BRIEFING SETTIMANALE

Edizione del 10 agosto 2026

Periodo di riferimento: 3 — 9 agosto 2026

Mercati su nuovi massimi ma crescita da dimostrare

Cover

TESI DI INVESTIMENTO — Q3 2026

La tesi viene rivista trimestralmente. Aggiornamenti straordinari sono possibili in caso di eventi rilevanti per la nostra view.

La nostra tesi

Il nostro scenario base coincide con una politica monetaria condizionata dalla fiscal dominance. Il debito federale statunitense, in rapporto al PIL ormai oltre il 100%, ha raggiunto una soglia per cui il servizio degli interessi pesa più di voci storicamente intoccabili del bilancio, difesa inclusa. Riteniamo che questo vincolo condizionerà ogni decisione di politica monetaria. La Federal Reserve, sotto la nuova guida di Kevin Warsh (scelto da Trump e pubblicamente contrario al rialzo dei tassi), eredita gradi di libertà molto più stretti rispetto a un decennio fa: non si decide più "quanto stringere", ma "quanto può permettersi il Tesoro".

Da queste premesse prende forma la nostra posizione dichiaratamente contrarian. La curva FedWatch prezza oggi tassi fermi al 50%, un rialzo al 40%, due rialzi al 10% entro fine anno: metà del consenso, in altre parole, vede ancora una politica più restrittiva. Riteniamo questa distribuzione mal calibrata e ci aspettiamo invece stabilità dei tassi nel breve, con un bias progressivamente accomodante man mano che il vincolo fiscale diventerà esplicito.

I rendimenti dei Treasury sulle scadenze lunghe stanno già salendo per dinamiche proprie: term premium in espansione, domanda estera in ritirata, percezione di rischio fiscale crescente. Ogni punto base in più si traduce in un maggior costo di rifinanziamento per gli Stati Uniti. Alzare il fed funds in questo contesto significherebbe alimentare proprio la spirale che si vuole evitare, tanto più in pieno shock energetico legato al fronte iraniano: sovrapporre una stretta monetaria a uno shock di offerta su un'economia già fragile farebbe esplodere il rischio recessione. L'austerity, dal canto suo, non è un'opzione politicamente praticabile né per repubblicani né per democratici.

Resta una sola via, quella storicamente battuta dai paesi sovraindebitati: la repressione finanziaria. In pratica, tassi nominali tenuti per anni sotto la dinamica dei prezzi, così da rendere negativo, in termini reali, il costo del debito: chi presta soldi al governo perde potere d'acquisto, lo Stato vede il proprio stock di debito erodersi in termini reali anno dopo anno. Gli Stati Uniti hanno già applicato questo escamotage finanziario tra il 1946 e gli anni Settanta, riducendo il debito/PIL da oltre il 100% a circa il 30% senza mai pareggiare il bilancio.

In termini operativi riteniamo che la Fed combinerà tassi fermi (nonostante l'inflazione in aumento), allentamenti regolatori che spingeranno banche e fondi pensione a detenere più Treasury, e (canale strutturalmente nuovo) la domanda di T-bill creata dalle stablecoin in dollari (USDC, USDT, con il GENIUS Act ad accelerare esplicitamente la dinamica).

Se i rendimenti lunghi continueranno a salire, lo strumento successivo è lo yield curve control: la banca centrale fissa un tetto al rendimento del decennale e si impegna ad acquistare titoli senza limiti quantitativi per non farlo superare. Strumento non utilizzato dagli Stati Uniti dal 1951 (l'ultima applicazione risale al periodo 1942-1951, ai tempi del debito di guerra), oggi tornato nelle conversazioni di politica monetaria, e non a caso: anche il profilo di Warsh, critico tanto dei rialzi quanto del QE classico, rende lo YCC uno scenario più plausibile di altri strumenti accomodanti tradizionali.

Va riconosciuto un risvolto della medaglia. La repressione finanziaria è efficace ma non gratuita: è una tassa implicita che pagano risparmiatori, pensionati e detentori di obbligazioni a basso rendimento, mentre chi possiede asset reali si arricchisce. È esattamente per questo che il posizionamento che proponiamo non è solo opportunistico, ma rappresenta anche una protezione razionale contro un regime in cui chi non si posiziona viene tassato silenziosamente.

Sullo sfondo lavora un trend di lunghissimo periodo: la de-dollarizzazione. Acquisti record di oro da parte delle banche centrali (BRICS+ ed emergenti in testa), scambi bilaterali in valute locali, infrastrutture di pagamento alternative. È un processo misurato in anni più che in trimestri, ma la direzione è chiara: ogni passo erode la base di domanda strutturale per il dollaro come riserva, e tende a rafforzarsi automaticamente man mano che la repressione finanziaria diventa più esplicita.

Implicazioni per le asset class

Da questa lettura discende il posizionamento. Restiamo costruttivi sugli asset che beneficiano direttamente dei vettori chiave della tesi: oro come copertura naturale ai tassi reali negativi, equity emergente (Asia e Cina in chiave selettiva) come scommessa su dollaro debole e multipli bassi, Bitcoin come ipotesi di copertura digitale dal debasement strutturale ed Ethereum come asset risk-on legato alla crescita dell'ecosistema DeFi. Il quadro è però più articolato: anche obbligazionario e azionario sviluppato hanno letture distinte da esplicitare.

