. Le vendite al dettaglio hanno segnato appena lo 0,6% contro l'1,5% stimato, e la disoccupazione urbana è salita al 5,2%.

La composizione dei consumi è più eloquente del dato aggregato: le automobili sono crollate del 17% e i materiali da costruzione del 14,2%, mentre le apparecchiature per telecomunicazioni sono salite del 20,4%. I prezzi delle nuove case scendono da trentasette mesi.

Gli investimenti fissi hanno perso il 6,7% nei primi sette mesi. La domanda interna resta il nodo irrisolto di Pechino, in un contesto già indebolito da mesi di austerità di bilancio e in vista del plenum di ottobre.

Giappone

Il decennale giapponese ai massimi da trent'anni

Il rendimento del titolo di Stato decennale ha toccato il 2,945%, il livello più alto da settembre 1996, mentre il trentennale ha superato il 4,10%. Poche ore dopo il governo ha comunicato una crescita del secondo trimestre pari a poco più della metà delle previsioni.

La combinazione ha colpito l'azionario. Il listino di Tokyo ha perso circa il 4%, la settimana peggiore da oltre un mese, con la tecnologia penalizzata più del resto: rendimenti più alti comprimono i multipli di chi promette utili lontani.

Il mercato scommette su una stretta, con un rialzo atteso dall'1,00% all'1,25% alimentato dai costi energetici. È lo schema con cui nel 2024 si smontarono le posizioni finanziate in yen.

Italia

MPS lancia una doppia offerta su BPM e Banca Generali

Il consiglio di Monte dei Paschi ha approvato due offerte pubbliche di scambio volontarie e interamente in azioni: 25,3 miliardi di euro su Banco BPM e quasi 8,8 miliardi su Banca Generali. È la contromossa all'offerta da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo a giugno.

Il disegno industriale è ambizioso. Il gruppo entrerebbe fra le prime dieci banche europee, con una capitalizzazione pro forma vicina agli 80 miliardi, e distribuirebbe ai soci quattro miliardi fra contanti e azioni Generali.

Il mercato ha reagito con freddezza e il titolo senese ha chiuso in calo insieme a Banca Generali e Mediobanca. Gli analisti segnalano un rischio di esecuzione elevato: assemblea di Intesa il 10 settembre, assemblea di Siena il 29 ottobre.

Lo spread risale e il muro dei rimborsi si avvicina

Il differenziale fra decennale italiano e tedesco ha chiuso la settimana a 82,7 punti base, con il rendimento del BTP al 4,08%. L'allargamento è contenuto, ma arriva mentre il Bund tocca i massimi da quindici anni: il rendimento italiano sale sia per il movimento del riferimento sia per un premio che torna a crescere.

Il dato che rende il quadro rilevante è tecnico. L'Italia rifinanzia quest'anno il 17% del prodotto interno lordo, contro il 12% della Francia e il 7% di Germania e Regno Unito, secondo le stime di S&P Global.

Un'esposizione simile trasforma il rialzo in costo immediato anziché differito, perché la quota di debito che assorbe i nuovi rendimenti è molto più alta che altrove.

Resto del mondo

Le valute emergenti chiudono l'ottava settimana in rialzo

L'indice MSCI delle divise emergenti ha toccato venerdì un nuovo massimo storico, avviandosi all'ottava settimana consecutiva di guadagni, mentre il dollaro resta vicino ai minimi di diversi mesi. Il rand sudafricano ha guadagnato lo 0,7% seguendo il rialzo dell'oro.

Quello che rende il movimento interessante è il contesto. Le divise emergenti salgono contro i loro nemici storici, cioè rendimenti americani in rialzo e petrolio più caro. Il capitale non sta inseguendo il rendimento offerto dagli Stati Uniti.

Il dollaro si avvia a perdite settimanali diffuse per i timori che l'aumento del debito americano e l'incertezza sulla politica economica possano erodere il potere d'acquisto della valuta.

EARNINGS PIÙ RILEVANTI

Walmart (WMT)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$0,74$0,81$186,8B$187,9B

Conti oltre le attese e previsioni annuali riviste al rialzo

I ricavi del trimestre hanno raggiunto 187,9 miliardi di dollari, in crescita del 5,9% e sopra il consenso, mentre l'utile per azione rettificato è salito del 19,1% a 0,81 dollari contro attese vicine a 0,74. Il commercio elettronico è cresciuto del 23% a livello globale, la pubblicità del 38% e i ricavi da abbonamento del 17%.