Oro. Assolve un duplice ruolo. Strategicamente, è la copertura più diretta a un regime di repressione finanziaria: regimi prolungati di tassi reali negativi rappresentano storicamente lo scenario di massima sovraperformance del metallo, e la domanda strutturale delle banche centrali (de-dollarizzazione) aggiunge un secondo motore. Tatticamente, è il miglior asset da detenere nelle fasi di euforia azionaria estrema, perché sovraperforma proprio nei drawdown più violenti grazie alla correlazione negativa con l'equity nelle code negative.

Criptovalute. Il comparto richiede alcuni distinguo. Bitcoin condivide con l'oro la tesi store-of-value digitale, con una correlazione tra i due strutturalmente in crescita, profilo di rischio più alto ma logica analoga; l'orizzonte è medio-lungo. Il resto del comparto (Ethereum, Solana, altcoin con razionale forte) è invece più una scommessa asimmetrica su liquidità globale in espansione e su un quadro regolatorio statunitense in netto miglioramento (Clarity Act, prodotti istituzionali, accesso retail). Il mercato delle stablecoin, già citato come canale di repressione finanziaria, costituisce di per sé un acceleratore per l'intero ecosistema.

Equity emergente. L'Asia ex-Cina è il segmento che più direttamente beneficia di un dollaro debole: debito sovrano in USD che si svaluta in termini reali, flussi di capitale in rientro, crescita strutturale superiore. La Cina la approcciamo selettivamente: valutazioni del comparto tech a frazione di quelle statunitensi, rischio policy elevato ma upside notevole su un ciclo di stimolo che riteniamo più vicino di quanto prezzato.

Equity statunitense. I risultati del primo trimestre 2026 confermano un quadro corporate solido, con margini in tenuta e revenue growth sopra le attese. Storicamente, in regime di tassi reali negativi anche l'azionario nominale tende a comportarsi bene. Gli anni Settanta sono il caso di scuola: rendimenti deludenti in termini reali ma performance nominali tutt'altro che disastrose. Il messaggio non è uscire dall'equity statunitense, ma riconoscerne il profilo asimmetrico in caso di shock e affiancarlo a una componente significativa di asset reali ed emergenti.

Equity giapponese. La riforma di corporate governance promossa dalla Tokyo Stock Exchange (focus su price-to-book e capital efficiency) continua a generare valore; il ritorno strutturale dell'inflazione si traduce in espansione di ROE corporate; la Bank of Japan resta la banca centrale più allineata a un regime di repressione finanziaria globale. Il rischio principale è valutario: uno yen che si rafforzasse aggressivamente penalizzerebbe gli esportatori.

Equity europea. La narrativa di fondo è simile a quella statunitense (debito elevato, BCE che dovrà accomodare) ma con fondamentali peggiori: crescita strutturalmente più bassa, esposizione energetica più diretta allo shock iraniano, frammentazione fiscale tra Stati membri. Preferiamo selettività su temi specifici: difesa, banche in fase finale del ciclo dei tassi alti, value europeo a multipli compressi.

Obbligazionario. Per impostazione strategica di Gamma (orizzonte di lungo periodo, obiettivo di massimizzazione del rendimento senza ricerca di mitigazione della volatilità) l'obbligazionario non rientra nei nostri portafogli core. Per chi necessita di esposizione il quadro è comunque chiaro: curva statunitense più ripida (steepening), con il tratto breve ancorato dalla Fed e il tratto lungo che continua a soffrire term premium ed emissione massiccia. La duration corta (T-bill, 2 anni) resta dunque preferibile, mentre la duration lunga è da evitare finché lo YCC non diventa scenario operativo. I TIPS sono il sottostante più interessante della classe: il loro inflation-linker compensa esattamente l'inflazione che il regime sta usando per erodere il debito. In Europa la lettura è analoga, con la BCE più ortodossa sulla curva di Lagarde; attenzione allo spread BTP-Bund se la frammentazione fiscale tornasse al centro dell'attenzione. Sui corporate, l'investment grade europeo offre carry interessante con credito ancora solido; più cauti sull'high yield.

Rischi e fattori di invalidazione

Come si invalida la nostra tesi? Quattro trigger da monitorare.

Boom di produttività AI. Se l'AI consegna davvero il salto di produttività promesso, e in misura superiore alle attese attuali, il PIL nominale potrebbe crescere sopra il costo del debito: in quel caso debito/PIL scenderebbe per crescita, non per debasement. Oro e crypto perderebbero parte del razionale, il dollaro resterebbe stabile o si rafforzerebbe, l'equity statunitense continuerebbe a sovraperformare gli emergenti. Segnali da monitorare: dati di produttività multifattoriale BLS, margini operativi Big Tech, capex AI che si traduce in revenue di terzi.

Disciplina fiscale post-midterm. Improbabile ma non impossibile se gli equilibri politici producessero un Congresso davvero ostile alla spesa pubblica. Effetto immediato: calo dei rendimenti per credibilità ritrovata, dollaro forte, correzione di oro e criptovalute, emergenti differenziati. La probabilità è bassa, dato che entrambi i partiti hanno incentivi forti a non incarnare l'austerity, ma l'asimmetria è notevole e va monitorata.

Collasso esogeno della domanda. Shock di credito (default sovrano disordinato, crisi bancaria sistemica), evento geopolitico estremo, scoppio di una bolla riconoscibile: tutti scenari in cui i rendimenti scenderebbero senza intervento Fed. Effetto: rally dei Treasury, drawdown azionario brutale, oro che tiene per status difensivo, crypto sotto stress massimo. Segnali da monitorare: spread di credito IG e HY, indicatori di stress bancario (commercial real estate, regional banks), volatilità implicita su asset rischiosi.

Sorpresa hawkish della Fed. Trigger di policy puro, non economico. Warsh, fedele alla sua biografia di critico tanto delle politiche accomodanti quanto del QE, sceglie di alzare i tassi per ristabilire credibilità anti-inflattiva nonostante il costo fiscale. Coerente con il suo profilo storico ma incompatibile con la traiettoria del debito: realisticamente sostenibile solo per pochi trimestri prima che la dinamica imponga marcia indietro. Effetti nel periodo di stretta: dollaro forte, drawdown azionario, correzione di oro e criptovalute. Paradossalmente, proprio queste correzioni offrono una finestra di acquisto per chi ha la pazienza di aspettare che il vincolo fiscale riemerga.

Restiamo costruttivi nel nostro scenario base, ma con la disciplina di chi sa esattamente cosa potrebbe smentirlo.

La settimana sui mercati: la nostra lettura

Il lavoro cede e i listini festeggiano. Il dato di luglio ha rovesciato il consenso: posti persi invece che creati, revisioni al ribasso pesanti sui due mesi precedenti, partecipazione alla forza lavoro ai minimi da oltre cinque anni. Il tasso di disoccupazione è persino sceso, ma è migliorato perché molti hanno smesso di cercare, non perché abbiano trovato. La reazione è stata immediata: rendimenti in calo su tutte le scadenze, probabilità di una stretta a settembre riportata sotto la metà, listini sui massimi. Dove il vincolo fiscale governa la politica monetaria, una domanda di lavoro che si affloscia non minaccia gli utili ma rimuove il rischio restrittivo.

Il tratto lungo non ha prezzato la recessione. Il trentennale statunitense è sceso quanto il biennale, e la distanza fra le due scadenze estreme è rimasta identica a inizio settimana. È qui che il manuale si inceppa: davanti a un dato occupazionale di quella gravità il fondo della curva dovrebbe correre più del tratto breve, perché crollano insieme attese di crescita e di inflazione e la duration viene comprata come rifugio. Non è successo. È lo stesso messaggio che poche settimane fa era arrivato dal cambio: il tratto lungo risponde al premio a termine e al rischio dell'emittente prima che al ciclo.

I preziosi corrono, il fisico resta fermo. Oro e argento hanno firmato la settimana migliore dell'anno trascinando anche platino e palladio, ma il costo per prendere metallo a prestito è sceso proprio mentre il prezzo saliva. Se la disponibilità fisica stesse davvero stringendo accadrebbe l'opposto. Quello che si osserva è accumulo di posizioni lunghe e ricoperture automatiche dei sistemi che seguono la tendenza. Leggiamo il movimento come copertura monetaria comprata sul mercato dei derivati, non come scarsità sul mercato fisico, il che la rende più reattiva e meno duratura. Il petrolio è andato nella direzione opposta, ma ormai risponde soltanto al fronte iraniano.

Gli utili salgono, i motori rallentano. Quattro società su dieci sono state vendute dopo aver superato le attese, e tre hanno battuto sull'utile mancando sui ricavi. Guardando da dove arriva la differenza si trovano aliquote fiscali più leggere, riacquisti di azioni e rivalutazioni contabili, non clienti in più. Il caso limite è l'automobile giapponese, con l'utile netto in forte crescita mentre il risultato operativo arretra e il cambio fa tutto il lavoro. Ci sembra il punto più delicato di questa fase: la crescita nominale regge, quella reale resta da dimostrare, e finché il mercato premia soltanto l'accelerazione la distinzione passa inosservata.

— Il team Gamma

MARKET SNAPSHOT

Dati aggiornati al 7 agosto 2026 (chiusura mercati venerdì)