Il margine lordo si è ampliato di quasi un punto percentuale e il reddito operativo è salito di oltre un quarto. Il titolo ha perso quasi il 10% nella seduta successiva, un movimento superiore a quello che le opzioni prezzavano alla vigilia.

Il consumatore rallenta e la qualità del risultato viene contestata

Le vendite comparabili americane sono cresciute del 2,6%, il ritmo più lento da oltre sei anni e ben sotto le attese fra il 3,5% e il 3,8%. La benzina sopra i quattro dollari comprime i redditi bassi, per un onere stimato in due miliardi sull'esercizio.

Il punto vero è la composizione dell'utile. L'espansione del margine è arrivata dai rimborsi sui dazi, una voce che non si ripete, e la previsione annuale di utile per azione è rimasta sotto il consenso nonostante il rialzo della guidance sui ricavi.

Home Depot (HD)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$4,73$4,92$47,24B$47,86B

Vendite in crescita con lo scontrino che sostituisce le visite

I ricavi trimestrali sono saliti a 47,86 miliardi di dollari, in aumento del 5,7% e sopra le stime, con l'utile per azione rettificato a 4,92 dollari contro i 4,73 attesi. Le vendite comparabili globali sono cresciute dell'1,7% e quelle americane dell'1,3%.

La composizione racconta una domanda che si sposta verso il basso. Le transazioni sono diminuite mentre lo scontrino medio è salito a 92,50 dollari da 90,01: sono meno clienti che spendono di più, non più clienti.

Previsioni confermate e non alzate con l'immobiliare fermo

Nonostante il superamento delle attese la società ha lasciato invariate le indicazioni per l'esercizio, con crescita dei ricavi fra il 2,5% e il 4,5%. Il direttore finanziario ha parlato di condizioni immobiliari congelate, con l'accessibilità delle case e una rotazione delle compravendite ai minimi.

La frase che riassume il trimestre è però un'altra: i clienti dichiarano di avere i mezzi per spendere e di esitare comunque. È il canale che porta i tassi lunghi al consumo, senza passare per il mercato del lavoro né per gli utili.

Alibaba (BABA)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,60*$1,26$39,63B$39,64B

Ricavi in linea e utile trimestrale ridotto di tre quarti

I ricavi del trimestre chiuso a giugno sono cresciuti del 9% a 268,95 miliardi di renminbi, appena sopra il consenso. L'utile netto è però sceso del 75% e l'utile per azione rettificato del 42%, a 1,26 dollari per certificato di deposito contro attese intorno a 1,60.

La causa è tutta nella spesa per infrastrutture. Gli investimenti sono aumentati del 75% in un trimestre, spinti dal prezzo più alto dei componenti e dall'ampliamento della capacità di calcolo, e il flusso di cassa disponibile è passato in territorio negativo.

La divisione cloud accelera mentre il margine si comprime

I ricavi della divisione cloud e intelligenza artificiale sono cresciuti del 45% e il relativo margine operativo rettificato è più che raddoppiato. Metà del piano triennale è già stata spesa, e l'amministratore delegato prevede il pareggio sugli investimenti entro tre anni ai margini attuali.

Il reddito operativo complessivo è intanto sceso del 57%. È lo stesso schema del versante americano del calcolo, con l'infrastruttura pagata subito e i ricavi promessi più avanti, ma qui si aggiunge una domanda interna che a luglio ha rallentato.

CALENDARIO PROSSIMI EVENTI

La prossima settimana

26 agosto [CRITICA] Spesa per consumi personali di luglio negli Stati Uniti

26 agosto [CRITICA] Conti trimestrali di NVIDIA

27 agosto [ALTA] Apertura del simposio di Jackson Hole

28 agosto [ALTA] Intervento del presidente della Federal Reserve a Jackson Hole

Il prossimo mese

9 settembre [MEDIA] Avvio del programma potenziato di riacquisti del Tesoro americano

10 settembre [ALTA] Assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo sull'aumento di capitale

11 settembre [ALTA] Indice dei prezzi al consumo di agosto negli Stati Uniti

15 settembre [MEDIA] Voto sulla chiusura del dibattito relativo al Clarity Act

15 settembre [CRITICA] Avvio della riunione del comitato di politica monetaria

17 settembre [ALTA] Avvio della riunione della Bank of Japan

FONTI

Bloomberg, Reuters, CNBC, Financial Times, Wall Street Journal, LSEG, FactSet, Federal Reserve, Bureau of Labor Statistics, National Bureau of Statistics of China, FedWatch CME, S&P Global, Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, CoinDesk, CoinGecko, VanEck, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Trading Economics, Investing.com, Il Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Teleborsa, ANSA.