Leaderboard
Leaderboard rendimenti in €
1W1MYTD
Leaderboard rendimenti in €
1W1MYTD
Azionario
Indici Area GeograficaValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici Mondiali
MSCI ACWI1.152,49+2,93%+2,28%+16,72%
MSCI World5.007,84+3,22%+2,77%+15,92%
Indici USA
S&P 5007.757,64+3,25%+2,42%+15,87%
Nasdaq 10029.722,30+4,82%+0,38%+19,91%
Dow Jones 3054.036,93+2,65%+1,98%+15,01%
Russell 20003.034,49+3,29%+1,49%+25,03%
Volatilità / Sentiment
VIX14,90-1,09-2,00-0,05
Indici Europa
Euro Stoxx 506.523,86+2,61%+3,67%+15,51%
FTSE MIB 4053.717,19+2,57%+4,06%+20,85%
DAX 4026.319,45+2,46%+5,25%+7,38%
CAC 408.714,93+2,63%+5,30%+10,79%
FTSE 10010.901,09+0,21%+3,34%+14,01%
SMI 2014.544,91+1,86%+1,38%+11,27%
Indici Asia
Nikkei 22565.606,71+4,61%+3,43%+22,64%
CSI 3004.694,44+1,12%+5,72%-3,65%
Hang Seng 8025.668,03-1,86%+6,26%+10,37%
Nifty 5024.570,65+0,87%+2,25%-5,29%
Kospi 200974,73+5,45%-10,22%+73,63%
Altri indici
Ibovespa 85172.513,42-3,82%+1,44%+14,13%
ASX 2009.263,60+3,38%+6,82%+19,67%
TSX 602.139,10+2,95%+4,45%+16,07%
Indici Globali di StileValore1W (€)1M (€)YTD (€)
Indici Globali Settoriali
Energy53,62-4,04%+2,96%+31,73%
Materials112,99+6,65%+7,49%+20,04%
Industrials205,24+3,25%+3,25%+19,67%
Consumer Discretionary206,01+2,60%+4,82%+2,58%
Consumer Staples69,54+0,24%+0,05%+10,63%
Health Care102,28+1,75%+0,77%+7,67%
Financials134,66+0,99%+4,24%+14,92%
Information Technology140,87+5,90%+1,13%+36,52%
Communication Services117,99+2,35%+0,66%-0,39%
Utilities83,04-1,06%-3,47%+8,76%
Real Estate28,23-0,79%+0,59%+16,38%
Indici Globali Fattoriali
Quality90,71+3,08%+3,13%+14,98%
Momentum115,72+2,30%-0,25%+20,53%
Value80,35+2,71%+3,49%+35,73%
Size61,81+3,16%+4,63%+13,81%
Minimum Volatility78,00+2,08%+2,57%+7,77%
Multifactor16,60+3,43%+4,48%+19,15%
Obbligazionario

Variazioni espresse come variazione % del rendimento dell'ETF obbligazionario di riferimento.

Indici ObbligazionariYield1W (€)1M (€)YTD (€)
Bond
US Treasury 2Y4,206%-0,05%-0,83%+2,62%
US Treasury 10Y4,651%+0,32%-1,25%+0,75%
China Gov. 10Y1,718%-0,53%-0,55%+7,49%
Japan Gov. 10Y2,802%+1,05%+2,41%-4,59%
Bund 10Y3,148%+0,50%+0,13%-0,10%
BTP 10Y3,897%+0,92%+0,38%-0,14%
Materie prime
CommoditiesValore ($)1W (€)1M (€)YTD (€)
Metalli preziosi
Au Oro4.342,35+6,96%+5,13%+2,27%
Ag Argento63,55+9,53%+7,50%-9,28%
Pt Platino1.748,49+5,67%+8,64%-13,59%
Pd Palladio1.381,80+7,55%+11,65%-12,44%
Cu Rame6,59+0,60%+6,31%+16,00%
Energia
B Brent Crude82,21-7,09%+6,39%+68,42%
W WTI Crude77,08-8,90%+3,85%+73,38%
G Gas Naturale2,67-3,43%-17,07%-19,26%
Criptovalute
CriptovaluteValore ($)1W (€)1M (€)YTD (€)
Crypto
Bitcoin (BTC)64.958,99+3,23%+3,06%-24,55%
Ethereum (ETH)1.914,48+3,59%+8,51%-34,42%
Binance Coin (BNB)592,20+2,73%+2,92%-30,28%
Ripple (XRP)1,0212-3,88%-7,46%-43,59%
Solana (SOL)73,64+2,21%-6,49%-39,87%
TRON (TRX)0,3274-0,30%-1,47%+17,06%
Dogecoin (DOGE)0,0696+0,54%-4,90%-39,67%
Cardano (ADA)0,2011+15,13%+19,01%-38,59%
Hyperliquid (HYPE)54,29+3,86%-20,73%+116,95%
Monero (XMR)377,90+3,59%+16,54%-11,35%
Forex
ValuteTasso1W1MYTD
Coppie
EUR/USD1,1558+0,26%+1,24%-1,61%
EUR/GBP0,8564+0,15%+0,43%-1,76%
EUR/CHF0,9335+0,27%+1,17%+0,26%
EUR/JPY182,4000+0,40%-1,73%-0,88%
EUR/CNY7,7731+0,11%+0,36%-5,43%
USD/JPY157,7600+0,11%-2,97%+0,70%
USD/CNY6,7472-0,06%-0,82%-3,52%
US Dollar Index99,6040-0,31%-1,37%+1,30%
NOTE METODOLOGICHE

Tempistica. Dati al close di venerdì 7 agosto 2026. Per le criptovalute, scambiate 24/7, si intende la candela giornaliera che chiude alle 00:00 UTC (convenzione di mercato).

Livelli. I valori puntuali si riferiscono agli indici di mercato per l'azionario, ai rendimenti annui a scadenza (yield) per i bond, ai prezzi spot in dollari (USD) per materie prime e criptovalute, ai tassi di cambio diretti per le valute.

Variazioni. Le performance percentuali a 1 settimana, 1 mese e da inizio anno sono calcolate sui rispettivi ETF tracker per azionario, obbligazionario e materie prime in modalità total return; sui prezzi spot per criptovalute; sul tasso di cambio per le valute.

Valuta. Le variazioni di azionario, obbligazionario, materie prime e criptovalute sono convertite in euro (€), per riflettere il rendimento effettivo per un investitore europeo non-hedged. Le coppie valutarie restano espresse nella loro convenzione naturale.

NEWS PRINCIPALI

[PERIODO] | Notizie selezionate per rilevanza e impatto sui mercati

Globale

Il lavoro americano si contrae e il mondo riprezza

L'economia statunitense ha perso 23.000 posti di lavoro a luglio, contro gli 80.000 in più che il consenso attendeva. Le revisioni hanno tolto altri 103.000 posti ai due mesi precedenti, e la partecipazione alla forza lavoro è scesa al minimo da oltre cinque anni.

Il tasso di disoccupazione è comunque calato al 4,1%, ma il miglioramento arriva dall'uscita di persone dal mercato del lavoro e non da nuove assunzioni. Anche la crescita dei salari ha rallentato rispetto ai mesi precedenti.

La reazione è stata immediata: rendimenti in calo su tutte le scadenze, probabilità di una stretta a settembre riportata sotto la metà e listini globali spinti su nuovi massimi. Il mercato ha letto la debolezza come una garanzia sui tassi, non come un rischio sugli utili.

L'oro firma la settimana migliore dell'anno

Il metallo giallo ha chiuso con il progresso settimanale più ampio dall'inizio dell'anno, trascinando con sé argento, platino e palladio. L'argento ha fatto persino meglio, comprimendo il rapporto di cambio fra i due metalli.

Il movimento è partito con il dato sull'occupazione statunitense e si è amplificato con il ritiro delle attese di stretta monetaria. Rendimenti nominali in discesa riducono il costo di detenere un'attività che non paga cedole, e la domanda si è concentrata sui contratti derivati più che sul mercato fisico.

Resta sullo sfondo l'acquisto continuativo da parte delle banche centrali, che da anni sostiene la componente strutturale della domanda e non risponde alle oscillazioni di breve del costo del denaro.

Stati Uniti

Il Tesoro chiede alla Fed di ampliare il FIMA

Il segretario al Tesoro ha chiesto pubblicamente alla Federal Reserve di ampliare lo strumento che consente alle banche centrali estere di ottenere dollari dando in garanzia i propri titoli di Stato americani, invece di venderli sul mercato.

Il tetto attuale è di 60 miliardi di dollari al giorno per controparte, cifra che appare stretta rispetto ai volumi movimentati da un detentore come il Giappone, che di titoli statunitensi ne ha in portafoglio per oltre mille miliardi. L'argomento del Tesoro è che lo strumento nacque quando il mercato obbligazionario era molto più piccolo.

Un ampliamento permanente richiede un voto del comitato di politica monetaria e gonfierebbe il bilancio della banca centrale proprio mentre il presidente lavora a ridurlo.

Record con partecipazione ampia sulle piazze americane

Wall Street ha firmato la migliore settimana da metà aprile, con l'indice principale su un nuovo massimo di chiusura e il paniere industriale che ha superato per la prima volta quota 54.000.

Il dato interessante non è il livello ma la sua composizione: i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo di due a uno, un rapporto che segnala un movimento diffuso e non trainato da poche capitalizzazioni. È una differenza sostanziale rispetto ai rialzi concentrati dei mesi scorsi.

Sul fronte dei conti trimestrali oltre l'85% delle società che hanno riportato ha superato le attese, e la crescita aggregata degli utili viaggia verso il 40% su base annua.

Europa

Utili in crescita ma sorprese sotto la media

La stagione dei conti del secondo trimestre in Europa si chiude con la crescita aggregata più rapida dal 2022, sostenuta anche da ricavi in miglioramento sensibile rispetto ai trimestri precedenti.

Il quadro cambia guardando la qualità della sorpresa. La quota di società che ha superato il consenso resta sotto la media dell'ultimo decennio, e la distanza si allarga applicando una soglia più severa. L'asticella, per giunta, era stata abbassata entrando nella stagione: hanno battuto un obiettivo ridotto, e lo hanno battuto meno spesso del solito.

Pesa infine la concentrazione. Gran parte dell'accelerazione arriva dal comparto energetico, i cui margini dipendono da un prezzo del greggio che nel trimestre viaggiava molto sopra i livelli attuali.

Cina

Pechino risponde con i droni prima della visita di Xi

La Cina ha introdotto controlli all'esportazione su droni e componenti verso una lista di soggetti stranieri, accompagnandoli con misure restrittive nei confronti di alcune società statunitensi.

La mossa arriva pochi giorni dopo l'ultimo giro di dazi deciso da Washington e segue lo schema consolidato della ritorsione mirata sulle tecnologie in cui Pechino ha una posizione dominante. Il settore dei droni civili e industriali è uno di questi.

Il calendario rende la scelta leggibile: il presidente cinese è atteso negli Stati Uniti a settembre, e le contromisure servono a costruire posizione negoziale prima dell'incontro. Il listino di Hong Kong ha chiuso la settimana in territorio negativo, in controtendenza rispetto al resto del mondo.

Giappone

Salari reali su, consumi giù, la BoJ verso settembre

I salari reali giapponesi sono cresciuti per il sesto mese consecutivo a giugno, un risultato che la banca centrale attendeva da anni come condizione per normalizzare il costo del denaro.

Nello stesso mese, però, la spesa delle famiglie è calata del 3,3% quando il consenso ne attendeva un aumento. Il potere d'acquisto migliora sulla carta ma non si traduce in consumi, e la distanza fra i due dati è il problema che l'istituto centrale si porta alla riunione di settembre.

Il rendimento decennale locale è rimasto sostanzialmente fermo per tutta la settimana, segno che il mercato obbligazionario non sta prezzando una stretta imminente. Il listino azionario ha invece accompagnato con slancio il rialzo globale.

Italia

Le banche spingono Milano verso quota 54.000

Il listino milanese ha aggiornato più volte il proprio massimo storico nel corso della settimana, arrivando a sfiorare quota 54.000 nella seduta di venerdì.

La spinta è arrivata dal comparto bancario. Monte dei Paschi ha chiuso il semestre sopra il consenso degli analisti con oltre un miliardo di utile netto, mentre Banco BPM ha archiviato il miglior semestre della propria storia guadagnando oltre il 6% in una sola seduta. Fuori dal credito il titolo migliore è stato Avio.

Sul fronte opposto doValue ha ceduto oltre il 15% dopo una perdita pesante di periodo. Lo spread fra decennale italiano e tedesco si è ristretto, accompagnando la discesa generale dei rendimenti europei.

Resto del mondo

Hormuz riapre, l'intesa riconosce il controllo iraniano

Washington ha annullato l'attacco che era stato preparato contro l'Iran e ha riaperto il tavolo negoziale lunedì, con la mediazione dell'Oman. Un'intesa provvisoria sullo Stretto di Hormuz è data vicina.

Il contenuto conta più dell'annuncio. La bozza in discussione riconosce a Teheran il controllo sul traffico in entrata, mentre fino a poche settimane fa la richiesta americana era il ritorno alla libera navigazione precedente al conflitto. Fonti turche parlano di una finestra iniziale di 60 giorni.

Il greggio ha reagito con il calo settimanale più ampio da mesi su entrambi i riferimenti. Il mercato sta prezzando la riapertura della rotta, non la fine della disputa, e la differenza fra le due cose resta il rischio principale.

EARNINGS PIÙ RILEVANTI

Palantir (PLTR)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$0,34$0,41$1,81B$1,94B

Ricavi quasi raddoppiati e commerciale americano in fuga

Palantir ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 93% e un utile per azione ben sopra le attese, superando per la prima volta i 2 miliardi di dollari di corsa annualizzata.

Il motore è il commerciale statunitense, cresciuto di quasi il 150%. La società ha smesso di essere un fornitore prevalentemente governativo e sta convertendo la propria piattaforma di analisi dati in prodotto aziendale su larga scala. L'indicatore che somma crescita e marginalità ha superato quota 155, un livello che nel software non ha praticamente confronti.

Guidance annuale alzata sopra gli 8 miliardi

La previsione annuale è stata portata a oltre 8,1 miliardi di dollari dai 7,65 indicati in precedenza, un ritocco che diversi analisti hanno giudicato conservativo rispetto al ritmo corrente degli ordini.

Il titolo ha guadagnato il 29% nella seduta successiva, bruciando circa 3 miliardi di dollari di posizioni ribassiste in poche ore. È l'unico caso della settimana in cui accelerazione dei ricavi e reazione del prezzo si sono mosse nella stessa direzione, ed è proprio questo a rendere istruttivo il confronto con le altre trimestrali.

SpaceX (SPCX)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
-$0,26-$0,09$6,93B$7,81B

Primo trimestre da società quotata sopra le attese

Il primo conto trimestrale da società quotata ha superato il consenso su entrambe le righe: ricavi quasi raddoppiati rispetto all'anno precedente e perdita per azione molto più contenuta di quanto stimato.

Il margine operativo lordo rettificato è quasi triplicato e gli abbonati al servizio satellitare per la connettività sono raddoppiati fino a 12 milioni. Sono arrivati inoltre nuovi contratti legati all'intelligenza artificiale per oltre 14 miliardi di dollari.

La spesa in conto capitale spaventa per una notte

Il nodo resta la spesa: 18,4 miliardi di dollari investiti nel solo trimestre, la larga maggioranza dei quali sul segmento dell'intelligenza artificiale, per un semestre che supera di oltre quattro volte quello precedente.

Il titolo ha ceduto circa l'8% subito dopo la pubblicazione, salvo poi recuperare ampiamente nelle sedute seguenti. Ha chiuso la settimana come il migliore del gruppo, il che dice quanto poco duri oggi la punizione per chi spende.

AMD
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,62$1,66$11,30B$11,54B

Ricavi record trainati dal segmento data center

Ricavi trimestrali record in crescita del 50%, con il segmento dei centri dati più che raddoppiato e arrivato a rappresentare quasi il 60% del fatturato complessivo. L'utile per azione rettificato ha superato il consenso.

La composizione racconta una trasformazione profonda: la divisione videogiochi ha perso circa un terzo del proprio giro d'affari, e la società dipende ormai in misura crescente da chi costruisce infrastruttura per l'intelligenza artificiale.

Previsione alzata, titolo comunque venduto

La previsione per il trimestre in corso è stata fissata intorno ai 13 miliardi di dollari, sopra le stime degli analisti, con un progresso di circa il 12% sul trimestre precedente che conferma la visibilità sugli ordini già acquisiti.

Nonostante il doppio superamento delle attese e una guidance più alta, il titolo ha ceduto quasi il 9% nelle contrattazioni successive alla pubblicazione. Il mercato ha giudicato l'accelerazione insufficiente rispetto alle aspettative già incorporate nel prezzo, un criterio ben più severo del semplice battere il consenso.

Eli Lilly (LLY)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$8,81$8,38$20,49B$23,00B

Ricavi oltre le attese, utile penalizzato dalle acquisizioni

Ricavi in crescita di quasi il 50% e ampiamente sopra il consenso, trainati dalla famiglia di farmaci per diabete e obesità che da sola vale circa i due terzi del fatturato trimestrale e continua a guadagnare quota.

L'utile per azione rettificato è invece rimasto sotto le stime, ma il divario è interamente spiegato dagli oneri per ricerca e sviluppo acquisita tramite operazioni straordinarie. Al netto di quella voce la redditività sottostante è migliorata, con un margine lordo sopra l'86%.

Ricavi attesi in aumento, prezzi in ritirata

La previsione annuale sui ricavi è stata alzata di circa 3 miliardi di dollari, mentre quella sull'utile riflette il peso contabile delle acquisizioni: la componente operativa è stata rivista al rialzo, l'effetto straordinario la riporta indietro.

Il punto da tenere d'occhio è il prezzo: i listini statunitensi sono scesi di circa il 9% rispetto all'anno precedente e la crescita arriva ormai dai volumi. Il lancio della versione orale del farmaco procede inoltre più lentamente di quanto il mercato si attendesse.

Disney (DIS)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$1,86$2,06$25,40B$25,25B

Utile sopra le attese, ricavi appena sotto

Ricavi in crescita del 7% ma appena sotto il consenso, con l'utile per azione rettificato ben sopra le stime. Il risultato operativo aggregato dei segmenti è salito del 21%, superando la guidance che la società stessa aveva indicato.

La spinta arriva da parchi e navi, con ricavi trimestrali record e visitatori in aumento, e dallo streaming, che ha raggiunto una marginalità operativa a doppia cifra. In direzione opposta va lo sport, con il risultato operativo in calo del 17% per il peso dei nuovi diritti televisivi.

Riacquisti in aumento e attenzione ai flussi di cassa

Il programma di riacquisto di azioni proprie è stato portato ad almeno 9 miliardi di dollari dagli 8 precedenti, finanziato anche dalla cessione della quota in una società di media. La previsione annuale è stata confermata.

È esattamente il tipo di leva che spiega il divario fra utile e ricavi osservato in diverse società di consumo in questa tornata. Restano deboli le presenze nei parchi asiatici e il mercato pubblicitario dello streaming, dove l'offerta in aumento comprime i prezzi.

McDonald's (MCD)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$3,32$3,38$7,13B$7,10B

Vendite comparabili in netto rallentamento

Ricavi in crescita del 4% e utile per azione sopra il consenso, ma le vendite comparabili globali sono cresciute solo dell'1,3%, contro il 3,8% dello stesso trimestre dell'anno precedente. Il rallentamento è netto e generalizzato.

Il mercato statunitense è il punto più debole: la crescita si è quasi azzerata e il numero di clienti è tornato negativo. Nel complesso del sistema le vendite salgono del 5%, sostenute dall'espansione della rete più che dalla spesa media per visita.

Utile sostenuto dal fisco, non dalla domanda

Il superamento delle attese sull'utile poggia in buona parte su un'aliquota fiscale effettiva scesa al 19,5% dal 21,3% dell'anno precedente, mentre i ricavi sono rimasti leggermente sotto il consenso degli analisti.

È il ritratto più chiaro della differenza fra utile contabile e domanda reale. Per un marchio che storicamente guadagna quota quando il consumatore stringe la cinghia, un traffico in calo resta un segnale che vale la pena seguire nei prossimi trimestri.

Uber (UBER)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$0,80$0,81$14,22B$14,19B

Prenotazioni in forte crescita, ricavi sotto le attese

Le prenotazioni lorde sono cresciute di quasi un quarto e i viaggi del 18%, con la base di utenti attivi mensili in aumento a doppia cifra. I ricavi contabili sono saliti circa la metà e sono rimasti appena sotto il consenso.

La divergenza nasce da modifiche al modello di business che spostano parte del giro d'affari fuori dalla riga dei ricavi senza toccare il volume sottostante. L'utile contabile include inoltre una rivalutazione di partecipazioni per 1,6 miliardi di dollari.

Previsione prudente e miliardi sulla guida autonoma

La previsione per il trimestre in corso è stata giudicata prudente rispetto alle attese degli investitori, e il titolo ha ceduto terreno nelle contrattazioni precedenti l'apertura di mercato.

Sul fronte industriale la società ha annunciato l'acquisizione di un operatore europeo delle consegne e un impegno superiore ai 10 miliardi di dollari sulla rete di veicoli a guida autonoma. Il flusso di cassa disponibile degli ultimi 12 mesi ha superato la stessa soglia.

Novo Nordisk (NVO)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
$0,78$0,95$10,94B$12,10B

Risultato operativo molto sopra il consenso

Il risultato operativo rettificato ha superato ampiamente le attese degli analisti, con ricavi anch'essi sopra il consenso. La versione orale del farmaco per l'obesità ha superato i 5 milioni di prescrizioni cumulate negli Stati Uniti.

Il quadro non è però uniforme: le vendite del farmaco iniettabile negli Stati Uniti sono calate di oltre il 20% per effetto di prezzi realizzati più bassi. Il margine lordo rettificato si è ridotto rispetto all'anno precedente.

Previsione annuale migliorata, titolo comunque venduto

La previsione annuale è stata rivista in modo sensibile rispetto all'intervallo indicato in precedenza, con il lancio britannico che ha aggiunto circa 300.000 pazienti in tre settimane e una quota vicina al 90% sul mercato orale dell'obesità.

Nonostante il superamento delle attese e una previsione più favorevole, le azioni quotate negli Stati Uniti hanno perso oltre il 5%. Il piano di riduzione dei costi ha già tagliato il personale del 15% su base annua, e il mercato legge la ripresa come difensiva.

Generali (G)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
€0,84€0,85n/dn/d

Risultato operativo record e utile in doppia cifra

Il semestre si è chiuso con premi lordi in crescita di quasi il 6%, un risultato operativo record e un utile netto normalizzato in aumento a doppia cifra. L'utile per azione trimestrale ha superato di poco il consenso degli analisti.

Il contributo più brillante arriva dalla gestione patrimoniale, cresciuta di oltre il 30%, mentre le masse gestite hanno superato i 944 miliardi di euro. Anche il valore della nuova produzione nel ramo vita è salito sensibilmente, con una raccolta netta solida.

Solvibilità solida, catastrofi naturali in aumento

Il coefficiente di solvibilità resta ampiamente sopra i requisiti pur scendendo di tre punti, e il gruppo ha avviato un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro a partire da lunedì.

Il punto di attenzione è tecnico: l'incidenza delle catastrofi naturali sul risultato danni è più che raddoppiata rispetto al primo semestre precedente, spingendo il rapporto fra sinistri e premi in leggero peggioramento. È una dinamica di settore, non specifica del gruppo.

Toyota (TM)
EPS AttesoEPS AttualeRicavi AttesiRicavi Attuali
¥1.040 Mld*¥1.477 Mld*¥13.060 Mld¥13.525 Mld

Utile netto in volata, motore operativo in calo

Ricavi trimestrali record in crescita di oltre il 10% e utile netto in aumento di oltre tre quarti, entrambi ben sopra il consenso. Il risultato operativo è però sceso dell'8,8% e il margine della divisione automobilistica è finito sotto il 6%.

La differenza la fa il cambio: la valuta giapponese più debole ha aggiunto 345 miliardi di yen al risultato operativo. Nello stesso periodo i veicoli venduti nel mondo sono diminuiti, con cali marcati in Cina e in Medio Oriente.

Previsione alzata ma sotto le stime degli analisti

La previsione annuale è stata alzata su ricavi, risultato operativo e utile netto, ma resta sotto la stima media degli analisti e oltre il 15% sotto l'esercizio precedente. Il gruppo ha annunciato un riacquisto di azioni da 1.000 miliardi di yen.

Il titolo ha comunque chiuso in calo, con diversi analisti che hanno giudicato modesto il programma rispetto alla liquidità netta disponibile. La società ha inoltre ridotto la stima del danno da conflitto mediorientale.

CALENDARIO PROSSIMI EVENTI

La prossima settimana

10 agosto [MEDIA] Prezzi al consumo e alla produzione di luglio in Cina

12 agosto [CRITICA] Indice dei prezzi al consumo di luglio negli Stati Uniti

13 agosto [MEDIA] Indice dei prezzi alla produzione di luglio negli Stati Uniti

14 agosto [MEDIA] Vendite al dettaglio di luglio negli Stati Uniti

15 agosto [BASSA] Produzione industriale e vendite al dettaglio di luglio in Cina

Il prossimo mese

19 agosto [ALTA] Verbali della riunione del comitato di politica monetaria del 29 luglio

26 agosto [CRITICA] Spesa per consumi personali di luglio e seconda stima del prodotto interno lordo

26 agosto [CRITICA] Conti trimestrali di NVIDIA

27 agosto [ALTA] Apertura del simposio di Jackson Hole

15 settembre [CRITICA] Avvio della riunione del comitato di politica monetaria

17 settembre [ALTA] Avvio della riunione della Bank of Japan

FONTI

Bloomberg, Reuters, CNBC, Financial Times, Wall Street Journal, LSEG, FactSet, Federal Reserve, BCE, Bank of Japan, FedWatch CME, Bureau of Labor Statistics, World Gold Council, CoinDesk, CoinGecko, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Barclays, Jefferies, Macquarie, S&P Global, Trading Economics, Investing.com, Il Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Teleborsa.